Le Sabbie di Avalon

capitolo XXIX

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CAPITOLO XXIX - UN'INCANTEVOLE NOTTATA 

16 Aprile, Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts

 Harry si sedette su una sedia con sguardo assente ed espressione cupa. Vicino a lui già si sentiva il vociare di alcuni ragazzi scesi per la colazione.

Prendendo una fetta di pane imburrato da un grande vassoio, si ritrovò a fissare il tavolo dei professori, già al gran completo. Fece una smorfia, tra il preoccupato ed il deluso, nel vedere che i posti di Remus e di Piton erano ancora vuoti.

Non erano ancora tornati. Sentì una mano delicata poggiarsi sulla sua spalla. Si voltò ed incrociò le sue pupille verdi con quelle azzurre di Fleur.

"Buon giorno, Harry" Fleur lo salutò con un sorriso, e si sedette con il suo fidanzato all'altro lato del tavolo. La ragazza lo guardò negli occhi, mentre si versava il suo tè.

"Cos'hai Harry? Sembri sconvolto" domandò dolcemente.

"Oh nulla Fleur" mentì Potter. Inesorabilmente il suo sguardo tornò a posarsi sul posto vuoto di Remus. Fleur lo notò, guardò anche lei nella direzione del tavolo dei professori, e con lei Dominic.

"Remus non è ancora sceso per colazione? E Sirius?" la fanciulla interpretò i pensieri del ragazzino. "No---cioè..." Harry sospirò "...sono...ecco loro sono dovuti partire"

"Come?!" Harry si morse le labbra. Avrebbe fatto meglio a stare zitto. Si ricordò in un flash delle scuse che Silente aveva trovato per il viaggio dei tre maghi, e che gli aveva fatto sapere la sera prima "Loro....ehm...sono andati per qualche giorno a Hogsmeade, per prendere delle cose per le lezioni...è andato anche Piton"

"Oh...che...strano" mormorò Fleur "non avevano accennato a nulla del genere" disse stupita.

Harry notò uno strano scintillio negli occhi di Dominic. Il ragazzo lo guardò intensamente, e poi si decise a parlare "Harry...di'...sono vere le vosci che girano? Della Professoressa di Divinazione e del suo ultimo attacco? Dicono che abbia scritto un messaggio..."

"Be'---" iniziò incerto Harry "...S-si. Perché me lo chiedi?"

"Sai cosa ci fosse scritto su quel foglio?" chiese incalzante Nicky.

"No" mentì deciso Harry.

"Sei sicuro?? Sei sicuro, Harry??" chiese il francese sempre più insistente, alzando in maniera involontaria il tono della voce.

"Dominic" ammonì Fleur scioccata "Ma cosa te ne importa?"

"Oh..." rispose il ragazzo rendendosi conto del suo comportamento "...oh, niente, niente, pura curiosità..." disse arrossendo.

"Comunque credo che questa sera" pensò accennando un sorriso "le cose si faranno più chiare, per tutti"

Quel pomeriggio, Dominic lasciò Fleur con una scusa nella loro camera. Il suo passo frettoloso risuonava sordo nei corridoi vuoti del castello, mentre dalle porte chiuse delle aule proveniva la voce lontana dei professori che si affannavano a spiegare.

Arrivato alla piccola stanza rettangolare, nascosta da due grosse statue di leoni, un vecchio sgabuzzino di scope non utilizzato probabilmente da decenni, tirò un sospiro ed aprì la porta. Nessuno lo aveva visto, era stato scaltro a scivolare nell'ombra, silenzioso. Entrò nella polvere e tra le ragnatele dell'angusto spazietto. Si guardò attorno, prese da sotto un tavolo ammuffito un vecchio piatto annerito, si portò le mani su una delle tasche del mantello. Ne tastò il contenuto. Un pizzico e...tutto sarebbe stato facile ed indolore.

Doveva stare tranquillo, c'era chi si prendeva cura di lui. No...ma cosa stava facendo? Come poteva fare tutto questo a Fleur?...no, lui lo faceva per Fleur. Si, lo faceva per lei, per loro due, per il loro avvenire insieme. Dopo quella notte avrebbero vissuto una vita lunga e felice, protetti dal Signore Oscuro...tutto ciò che doveva fare era usare quella polvere. Avvertire Voldemort. Tutto era perfetto, tutto sarebbe andato bene...eppure c'era ancora una strana sensazione, in fondo al petto, alle porte del cuore.

Durante quei mesi si era avvicinato a Harry, a Sirius e Remus...li poteva tradire? Li doveva tradire, non c'era altra scelta.

"Per Fleur" si disse a denti stretti. Sospirò, tirò fuori dalla tasca un sacchetto di polvere verde che, lanciata nel piatto arrugginito, provocò un gran polverone.

Pian piano, nella nebbiolina giallastra che si era formata, Dominic poté scorgere un'ombra... "Cosa c'è?" una voce serpentina e tagliente fece sobbalzare Nicky, che impallidì "Perché mi hai chiamato?"

Il ragazzo guardò a fondo nella nebulosa informe.

"Si--signore..." si sforzò a dire.

"Non sai quanto è pericoloso invocarmi da Hogwarts?" tuonò la voce sinistra.

"Ma---ma---Signore, stasera...deve essere stasera" comunicò Dominic intimorito "Black e Lupin sono partiti, con Piton, per non so quale commissione...sensa di loro attorno sarà tutto più fascile!"

