ANCHE IL CONTROGIOCO DÀ
SODDISFAZIONI
di Massimo Soroldoni
Quando
si raccontano le mani di bridge, in un articolo o semplicemente chiacchierando
con gli amici, quasi sempre si presentano le loro caratteristiche legate alla
dichiarazione o al gioco con il morto, mentre è difficile che si racconti di un
controgioco fatto o subito.
La
ragione di ciò è legata al fatto che normalmente le smazzate si presentano
sotto forma di quiz, per dare più stimoli al lettore, nel caso di articoli, o
per verificare le capacità tecniche dell’amico o del conoscente, nel caso di
conversazione. Pertanto è facile sentire domande del tipo “Come giochereste
questa mano per mantenere il contratto di.......” oppure “Come dichiarereste
con queste carte se il compagno ha licitato......” oppure ancora “Come
raggiungeresti il contratto di.... se giocassi con il tuo compagno abituale”.
Viceversa,
è difficile porre un problema di una smazzata se legato al controgioco, in
quanto esso è molto spesso legato a sensazioni che si vivono direttamente al
tavolo oppure è troppo dipendente dallo svolgersi del gioco in presenza di
situazioni diverse (“Giochi questa carta, ma se il dichiarante prende e gioca
quest’altra cosa fai? E se il dichiarante non prende, cosa controgiochi? ecc.
ecc.), per cui si creerebbero troppe variabili a scapito dell’immediatezza
della discussione.
Pertanto
il controgioco rimane spesso una comparsa, e mai un protagonista, nei racconti
di bridge. Tuttavia ci sono situazioni in cui è di grande soddisfazione sia
controgiocare che poi raccontare quanto si è creato al tavolo.
Uno
di questi episodi mi è capitato durante il Campionato a Squadre Miste del 1995.
La
mano a priori poteva sembrare molto banale, in quanto né la dichiarazione, né
il contratto finale potevano suscitare un interesse specifico.
La
dichiarazione:
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Ovest |
Nord |
Est |
Sud |
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Soroldoni |
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Corradini |
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Passo |
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1 ª |
Passo |
1 SA |
Passo |
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2 ª |
Fine |
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Dovevo
pertanto attaccare con le carte di Nord, che vi presento:
ª J 7 4 2
© A 4
¨ A 10 7 5
§ A 6 4
e
non mi sembrava di poter ricavare niente di eccitante dalla mia distribuzione.
Dopo breve riflessione, del tipo “Cerchiamo di indovinare da che parte
iniziare”, ho intavolato l’Asso di ©, su cui è sceso il seguente morto:
ª -
© Q 6 5 3
¨ K 9 6 4 3
§ K 7 3 2
Alla
sua vista, non avevo certo grandi speranze, in quanto i due Re minori erano
posizionati bene rispetto ai miei Assi e a ª più di una presa non speravo di fare. Comunque sul mio
attacco la mia compagna, Francesca Corradini, assolutamente apprezzabile sia
come bridgista che dal punto di vista estetico, ha invitato con il 7 (scarti
pari-dispari).
A
questo punto, avrei potuto continuare con © per il Re e © taglio, ma mi sarei giocato la mia presa naturale in atout
senza aver costruito niente di nuovo. Ho allora deciso di ritornare sotto Asso
di §,
sperando che il dichiarante, se in possesso del Fante senza la Donna, non
indovinasse e stesse basso. Egli infatti sul mio ritorno si è fermato a
pensare, da cui ho capito che la situazione stava volgendo a mio favore, e alla
fine è stato basso; adesso è stata la volta di Francesca a fermarsi, poiché non
voleva farsi mangiare la Donna dall’Asso, che, per quanto ne sapeva lei, era in
possesso del dichiarante.
Alla
fine è comparsa sul tavolo la Donna e con essa, dopo che aveva fatto presa,
anche lo sguardo di stupore di Francesca, dal quale il dichiarante ha dedotto
che l’Asso era saldamente nelle mie mani. Francesca giustamente ha pensato che
stavo combinando qualcosa, per cui è tornata a § per il mio Asso, su cui immediatamente ho giocato piccola ¨, della serie “Se
torta dev’essere, torta sia fino in fondo”.
In
questo momento è successa la parte più comica della faccenda, perché il
dichiarante senza esitazione ha giocato la piccola del morto (“Questo non sarà
così matto da tornare due volte di fila sotto Asso”, ha pensato) e Francesca
altrettanto velocemente ha messo la Donna (“Caro Massimo, ormai ho capito
tutto!”) e, dopo aver fatto presa, ha rigiocato nel colore per il mio Asso e
stavolta lo sguardo di stupore è comparso sul volto del povero avversario.
La
continuazione è poi stata del tutto spietata, poiché ho giocato © per il Re e © taglio,
aggiudicandomi la settima presa ed alla fine ho pensato che, visto che le carte
sembravano messe apposta per il massimo dei down, potevo ancora promuovermi una
presa in atout se la mia compagna fosse stata in possesso del 10 di ª. Ho quindi giocato ¨ per il Re del morto,
su cui Francesca, che aveva contato correttamente le carte giocate dal dichiarante,
cioè 2 §,
2 ¨
e 3 ©,
sapeva che il dichiarante, vista la dichiarazione, era rimasto con tutte atout,
e che tagliare di piccola non avrebbe portato nessun beneficio; ha pertanto
tagliato di 10 per il surtaglio di Donna ed ancora una presa è arrivata al
sottoscritto con il Fante di ª, per un totale di tre down.
Ecco
alla fine il diagramma dell’intera smazzata:
Campionati
Italiani a Squadre Miste 1995
Incontro
MONZA vs. FERRARA
Board
nr. 3 - E/W VULNERABILI - Dichiarante Sud
ª J 7 4 2
© A 4
¨ A 10 7 5
§ A 6 4
N
ª A K Q 9 8 5 ª -
© J 10 8 W E © Q 6 5 3
¨ J 8 ¨ K 9 6 4 3
§ J 10 § K 7 3 2
S
ª 10 6 3
© K 9 7 2
¨ Q 2
§ Q 9 8 5
Si
è pertanto verificata al tavolo la situazione più favorevole per la difesa,
vale a dire, a fronte di un controgioco un po’ d’assalto, la miglior
distribuzione su cui si potesse sperare, senza la quale però non avremmo
comunque costruito niente di utile se, a parte le carte messe in modo assolutamente
da incubo per il dichiarante e da sogno per noi, l’avversario avesse indovinato
a passare le giuste carte del morto.
Per
la cronaca, nell’altra sala è stato mantenuto il contratto di 1 SA per la linea
Est-Ovest (non chiedetemi come, perché non lo so, ma si dovrebbe andare down
con un buon controgioco) per un guadagno totale di 390 punti, pari a 9 match
points.
Niente
male per una smazzata giudicata all’inizio insignificante, vero?