Flap flap flap
e le ali tornano a mulinare,
l’aria fumosa dei nostri pensieri
sedimenta in fumo e pensieri
nel vento, incontro alla libertà
che opprime con la sua lontananza.
La solitudine è il premio dei buoni,
a loro la conoscenza lecca le budella
strazia le viscere in un grido che libera,
ma a noi umani, troppo umani,
il nostro grido nella solitudine
lacera le tempie, insanguina gli occhi
esaurite le lacrime e i singhiozzi.
Ci useremo? buoni e cattivi,
ci spenderemo fino all’ultimo?
senza farci i conti in tasca,
senza tasche, con gli occhi rovesciati
in un orgasmo di conoscenza,
in un rinculo che ci lascerà
in terra, viandanti sul cammino
polvere e direzione, cerchio
senza meta, solo direzione.
E le nostre ali ci sbatteranno
in cima al mondo, svenuti.
flap flap flap
14/12/05