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"Amore"
"Come?..."
"Ho detto 'Amore'"
Hogwarts, Dicembre 1973
Remus si sedette sul bordo letto. "Non può sapere di
amore" Mormorò. "L'amore non ha sapore..."
Sirius incrociò le gambe e scostò le coperte con un
movimento che fece ondeggiare il materasso. Non disse
nulla, ma cominciò a fissare l'amico con sguardo
penetrante.
Remus afferrò il sacchetto di Gelatine dal comodino e
lo capovolse; uno spruzzo di colori si riversò sul
copriletto azzurro. "L'amore non ha sapore" ripeté,
passando le dita tra quel piccolo arcobaleno.
Sirius sorrise; si mise prono e cominciò a far
oscillare le gambe, meridiane grigie sui cuscini
spiegazzati. Non gli sembrava molto complicato,
dopotutto.
Remus si portò alla bocca una gelatina blu. Sirius
smise di sorridere. "Ieri notte c'era luna piena,
vero?" Fissò per un breve istante una scia rossa
colare tra le dita dell'amico per intaccare il
materasso in una singola perla violacea.
Remus annuì; si alzò e si diresse verso il proprio
letto. Restando in silenzio, aprì il baule e ne
estrasse la bacchetta - salice e stringhe di cuore di
drago ('una strana coincidenza', aveva mormorato
James). Sirius lo sentì mormorare un incantesimo per
chiudere la ferita che si era riaperta. Pensò se dopo
tanto tempo il suo amico provasse ancora dolore,
quando accadeva, o se piuttosto anche la sua mente si
fosse assuefatta a quella pena.
Si sedette nuovamente, scostando i cuscini da dietro
la schiena. C'erano giorni in cui i suoi amici gli
chiedevano perché fossero sempre così stropicciati, e
lui rispondeva che sognava di prendere a pugni suo
fratello e di prendere in giro le sue cugine, Narcissa
e Bellatrix ('non Andromeda!', perché Andromeda era
sempre stata gentile con lui e perché Andromeda non
avrebbe mai chiamato Remus 'Mezzosangue'). Una volta,
Sirius disse anche di aver sognato Lily Evans, una
ragazza dai capelli rossi, molto carina, che
frequentava il loro stesso anno; ma allora James era
diventato rosso e non gli aveva rivolto parola per
giorni. Quello che Sirius non aveva mai detto a
nessuno era che in realtà non desiderava far del male
a Regolus, né alle sue cugine. D'altra parte non aveva
mai nemmeno pensato di baciare Lily, perché sapeva che
quello era un bolide che puntava dritto dritto contro
la testa di James Potter (sempre che non ci avesse già
sbattuto contro e adesso non si stesse divertendo a
ribalzarci contro in continuazione). Era orgoglio
quello che Sirius tratteneva dentro di sé….
Remus si avvicinò al letto, puntando la bacchetta
contro la macchia di sangue, ancora umida. Fece per
mormorare un incantesimo quando Sirius gli afferrò la
mano. "Non cancellarla" Remus alzò gli occhi,
incontrando quelli dell'amico in un attimo confuso.
Sirius sorrise, chinandosi in avanti per baciargli la
fronte umida. Gli passò una mano tra i capelli e si
perse nel loro dolce odore speziato; poteva sentire il
sangue intaccargli dita.
"Sirius..." Remus cominciò a piangere contro la sua
spalla. Sirius lo strinse più forte a sé, e lasciò che
si rilassasse contro il proprio corpo; poi gli afferrò
ancora la mano e ne guidò i polpastrelli laddove la
macchia vermiglia si stava scurendo. "Non cancellarla,
Remus..."
** ^ *** ^ **
Remus risalì le scale di Grimmauld Place solo una
volta dopo che Sirius se n'era andato.
Fu il mattino dopo che il velo lo portò con sé; si
stava preparando ad andarsene, quando urtò per caso
contro uno dei quadri della biblioteca. Quando lo
rimise nella sua posizione originale quello si scansò,
rivelando un vecchio corridoio polveroso, largo appena
quanto bastava al passaggio di un elfo domestico.
