Luca Abrate, nato a Torino nel 1973 in una famiglia come tante di quel periodo, di quella città. L'infanzia scorre con i travagli e le gioie di tutti i giovani . L'episodio della morte di mio padre (1978) segna tutta la famiglia e produce profondi cambiamenti nei rapporti con i familiari. Assestati su un tenore di vita medio conduco una vita come tutti i coetanei, ma sento qualcosa che già nel periodo adolescenziale vivo e condivido con pochi intimi amici: i rapporti che stanno al di là delle apparenze li vedo annebbiati, soffocati dal diffondersi della cultura consumista che esalta tutto quanto può essere commercializzato. Come per cercare di vedere il letto di un fiume disturbati dal fluire dell'acqua, spumeggiante, gorgogliante e dissetante, ma che senza un letto dove scorrere sarebbe umidità sul terreno, pantano.

Per questo ho iniziato a scrivere poesie e racconti brevi: per condividere emozioni e sentimenti per instaurare un'intimità, moderata, con chi mi circonda e con chi altri lo voglia.

Da sempre diviso tra la passione di comunicare e quella per lo sport ho seguito prima studi tecnici ad indirizzo grafico, poi ho intrappreso la facoltà di psicologia dove ho lasciato dopo breve periodo, ora lavoro in una fabbrica come disegnatore.

Il tempo libero è sempre stato dedicato allo sport cimentandomi nelle arti marziali giapponesi (judo), calcio, rugby e dopo qualche anno di inattività eccomi alle prese con la capoeira: disciplina fisico-culturale che ben si sposa con la mia voglia di espressività e poesia.

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