Lupi Solitari
La Storia della Famiglia Lupin
capitolo V
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V - IL NUOVO ARRIVATO
Londra, Inghilterra, 1 Settembre 1960
"Ehi Arthur!!!!" urlò il giovane Lupin correndo verso un ragazzo dai capelli rossi e con gli occhiali.
"Collean!" rispose quest'ultimo abbracciando l'amico "Come va'?" chiese, guardando il giovane dai capelli marroni e gli occhi d'ambra che gli stava davanti.
"Benissimo...e tu? Come hai passato le vacanze?"
"Straordinariamente, sono stato anche da Molly un paio di settimane..." rispose Arthur arrossendo.
"Ah ah...voi due non me la contate giusta..." sentenziò Collean sorridendo.
Dalla folla che si era formata davanti alla biglietteria della King's Cross Station emersero i signori Lupin. La signora camminava a fatica stringendosi al braccio del marito, avvolta in un largo abito verde che poco nascondeva la sua avanzata gravidanza. "Lilibeth, ma dove si sarà cacciato? Il treno parte tra una decina di minuti" disse il signor Lupin spingendo il carrello dal quale sporgeva il baule di Collean.
Elizabeth Lupin scrutò tra la folta schiera di persone e finalmente vide il figlio "Eccolo lì Doug, andiamo"
Collean si voltò quando sentì la mano del padre poggiarsi sulla sua spalla "Collean, ma dove ti eri cacciato?"
"Scusa papà...ho visto qui Arthur e sono corso a salutarlo" rispose il ragazzo indicando l'amico "Ehm...Arthur, questi sono i miei genitori...papà, mamma, questo é Arthur Weasley, l'amico di cui vi ho parlato tanto"
"Oh ma certo" rispose la signora Lupin "Sono felice di conoscerti finalmente, Arthur" continuò stringendo la mano del giovane.
"Anche io e..congratulazioni, signora Lupin! Collean, come mai non me ne hai mai parlato?" chiese Weasley guardando in direzione del pancione della donna dai capelli neri.
"Ehm...me..ne...sono scordato" mentì Collean abbassando il viso. Poteva sentire gli sguardi inquisitori dei suoi genitori e del suo amico diritti sulla sua faccia.
"Dimenticarti di una cosa del genere...sei sempre lo stesso...é una cosa così bella, un bambino! Noi siamo in tanti a casa, e spero di avere anche io una famiglia numerosa!" disse Arthur entusiasta.
Collean si sentiva un verme. Eppure ancora non riusciva a capire cosa la gente ci trovasse di tanto elettrizzante nell'arrivo di un nuovo marmocchio in casa. Fino ad allora era stato sempre il protagonista assoluto della famiglia, ed adesso usciva fuori dal nulla un nuovo cosino che lo avrebbe messo da parte.
Se i genitori pensavano che un fratello o una sorella lo avrebbero aiutato e tenuto compagnia, si sbagliavano di grosso. Avrebbero potuto prendergli un cane, se proprio non sopportavano di vederlo solo!
Il gruppetto oltrepassò il passaggio che portava al binario 9 e 3/4, e si ritrovò sulla banchina sovrastata dal treno porpora di Hogwarts. Non molti minuti dopo la sirena che indicava partenza richiamò l'attenzione di tutti.
"Se tutto andrà come previsto avrai un bel regalo per Natale" disse il signor Lupin mentre guardava Collean che saliva le scalette del vagone, ed accarezzando la pancia della moglie.
"Già" pensò Collean mentre saliva, senza sorridere "Proprio un bel regalo"
Il treno cominciò a prendere velocità. I due ragazzi ancora salutavano i rispettivi genitori quando videro una figura bassa e grassoccia correre disperata in direzione del loro vagone.
"FERMAAAAA!! FERMAAAATE IL TRENO!!!!" gridava la ragazzina, i capelli rossi che le sbattevano sulle spalle sciolti e disordinati, correndo all'impazzata.
"MA é Molly quella!!" urlò Arthur guardando basito lo spettacolo.
