Sonia e la macchina nuova
Cari amici, non pensavo di tornare a scrivervi così presto. Sono stata testimone di un'altra punizione di Sonia, stavolta veramente molto severa, e voglio raccontarvela.
Dopo le note vicende disciplinari, Sonia, la ventiduenne figlia dei miei vicini, mi ha parlato spesso, talvolta usandomi come mediatrice con Annalisa, la mamma. Da qualche tempo il rapporto fra la madre e la figlia, dopo un periodo di ritorno alla normalità, è tornato burrascoso. Giovedì 25 novembre, nel primo pomeriggio, Sonia bussa alla mia porta, molto tesa, chiedendomi di aiutarla a parlare con la madre che avrebbe deciso di punirla "per cose di poco conto". Non riuscendo a sapere molto altro decido di accompagnarla a casa e fare, ancora una volta, da mediatrice. Appena entrate a casa, Annalisa comincia a rimproverare duramente Sonia in presenza mia e di Manuela, una ragazza venezuelana di 24-25 anni che fa le pulizie a casa dei miei vicini. Dopo qualche minuto riesco a capire cosa è successo: Sonia ha preso, di nascosto (!), la macchina nuova della madre, come dimostra una multa ricevuta per eccesso di velocità. Manuela, inoltre, aveva confermato che Sonia prendeva spesso la macchina, infischiandosene del divieto materno ancora vigente. "Beh, non è una cosa di poco conto", ho detto, "penso che tua madre abbia ragione a volerti punire!". Perduta anche me come sponda, Sonia si è arresa. Annalisa le ha ordinato di spogliarsi e Sonia, inebetita dalla situazione, si è tolta la minigonna e gli stivali, abbassandosi leggermente collant e mutandine. Annalisa glieli ha tirati giù, dicendole: "Via questa roba, signorina!". Sonia, sbuffando e a malincuore, ha obbedito. Poi, voltandosi di scatto verso la madre e indicando Manuela, ha detto: "Ma non ti permettere di punirmi davanti a quella sguattera pettegola!". Annalisa ha dato uno schiaffo alla figlia, poi ha invitato me e Manuela ad accomodarci in poltrona, mentre lei si è seduta sul divano. Sonia, senza fiatare, si è piegata sulle ginocchia della madre. Subito Annalisa ha cominciato a sculacciare Sonia, che cercava di soffocare gli urletti di dolore. I movimenti di Sonia, però, erano sempre
più scomposti e per me e la ragazza venezuelana era impossibile non vedere tutti i dettagli della sua passerina.
Manuela, fra parentesi, sembrava persino soddisfatta di vedere la figlia della padrona in quelle condizioni. Quando Annalisa ha smesso di sculacciare la figlia non immaginavo che ancora non fosse finita. La mia vicina, infatti, si è alzata ed è uscita dal salotto, tornando poco dopo con una canna di plastica, di quelle che si usano nei giardini per tenere dritte le piante. Sonia ha urlato: "Oh no mamma, noooo!!!". Ma Annalisa ormai aveva deciso: "Piegati sul bracciolo del divano Sonia! Imparerai a disobbedirmi e a essere maleducata con una persona che lavora come Manuela!". Sonia mi ha cercata con lo sguardo ma io sono rimasta impassibile: un po' per la sorpresa, un po'
perché anch'io ritenevo giusta una bella lezione per Sonia. Di lì a poco, così, Annalisa ha cominciato a frustare la figlia, con un'energia che non sospettavo. Che la mia amica fosse severa lo sapevo, ma fino a quel punto mi sembrava impossibile. Eppure Sonia ormai piangeva e strillava senza ritegno: "Ahiiii ahiaaa mamma basta! Non è
giusto! Aahaaaaa ahiiiiii ahiaaaa". Intanto il suo invidiabile sedere si andava segnando di striature rosso fuoco.
Quando Annalisa ha smesso, Sonia, piangendo, si è alzata ed è corsa via nella sua stanza. L'ho seguita: stava a pancia sotto sul letto, col viso sprofondato nel cuscino, a piangere e singhiozzare. L'ho consolata, ho cercato di farle capire che la punizione, anche se molto dura, aveva motivazioni profonde. Dopo una buona mezzora l'ho convinta a tornare in salotto a parlare con la madre. Sonia stava lì, a testa bassa, con le braccia scese lungo i fianchi e i suoi lunghi capelli che le coprivano buona parte della faccia, ancora con la passerina e il sedere in mostra. Io stavo dietro di lei e potevo vedere molto bene in che condizioni Annalisa le aveva ridotto il culetto! Poi Annalisa, con fermezza, le ha detto: "Allora Sonia. Presto ti avrei fatto usare la macchina di nuovo, però tu hai voluto fare di testa tua. E poi ho chiesto io quelle informazioni a Manuela, dovresti essere più rispettosa per chi pulisce anche la tua stanza. Comunque stavolta la paghi! Rimarrai due settimane in castigo! Tanto se non sbaglio in questo periodo non hai esami e fai solo la perdigiorno". Sonia ha avuto un sussulto: "Ma mamma, due settimane in castigo! A 22 anni! Intendi senza uscire?". Subito Annalisa: "Certo Sonia! Intendo senza uscire di casa! Con te bisogna tornare all'antico! E per quanto riguarda la macchina, scordatela!
Sono tornata a casa di Annalisa un paio di giorni fa. C'era appunto Manuela (che va due o tre volte a settimana) che spolverava i mobili, mentre Sonia lavava i vetri delle finestre. Ero sorpresa, così Annalisa mi ha spiegato: "Sonia deve aiutare Manuela. Le fa bene!". Tornando a fare la mediatrice ho chiesto se era proprio convinta a tenere la figlia due settimane in castigo. Annalisa mi ha sorriso e rivolgendosi a Sonia le ha detto di spiegarmi la nuova situazione. Sonia, con un'aria un po' triste, mi ha detto: "Mamma si è consultata con papi e hanno deciso che in castigo ci devo stare tre settimane non due!". Annalisa poi ha continuato: "Inoltre abbiamo deciso di revocarle il permesso di passare il Capodanno a Vienna con le sue amiche. Abbiamo già disdetto la prenotazione: Sonia resterà con noi e aiuterà Manuela a preparare la cena del veglione. Avremo tanta gente". Insomma le fai passare il capodanno del 2000 in cucina, ho detto. "Non sarò così cattiva", ha risposto Annalisa, "abbiamo già deciso che Manuela si occuperà della cucina: poi lei andrà via, dai suoi. Sonia avrà il compito di ripulire dopo". Mi sono rivolta a Sonia: "Ti dispiace dover rinunciare a Vienna?" E Sonia: "Moltissimo. Ma ho capito il motivo". Quando sono andata via, Annalisa mi ha accompagnata alla porta. Ho cercato ancora di perorare la causa di Sonia ma la madre è stata molto chiara: "Stavolta sarò veramente severa con lei. Ha sempre avuto tutto, ora è
bene che abbia qualche privazione. Lo so che è adulta, ma se non la raddrizzo ora poi diventerà troppo tardi. Pensa, persino Carlo, che è sempre stato accondiscendente con lei, mi ha detto che è d'accordo. Anzi mi ha persino invitata a sculacciarla più spesso!". Confesso che Annalisa mi ha veramente stupita: temo che Sonia dovrà abituarsi a rigare dritta o a prendere sculacciate. Una situazione impensabile solo sei mesi fa. Per la cronaca: ad oggi, 2 dicembre 1999, Sonia è
ancora in castigo!
Un saluto a tutti
Loredana