Una punizione esemplare per Sonia
Cari amici, vi invio quest'altra testimonianza. Davvero non pensavo di scrivere di nuovo, ma dai miei vicini l'equilibrio domestico è crollato. Non ci avrei mai creduto e invece sono qui a raccontarlo. Ho raccontato alla mamma di Sonia come veniva punita e umiliata Donatella. La mamma di Sonia, ora,fa quasi altrettanto. Una coincidenza incredibile, eppure, credetemi, assolutamente vera.
A casa di Carlo e Annalisa sono successe cose nuove, quasi incredibili. In quindici giorni la situazione è precipitata: sono ancora turbata ed eccitata mentre scrivo. Domenica scorsa (il 5 dicembre), grazie soprattutto all'accondiscendenza di Carlo, il babbo, Sonia è stata perdonata e ha potuto ricominciare a uscire, anche se con qualche limitazione d'orario. Annalisa, però, ha deciso di controllare maggiormente la figlia, anche se ha 22 anni: e questo controllo ha ottenuto subito un risultato inaspettato. Venerdì pomeriggio (10 dicembre) ero appena rientrata dal lavoro quando Manuela, la ragazza che fa le pulizie nella villetta di Annalisa, è venuta a bussare alla mia porta. Era molto agitata e mi ha chiesto di andare dalla sua padrona: "La signora è molto incazzata! E ora frusta Sonia. Sonia strilla come una matta!". Naturalmente seguo subito Manuela. Entro con lei in casa della mia vicina e subito sento Sonia che strilla e implora la madre: "Ahaaaa ahiaaaa...... bastaaaa, perdono, non lo faccio più, ahiiii!!!". Manuela mi indica che stanno nella stanza di Sonia; la porta è semiaperta e
così vedo una scena che non avrei mai pensato di vedere nella realtà. Sonia era piegata sulla pediera del letto, la faccia appoggiata sulle lenzuola e i pugni serrati. Aveva indosso un maglioncino che, a causa della posizione in cui stava, le era salito sulla schiena, lasciando vedere il reggiseno bianco; di sotto non aveva niente, tranne un paio di calzettoni bianchi, di quelli che si usano con le scarpe da ginnastica.
Ad un certo punto Annalisa mi ha vista e, interrompendo la punizione di Sonia, mi ha fatto cenno di entrare e di accomodarmi. "Sai cosa ha combinato questa puttanella di mia figlia? Ho scoperto che usa droghe!". Ero molto colpita; Annalisa mi ha spiegato che aveva trovato delle sigarette particolari nella borsa di Sonia e che forse la "signorina" l'aveva usate anche la sera del famoso incidente in cui rimase ferita la sua amica. Sonia, che era rimasta piegata per ordine della madre, ha mormorato qualcosa: "No mamma, è stata solo una volta, ho sbagliato lo so, ma non lo farò mai più!" Ho provato a dire ad Annalisa di perdonarla, che forse l'aveva già punita a sufficienza; ma Annalisa è stata perentoria: "No Loredana, non ho ancora finito". Ha così ripreso a frustare Sonia mentre io e Manuela, che intanto era venuta, non sapevamo cosa fare. Poi all'improvviso ha smesso. Sonia, che aveva ormai il suo bel culo (molto ammirato, mi dicono, fra i maschi della zona! E credo proprio che sia vero.) in condizioni pietose, piangeva e singhiozzava come una bambina. "Mi fa male, mi fa tanto male!". E sempre piangendo si è buttata in ginocchio ai piedi della madre. Era una scena che non avrei mai pensato di vedere: ne ho lette, certo, ma viste! Sonia, la ragazza emancipata e, fino a qualche mese fa, libera e disinibita; la ragazza fra le più ammirate (e giustamente,
perché è una bella ragazza) del nostro comprensorio, a 22 anni più che compiuti stava lì, col sedere pesto, in ginocchio davanti alla madre a implorarne il perdono! E io, insieme a una domestica venezuelana di 25 anni, assistevo a quello che Annalisa chiama il "ridimensionamento" di Sonia. Mentre Sonia chiedeva perdono, promettendo di non prendere mai più droghe di alcun genere, Annalisa stava dritta in piedi, continuando a tenere il frustino fra le mani: sembrava una scena sadomaso e vedere la mia amica, una signora solitamente precisa e compita, come protagonista mi faceva anche un po' sorridere.
