Il Libro dei Quattro
Capitolo VIII
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VIII - I QUATTRO SPIRITI
"Ehm...non vorrei deludervi...ma noi siamo QUI...persi nel nulla...e Voldemort con il libro é...chissà dove..." disse Hermione, portandosi una mano alla fronte, quasi volesse far uscire a forza dalla sua mente un'idea.
"Se solo i Quattro Fondatori non fossero stati così precisi...non c'é una pecca in questo incantesimo..." continuò la ragazza.
"I Quattro Fondatori!" disse Sirius, con aria assorta "I Quattro Fondatori...loro erano i maghi più potenti del loro tempo....molti dicono i maghi più potenti di tutti i tempi...e se...e se loro sapessero come uscire di qui..."
"Sirius, non dire sciocchezze. Primo punto, i Fondatori sono morti stecchiti da qualche secolo....secondo, anche se potessimo in qualche modo risvegliarli, dovremmo trovarci nelle cripte, e sai che é impossibile uscire di qui" disse Remus.
"Anche le bacchette sono inutili, ci abbiamo provato centinaia di volte" constatò Hermione.
"Uhm...ma non abbiamo solo le bacchette...abbiamo anche...questa..." disse Fleur, slacciandosi dalla cintura un piccolo sacchetto di velluto blu. Lo aprì. Conteneva la stessa polvere scura che aveva usato diverse ore prima per comunicare con Voldemort e Minus.
"Cos'é, Remus?" chiese Sirius esaminando la sostanza.
"Polvere Nera...ma non vedo come potrebbe esserci utile" rispose Lupin.
"Polvere Nera....Piton ce ne ha parlato in una lezione all'inizio dell'anno" disse Hermione con la sua aria da saputella.
"A cosa serve?" chiese Sirius "Le mie nozioni di pozioni sono un po' arrugginite..."
"É una polvere evocatrice...serve per comunicare con persone lontane...ma da qui non possiamo contattare nessuno, non siamo in una dimensione reale, ricordate?" disse Remus.
"Ma...ma, Professor Lupin..." esordì Hermione, pensierosa "Il Professor Piton ci ha detto che la Polvere Nera é una delle sostanze evocatrici più potenti del mondo...quando usata nel mondo reale, può invocare qualsiasi persona si voglia, volente o nolente...non pensa che noi, qui, da un mondo irreale, potremmo usarla per invocare chi...be'....chi...non esiste più?" chiese, una scintilla di speranza negli occhi.
"Be'...non é certo, ma...ma potremmo anche provarci..." rispose Remus.
"Allora forza, cosa aspettiamo testone, come si usa quella roba?? Non credevo che l'avrei mai detto, ma questa volta dobbiamo ringraziare Piton!" disse Sirius impaziente.
"Sirius, quella di Hermione é solo una supposizione, nessuno é mai riuscito ad invocare i morti con la Polvere Nera, dal nostro mondo...comunque, non ci resta che provare..." Remus cercò di non illudere il gruppo di dispersi.
"Fatemi spazio" Fleur si pose al centro del gruppetto. Sparse un pizzico di Polvere Nera nella nebbia sottostante. Fece un gesto con la bacchetta verso la polvere e dai pochi granelli si alzò una fredda fiamma azzurra.
"Siriús, Remús, Hermione, venite, aiutatemi" disse Fleur, chiamando a se gli altri.
"Questa é la nostra unica chance" continuò la ragazza "La polvere é quasi finita"
I quattro si presero per mano "Ora invocheremo gli spiriti del Quattro Fondatori...ognuno di noi chiamerà a se un nome..e...speriamo che funzioni..."
La piccola folla attorno guardava ad occhi spalancati.
"Godric Grifondoro" disse Sirius.
"Priscilla Corvonero" continuò Remus, la mano stretta in quella di Sirius.
"Tosca Tassorosso" sussurrò Hermione.
"Salazar Serpeverde...noi vi invochiamo" disse Fleur, la voce quasi rotta per la preoccupazione.
La fiamma blu si alzò di scatto, un enorme fascio di luce e di energia si sprigionò, vento, boati, fiamme raggelanti, mandando Sirius, Remus, Hermione e Fleur stesi per terra. Tutti si coprirono gli occhi con le braccia, cercando di non rimanere accecati, mentre nella fiamma si formavano quattro profili.
"La polvere non si era mai comportata così..." urlò Fleur, cercando di farsi sentire dagli altri.