"Credevo che fosse già sul treno!" rispose Collean "Dobbiamo aiutarla"
Arthur e Collean si recarono in fretta all'ultimo vagone, uscendo sul balconcino che chiudeva il treno. Videro Molly avvicinarsi, correndo sui binari. Tesero a più non posso le braccia verso la ragazza, ormai stremata. Arthur riuscì a prenderle la mano "Forza!! Forza!!" le urlava. Finalmente i due, con molto sforzo, riuscirono a tirarla sul balconcino, scaraventandosi tutti e tre verso la porta del vagone.
La ragazza si mise seduta, portandosi una mano alla testa "State bene, ragazzi?"
"Ouch...credo di essermi lussato una spalla" rispose Collean sorridendo alla giovane "Quand'é che ti metti a dieta?" chiese scherzoso. I tre scoppiarono a ridere, per poi rialzarsi ed entrare nello scompartimento, sotto lo sguardo attonito dei presenti.
"Ma cosa é successo, Molly?" chiese Arthur mentre si sedevano sul loro divanetto.
"Oh, ho fatto tardi lo so" rispose la ragazza quasi piagnucolando "Stamattina ho perso il treno per Londra, credevo proprio di non farcela..."
"Meno male che ti abbiamo visto" disse Arthur guardandola con dolcezza.
Il resto del viaggio fu tranquillo, senza altri problemi. Arthur e Collean giocarono a scacchi con il vecchio set del padre di Weasley, mentre Molly li guardava, sorridendo dei piccoli screzi che di tanto in tanto capitavano tra i due, quando Lupin accusava Arthur di aver barato o viceversa...E fu tranquillo l'arrivo al castello, con cerimonia di apertura e presentazione dei nuovi arrivati. A Hogwarts era rimasto proprio tutto come l'anno precedente, quando Lupin, Weasley e Molly erano entrati per la prima volta nella scuola.
I mesi passarono, la prima neve cominciò a cadere durante la seconda settimana di Dicembre. Era piacevole rimanere dentro, al caldo, ma lo spettacolo del parco coperto da un manto bianco era anche più invitante.
Una domenica mattina Arthur, Molly e Collean decisero di andare a passeggiare sulla neve. Misero su i loro mantelli più pesanti, ma la stretta del freddo si faceva ancora sentire. Le famiglie dei tre ragazzi non erano certo tra le più agiate economicamente. I loro mantelli erano logori ed usati, pieni di toppe e cuciture. Ma dopo tutto questa loro condizione comune aveva contribuito alla loro unione: insieme potevano fronteggiare gli insulti e l'emarginazione che venivano dagli studenti più ricchi e snob.
Collean si stava preparando per colpire a sorpresa Molly dietro la testa con una grossa palla di neve quando la voce stridula di una donna venne dal portone del castello, facendo così voltare la ragazza e rovinando lo scherzo.
"Signooor Luuupin!! Signoor Lupin!!" gridava la Professoressa McGranitt dalla scalinata d'ingresso, stringendosi attorno alle spalle il pesante mantello di lana verde.
"E cosa vuole adesso quell'arpia" mormorò tra se e se Collean.
"Andiamo a sentire cosa ha da dirti" propose Arthur.
"No ragazzi, restate qui, vado io, me la sbrigo in un attimo" Lupin si avviò verso il castello lasciando profonde orme nella neve bianca.
"Oh signor Lupin, finalmente!" disse la McGranitt con un sorriso quando il ragazzo la raggiunse "Posta speciale per lei. Credo siano buone notizie" continuò l'insegnante porgendo a Collean una lettera.
Il ragazzo la aprì e ne lesse velocemente il contenuto. Divenne più pallido della neve, deglutì e poi riprese la strada verso i suoi amici, nel parco.
"Collean, cosa é successo, hai una faccia..." sussurrò Molly avvicinandosi a Lupin.
"Mia madre..." rispose soprappensiero il ragazzo.
"Cosa?? Le é successo qualcosa??" chiese preoccupato Arthur.
"Si..cioè...no...voglio dire...ha avuto il bambino, é un maschio. Lei sta benissimo, mi vogliono a casa al più presto" rispose con un espressione malinconica.
"CONGRATULAZIONI!!!" urlò Weasley abbracciandolo.
"Oh che bello Collean, devi fare assolutamente delle foto da farci vedere!" si raccomandò Molly emozionata, congiungendo le mani in segno di affetto.
