Sicuramente
avrete sentito parlare almeno una volta delle famigerate piante carnivore.
Capita infatti di incontrarle in libri o film nei quali svolgono la funzione di
spietate mangiatrici di uomini…
Fortunatamente per noi coltivatori non è
affatto così, benché a volte si possano trovare rare specie che superano anche
i 2 metri di altezza le cui trappole possono superare i 40 centimetri di
lunghezza! Questi strani vegetali si nutrono principalmente di insetti (e per
questo andrebbero chiamate piante insettivore) anche se può capitare che gli
esemplari più grandi abbiano l’occasione di riuscire a catturare anche piccoli
topolini o rettili.
Ma
vediamo di fare chiarezza sulle caratteristiche di queste piante e sul perché
si sono evolute in questo modo del tutto originale.
Innanzitutto
bisogna dire che le piante carnivore vivono in ambienti caratterizzati da
terreni poverissimi di sostanze quali fosforo (costituente del DNA), ferro
(componente della clorofilla), calcio (per irrigidire la parete delle cellule)
ma soprattutto di azoto, un elemento importantissimo per la vita in generale,
poiché permette la sintesi di importantissime molecole organiche chiamate amminoacidi (utilizzati poi per creare le proteine).
Come
se non bastasse, il terreno sul quale queste piante vivono viene spesso
inondato, favorendo la formazione di sostanze tossiche (come lo ione ammonio NH4+)
che abbassano drasticamente l’acidità del terreno a livelli di PH compresi fra 3.5 e 5.
Sfortunatamente questi ioni contenenti azoto non possono essere utilizzati
dalle piante carnivore in grosse quantità, causa la loro elevata tossicità.
Ma
ora facciamo il punto sulla situazione… queste piante si sono quindi evolute in
terreni acidi (torbosi), spesso completamente allagati e principalmente privi
di quelle sostanze indispensabili per un qualsiasi essere vivente, e per questo
dovremo usare per le nostre beneamate un terreno che simuli al meglio le loro
condizioni naturali, senza sognarci di concimarle per i motivi appena citati
perché sarebbe il modo più rapido per ucciderle!!! J
Nonostante
le insidie che si possono incontrare nei terreni naturali dove vivono le
carnivore, quei luoghi sono sufficientemente illuminati per permettere una
buona fotosintesi (la funzione vitale di ogni pianta). Per attuare questo
processo tutti i vegetali hanno però bisogno di un pool di specifici enzimi, che catalizzano le reazioni chimiche che
permettono la sintesi di molecole organiche quali gli zuccheri ed altri
composti necessari allo sviluppo dell’organismo. Questi enzimi devono essere
presenti in grande quantità e sfortunatamente sono composti perlopiù da azoto
che, come abbiamo appena detto, è presente in scarse quantità nei terreni di
cui stiamo parlando, obbligando le piante carnivore ad escogitare altri sistemi
per procurarselo, oltre all’assorbimento dal terreno.
E’
difficile capire come queste piante si siano evolute in carnivore, causa la
scarsa presenza di resti fossili, sebbene tutt’ora si pensi che le
foglie/trappola della maggior parte di questi affascinanti vegetali si siano
originate da foglie che in antichità erano semplicemente pelose, sulle quali
rimanevano poi attaccate minuscole gocce d’acqua. Questi piccoli ristagni
d’acqua, casualmente, intrappolavano moscerini che poi andavano incontro ad una
lenta decomposizione; i prodotti di questo processo (essendo assolutamente
microscopici) riuscivano a passare all’interno della foglia, indubbiamente
giovando alla salute della pianta.
Così,
in tempi geologici, questi peli che riuscivano a trattenere le gocce di pioggia
hanno cominciato a specializzarsi per attirare, catturare e digerire gli insetti;
ogni specie di pianta ha scelto la sua strada per evolversi e così oggi abbiamo
un bel gruppo di piante carnivore spesso molto diverse fra loro.
Attualmente
le piante carnivore si trovano praticamente in tutto il mondo anche se certe
specie sono in estinzione e vanno quindi tutelate e salvaguardate. Se ne
possono trovare dalle forme più strane e stravaganti alle più semplici, fino ad
essere facilmente scambiabili per delle comunissime erbacce.
Va
sempre ricordato, sin d’ora, che questo particolarissimo genere di vegetali ha
appunto bisogno di specifici terreni ed acque più pure di quella del rubinetto
(contenente calcare) per non annullare l’acidità del suolo. Se vi volete
avventurare nel mondo delle carnivore dovete quindi essere disponibili ad interessarvi
delle vostre piante quotidianamente, riservando loro una cura particolare
poiché non sono comuni piante da appartamento (che potete anche talora
scordarvi di curare) ma piante molto esigenti e delicate.