Sorridendomi Annalisa mi ha detto: "Che faceva la madre di quell'amica di tua cugina con la figlia disobbediente?". Dovete sapere, infatti, che avevo raccontato ad Annalisa alcuni particolari del "diario di Donatella", spacciandola come un'amica di una mia cugina. Annalisa ha continuato: "Sonia, seguimi". Siamo andate nel salotto e lì Annalisa ha fatto mettere la figlia con la faccia rivolta al muro. "Faceva così la madre dell'amica di tua cugina?". Credo di sì, le ho risposto, sentendomi anche un po' in colpa per quell'umiliazione di Sonia. "Ecco - ha detto Annalisa rivolgendosi a Sonia - stai imparando una regola nuova: stare in punizione ti farà riflettere su quanto sei orribile se fumi quelle cose. Sonia ha abbozzato una richiesta: "Ma mamma, ti prego! Almeno non in queste condizioni!". Ma Annalisa non ha voluto sentire ragioni: Sonia sarebbe rimasta lì, in attesa del padre. Nel frattempo Manuela è andata via mentre io, che pure volevo tornare a casa, sono rimasta con loro per l'insistenza di Annalisa. Carlo, in effetti, è rientrato dopo poco tempo, non più di tre quarti d'ora. Annalisa lo ha bloccato all'ingresso, raccontandogli cosa era successo. Vi lascio immaginare la sua faccia quando ha visto Sonia in quelle condizioni: è diventato paonazzo e diceva che avrebbe "riempita di botte" la figlia. Ma Annalisa lo ha calmato mentre Sonia piangeva appoggiata al muro. Annalisa ha detto al marito che Sonia aveva già ricevuto una bella lezione e che ora, se lui era d'accordo, c'era un metodo migliore per punirla. Carlo si è seduto, più calmo, scusandosi con me per lo scatto di nervi, poi ha detto alla moglie di decidere lei cosa fare. Annalisa ha chiamato Sonia e le ha ordinato di andare in camera; poi le ha detto: "Per punizione, Sonia, rimarrai chiusa qui dentro fino a nuovo ordine. Poi vedremo cosa fare. Sappi che la pacchia per te è finita! Ne hai fatte troppe e tutte insieme! Non ti riconosco più! D'ora in poi se sgarri ci becchi col frustino! Tutto chiaro?" Sonia ha risposto con un mesto "Sì mamma". Chiudendo la porta Annalisa ha ancora detto: "E stavolta non inventerò scuse per difendere la tua dignità. Tutte le tue amiche sapranno che sei in castigo!". Annalisa ha chiuso la porta a chiave. Io sono rimasta a parlare con loro per una ventina di minuti, contribuendo anche a rasserenare gli animi. Accompagnandomi alla porta Annalisa mi ha ringraziata: "So che sono stata molto dura con Sonia, ma stavolta non potevo fare diversamente, nel suo stesso interesse. So che un giorno mi ringrazierà, certo oggi non credo". Le ho chiesto quanto tempo pensava di tenerla in castigo. E lei: "Non lo so proprio. Sai, io capisco che lei è una ragazza adulta, ha 22 anni, anzi 22 e mezzo. Però devo anche farle capire che così non va. Prima beve in discoteca e fa disastri con la macchina, poi la prende di nascosto correndo da pazza, ora queste cose nella borsetta. Non era così prima, o non me ne sono accorta. Devo metterle un freno. Io vorrei tenerla in castigo per un bel pezzo; un mese ti sembra troppo?". Non sapevo cosa dire: "Beh, ecco... spero che tu non voglia tenerla un mese in camera!". Annalisa mi ha assicurato che chiusa in camera ci sarebbe stata solo qualche giorno. Annalisa, che era sinceramente addolorata, ha continuato per qualche minuto a chiedere un mio consiglio,
perché sono più giovane e posso capire meglio (così dice lei). Alla fine, ricordandomi delle cose che avevo letto nelle testimonianze in Internet, le ho detto: "Sai cosa farei io? Le concederei di uscire, magari fra una settimana,
per le metterei un orario di rientro molto rigido, tipo le otto a casa: l'amica di mia cugina aveva il rientro alle sette e mezzo ancora a 27 anni! E magari per un bel pezzo le vieterei di uscire di sabato, quando può frequentare più facilmente amicizie sbagliate. Ma non la chiuderei a casa così severamente. In fondo ha 22 anni e ti ha detto che ha capito la lezione". Annalisa era dubbiosa. Ma mi ha ringraziato per i consigli. Il giorno dopo ho chiamato Annalisa al telefono, per sapere come andava con Sonia. Annalisa mi ha detto che la figlia ha nuovamente chiesto perdono per quanto ha fatto. Poi mi ha detto che aveva deciso di usare il mio consiglio: "Sonia rimarrà chiusa a casa solo una decina di giorni. Però, fino a nuovo ordine, le ho messo l'orario di rientro alle sette e mezzo. Se andava bene per una di 27 anni va bene anche per una ragazza di 22! E il sabato, per ora, non esce di casa. Credevo fosse difficile da fargliela digerire e invece ha accettato tutto senza problemi". Certo, ho pensato, dopo tutte quelle frustate credo che Sonia, pur di non ripetere l'esperienza, obbedirà alla mamma "a bacchetta". Poi Annalisa ha ancora detto: "Sembra proprio pentita. Comunque oggi dovrà ridimensionarsi: aveva un appuntamento con due sue amiche e dovrà avvertirle che non può uscire. Dovrà telefonare e dire che non esce
perché è in castigo. So che per lei sarà pesante dirlo, ma stavolta questa lezione non gliela risparmio". Povera Sonia. Frustata, in castigo e... "alla gogna"!
Un saluto a tutti.
Loredana