"Si...si" rispose Collean distratto, senza preoccuparsi di cosa gli amici gli stavano dicendo, con lo sguardo perso nella foresta e la mente avvolta in mille pensieri.
Era accaduto. Fino ad allora sembrava tutto così lontano, ma adesso era accaduto. Quel bambino c'era, era nato, lo aspettava a casa. Come sarebbe stato? Cosa avrebbe provato prendendolo per la prima volta in braccio?
Quel pomeriggio stesso la Professoressa McGranitt firmò a Lupin un permesso speciale per lasciare Hogwarts prima delle vacanze di Natale.
Collean salutò mestamente i suoi amici salendo sull'Hogwarts Express. Si accomodò in uno scompartimento vuoto, il volto fisso sui finestrini resi opachi dal freddo, e fuori la stazione di Hogsmeade che si faceva sempre più piccola. Per tutto il viaggio pensò a cosa lo aspettava a casa.
Certo non gli dispiaceva tornare in anticipo alla sua bella casetta ai margini del bosco, che i suoi genitori avevano comprato subito dopo il matrimonio. Un luogo tanto piccolo quanto ospitale, immerso nel silenzio e nella solitudine degli alti alberi sempre carichi di neve in quel periodo.
Ma ora quell'intimità sarebbe stata rotta dall'arrivo inaspettato di un nuovo inquilino. Tentò durante le lunghe e solitarie ore di treno di pensare che ormai l'altro c'era, era là, e ci sarebbe rimasto per sempre. E poi, chissà, forse si sarebbe divertito con quel batuffoletto da sbatacchiare un po'. Eppure ancora sentiva una morsa allo stomaco...
Londra era freddissima e grigia. Il signor Lupin aspettava il figlio davanti alla stazione, dentro la vecchia ma ancora funzionante BMW nera. Quando Collean entrò nella macchina Douglas lo abbracciò forte, con una lacrima di commozione che gli scendeva sulla guancia. Non si dissero una parola per tutto il viaggio verso casa.
Collean entrò nella casetta svogliato e stanco. Ormai era notte fonda. La signora Lupin gli si gettò tra le braccia sussurrandogli nell'orecchio "Oh tesoro...come é bello...vieni, vieni a vederlo, ma fai piano, sta dormendo..."
I tre si recarono in silenzio nella camera da letto. Elizabeth scostò le tendine chiare che coprivano la culla del neonato. Collean posò per la prima volta gli occhi sul suo fratellino: un fagottino dalle guanciotte arrossate e piene, con uno spruzzo di capelli color del rame in testa, profondamente addormentato e raggomitolato nella morbida coperta di lana azzurra.
"Però" disse sarcastico "Bellino...come lo avete chiamato?"
La signora Lupin si affrettó a prendere parola "Remus, come mio nonno"
"Jullien, come un mio antenato!" controbatté il signor Lupin.
"Remus o Jullien?" chiese Collean divertito.
"Jullien..." disse sconsolata la signora.
"...E Remus..." aggiunse il signore.
"Mi state confondendo" rispose il ragazzo guardando i due con aria inquisitoria.
"Remus Jullien Lupin!" rispose risoluta Elizabeth.
"Ah, però...anche due nomi, quella specie di scricciolo..." guardò il bambino profondamente.
Il minuscolo Remus aprì gli occhietti d'improvviso, e fissò i tre volti che gli stavano sopra con aria incuriosita. Collean si avvicinò, nelle pupille d'ambra chiarissima del bimbo poteva vedere il suo stesso riflesso. Gli pose una mano su una delle guanciotte rosee e la accarezzo delicatamente. Aveva una pelle liscia, vellutata al tatto. La creaturina mosse le labbra, in una smorfietta che Collean volle credere un sorriso.
Come aveva potuto...come aveva potuto arrivare ad...odiare...un essere così indifeso, così dolce, così puro...ma che razza di mostro era diventato?
Il ragazzo rispose alla smorfia con un ampio sorriso "Ciao scricciolo" sussurrò teneramente, ripromettendosi che da quel momento in poi sarebbe sempre stato al fianco del suo piccolo Remus.
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