"Be', hai mai invocato dei morti prima?!?" rispose Sirius, sarcastico.
La luce d'improvviso si ritirò, il vento cessò, tutto ciò che rimaneva era la grande fiamma blu dal quale si ergevano le figure dei Quattro Fondatori.
"CI SIAMO RIUSCITI" urlò Hermione.
Sirius e Remus si avvicinarono ai quattro fantasmi fluorescenti, che si guardavano tra loro stupiti.
"Chi ci ha invocati qui?" chiese Serpeverde, iroso. La sua voce, cristallina e surreale, si conficcava nella mente come una pugnalata.
"Siamo stati noi" rispose Remus "Noi abbiamo bisogno del vostro aiuto...il castello é vittima di un incantesimo...del VOSTRO terribile incantesimo...voi dovete aiutarci"
"L'incantesimo di distruzione?" chiese Corvonero, con una voce melodiosa ed inquietante "Godric, cosa abbiamo fatto..."
"Priscilla...se l'incantesimo é stato usato, c'é un buon motivo, é per questo che lo abbiamo creato.." rispose Grifondoro, solenne.
"NO, voi non capite...un mago, un potente mago Oscuro si é impossessato dell'incantesimo, lo sta usando per distruggere Hogwarts, così da potersi aprire la strada verso il potere!!" urlò Sirius.
"E noi....noi siamo imprigionati qui, senza poter far nulla" disse Hermione, gli occhi fissi sui fantasmi.
"Mi dispiace, noi non possiamo interferire..." disse Serpeverde.
"Ma Salazar, noi dobbiamo aiutarli, tutti questi poveri ragazzi..." disse Tassorosso dolcemente, guardando tutti gli studenti della sua casa che la fissavano senza parole.
"Tosca ha ragione...noi possiamo fare qualcosa, noi dobbiamo aiutarli...siamo gli unici a poterlo fare" disse Grifondoro.
"Godric...quando abbiamo scritto il Libro ci siamo ripromessi di NON interferire in alcun modo con possibili utilizzi dei nostri incantesimi nel futuro...in NESSUN caso...non é affar nostro se un gruppo di idioti si é lasciato soffiare sotto il naso il Libro..." disse freddo Serpeverde.
"Salazar, come puoi essere così crudele?" ammonì Corvonero.
"Ma dopotutto ha ragione, Priscilla...é solo colpa di chi ora protegge il Libro se questo é accaduto...in ogni caso, per il bene della scuola, facendo un'eccezione..." Grifondoro sembrava ben disposto a contraddire Serpeverde, anche quando era nel giusto.
"Cosa dobbiamo fare per uscire di qui?" chiese Remus.
"Voi...potete portarci via?" chiese Hermione.
"Certo, giovane Grifondoro, anche se ormai siamo solo ombre, i nostri poteri vivono ancora...i poteri di un mago non svaniscono mai, ma rimangono impregnati nel suo spirito, rimangono impressi nella sua fama, possono essere ancora usati, per una causa importante" rispose Godric, con aria paterna.
"Venite qui, vicino a noi, e non abbiate paura. Vi porteremo dove potrete sconfiggere le forze Oscure, e salvare Hogwarts" disse Corvonero, aprendo le braccia "Ma solo quattro di voi, non saremmo in grado di spostarne uno di più"
"Remus, Fleur, Hagrid, andiamo" disse Sirius.
"No, fatemi venire con voi!" disse Hermione.
"Non se ne parla, non é un gioco da ragazzine" le disse Sirius.
"COSA?" ripose Hermione adirata.
"Sirius, hai toccato un brutto tasto...tu non la conosci bene..." disse Remus, cercando di trattenere Hermione dallo scaraventarsi su Black.
"Sirius, Hermione c'ha ragione, conosce più cose lei sulla magia di quante io ne abbia mai imparate. Portate lei al posto mio" disse Hagrid.
"E va bene...ora andiamo" Sirius fece un segno agli altri tre, che si mossero verso i fantasmi "Vi riporteremo a casa, ve lo giuro" urlò alla folla, su cui troneggiava Hagrid.
I quattro si diressero verso i fantasmi, i quali formarono un cerchio attorno a loro e si presero per mano. In un attimo si scatenò lo stesso putiferio di luci e suoni di alcuni minuti prima, e tutti e otto sparirono dalla vista.
"Buona fortuna" disse Hagrid rivolto verso il nulla, mentre una lacrima di gioia mista a paura gli scendeva sulla barba nera.
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