Remus fece qualche passo in avanti quando lo colse il
pensiero che sarebbe probabilmente sbucato in uno
degli antri che Kreacher aveva votato al culto di
Bellatrix Lestrange. Stava per tornare indietro,
quando la luce della bacchetta illuminò un angolo
della parete ricoperto di scritte, a circa un metro e
mezzo d'altezza dal pavimento. Dove nessun elfo
domestico avrebbe potuto arrivare, con le sue braccia
ossute.
Sirius. Un Sirius non più che dodicenne doveva aver
tracciato quelle linee, a giudicare dalla calligrafia
e dalle date riportate. Giugno 1971, Agosto 1973,
Aprile 1974…. Era un diario quello che Sirius aveva
scritto sulle pareti di Grimmauld Place… un diario che
rassomigliava in modo terribile a graffiti che un
carcerato opera nella propria cella, per non
sprofondare nella solitudine.
Remus avanzò ancora, ripercorrendo con le dita i
tratti lasciati dal suo vecchio amico tanti anni
prima; fu costretto ad avanzare sulle ginocchia,
quando il soffitto si abbassò improvvisamente e i muri
divennero più stretti. Gli sembrava di soffocare.
Strisciando, giunse dinanzi a una piccola porta di
legno. Era socchiusa e poggiandovi la mano per
aprirla, Remus notò che la superficie era intagliata;
avvicinò il volto alle pieghe, cercando di decifrare
la scritta, quasi marcia.
King John, King James & The Jesters. 1976.
"I Giullari…" Era così che gli Slytherin avevano preso
a chiamare Sirius, Peter e Lily dopo una partita di
Quidditch particolarmente violenta in cui James era
riuscito a portare Gryffindor alla vittoria nonostante
i bolidi fossero stati truccati in modo da colpirlo in
continuazione. Una delle poche volte che i Marauders
accolsero volentieri le critiche di Snivellus Snape
("Perché esprime in modo delizioso la nostra regalità,
Paddy!" "Chiudi quella bocca, Prongie!").
Sirius doveva aver inciso quell'iscrizione pochi
giorni prima di andarsene di casa.
Remus soppresse una risatina al ricordo, e spinse in
avanti la porta.
Sbucò in una stanza buia, senza finestre, non più
grande del vecchio ufficio di Filch ad Hogwarts. I
poster alle pareti erano stati quasi tutti strappati e
quelli ancora abbastanza integri perché vi si potesse
scorgere il soggetto rovinati con insulti equivoci che
solo la mente di Kreacher poteva aver concepito.
MezzoSangue.
Remus si guardò attorno, notando un vecchio baule,
accostato alla parete alla sua sinistra; scostò la
polvere da sopra un vecchio baule e l'apr. Ciò che
vide gli fece tremare il cuore.
Foto. Decine di foto dei Marauders, di Lily, Andromeda
e perfino Regolus; poi vecchie lettere, libri e regali
di compleanno che la madre di Sirius non avrebbe mai
approvato ('James, sai che ti ucciderà per questo
vero?... VERO?!') e proprio sul fondo….
Remus sfiorò con la punta della dita la macchia di
sangue. Era ancora lì... dopo quasi venti anni era
ancora lì, memore del calore di chi aveva avvolto
tanto tempo prima. "Sa di amore, Moony"
E in quel momento Remus capì.
Capì che quel giorno Sirius non si stava riferendo
alle gelatine, alle canzoni che Lily canticchiava per
i corridoi o al sapore del loro primo bacio. Era
qualcosa di diverso….
Corse al piano inferiore, gettandosi sul divano e
coprendosi di quella coperta che era tutto ciò che gli
rimaneva del suo passato.
Perché era quello ciò a cui Sirius si riferiva.
L'amore sapeva di gioia, di dolore e di attesa.
Profumava degli occhi verdi di Lily, della risata di
James e delle paure di Peter. Sapeva delle lacrime che
Sirius versava quando gli incubi l'assalivano, e
sapeva dell'orgoglio racchiuso nel silenzio.
L'amore era fatto di ricordi, di cioccolata che si
appiccica alle dita nei giorni d'estate.
Remus si strinse nella coperta e cominciò a ridere.
Perché Sirius l'aveva presa in giro prima di cadere e
l'amore sapeva di odio e superbia.
Perché anche se Sirius se n'era andato, il suo sapore
era ancora tutto intorno a lui.
FINE
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