"Partiti?" domandò interessata la voce oscura.

"Si..." si affrettò a rispondere Dominic "Dobbiamo farlo stasera..."

"Bene..." Voldemort rispose mormorando "...alla mezzanotte di questa sera" sussurrò "...fatti trovare pronto"

"Certo" disse Nicky "...certo"

Ci fu un breve silenzio, rotto dalla voce del ragazzo "Ma poi...poi vi ricorderete della vostra promessa, vero? Dopo che avrete preso le sabbie, farete di Fleur una Mangiamorte e..."

"Non preoccuparti, Dominic" rispose sinuoso il Signore Oscuro "Io mantengo sempre le mie promesse. Ora rammenta bene. A mezzanotte"

"A mezzanotte" ripeté Dominic.

Prese un vecchi telo da un mobile sfasciato e lo fece cadere sul piatto. Il fumo si dissolse, e non rimasero che poche ceneri incolore all'interno del recipiente. Il ragazzo si guardò attorno.

Non poteva fallire. Non doveva.

"Per Fleur" disse ancora, sospirando, e con un gesto meccanico aprì la porta della stanza, ne uscì e la fece sbattere alle proprie spalle.

Quella sera, finita la cena, consumata da Harry, Hermione e Ron sempre con un occhio rivolto al tavolo dei Professori, Fleur e Dominic si recarono nella loro camera. Era una nottata calda, il cielo blu scuro era attraversato da innumerevoli astri, e la Luna quasi piena illuminava con la sua luce bianca il grande prato davanti al castello.

"Una notte davvero incantevole, vero?" chiese il ragazzo mentre si slacciava la camicia nell'afa della stanza.

"Si, davvero" annuì Fleur.

"Fa venir voglia di..." mormorò Dominic lanciando uno sguardo languido alla fidanzata.

"...di cosa?" chiese la giovane sorridendo.

"...prova un po' ad immaginare..." Dominic, appoggiato ad uno dei pali del letto a baldacchino, prese le mani di Fleur tra le sue e la tirò a se.

La ragazza sorrise maliziosa mentre il giovane le cingeva la vita sottile con le braccia calde. La baciò con passione, le poggiò le labbra morbide sul collo, sfiorando la catenina leggera e delicatamente cesellata. Fleur gli gettò le braccia al collo, lo strinse forte, passò le dita tra i capelli castani di lui.

"Come mai questo slancio affettivo?" chiese sussurrando nell'orecchio dell'amante.

"Perché ti amo" rispose Dominic, guardando la ragazza negli occhi.

Le loro labbra si incontrarono nuovamente. Fleur fece per sfilare la camicia del ragazzo, ma lui la fermò, staccando la bocca da quella di lei.

"Cosa c'è?" chiese la fanciulla mentre Dominic la allontanava.

"Avevo pensato che...be', la serata è così bella, sarebbe un peccato sprecarla...andiamo a fare una passeggiata, poi torniamo in camera e...finiamo il discorso che abbiamo iniziato" disse il ragazzo sorridendo.

Fleur lo squadrò con uno sguardo tagliente "Ma cos'hai stasera?" chiese facendo qualche passo indietro. "Nulla, ho solo voglia di stare un po' con te. Guarda le stelle, la Luna...è tutto così romantico. Usciamo"

"Va bene..." acconsentì Fleur guardando Dominic di soppiatto. Prese lo scialle di seta leggera poggiato sulla spalliera di una sedia, se lo avvolse attorno alle spalle nude, guardò nuovamente il ragazzo che le sorrise, ed insieme uscirono dalla stanza.

Appena fuori il portone del castello, Dominic prese la mano di Fleur nella sua, guidando i suoi passi. Più andavano avanti sul grande prato scuro, più Nicky guardava la sua fidanzata con crescente affetto, e timore.

"Sai Nicky...avevi ragione. Un po' d'aria ci voleva proprio, dentro si soffoca"

"Si..." rispose il ragazzo distratto. Passeggiando, erano giunti al limite della foresta.

Dominic alzò il braccio per controllare l'orologio che aveva al polso.

"Ma che hai un appuntamento con un'altra?" sussurrò Fleur ridendo.

"Ma cosa disci..." rispose sorridente Dominic. Si avvicinò alla fanciulla e le cinse la vita "Con una come te..." si guardò intorno, la baciò.

Fleur sentì le mani del ragazzo che le accarezzavano le guance, che mentre le loro bocche erano unite scendevano sul collo, e lo stringevano...le dita di Dominic si intrecciavano con i capelli di Fleur che le incoronavano il viso, si intrecciavano con il filo d'oro della catenina...e d'improvviso...le mani tirarono, strapparono...

"Dominic!" urlò Fleur staccandosi di scatto dall'abbraccio dell'amato, e guardandolo torvo. Si passò le mani sul collo, dove la catenina aveva lasciato il posto ad una leggera ferita provocatasi dalla forza che il ragazzo aveva messo nel lacerare l'intreccio d'oro, che ora giaceva distrutto sull'erba.

"Ma cosa ti prende?" chiese la ragazza spaventata. Dominic la guardò profondamente, con occhi pieni di timore. Mandò uno sguardo alla catenina, che iniziava a scintillare in maniera del tutto particolare.

Il suo splendore si stava moltiplicando, era abbagliante. Fleur seguì lo sguardo di Dominic e spalancò gli occhi con aria interrogativa nel vedere il suo gioiello intriso di magia.

"Mi dispiace, Fleur, lo faccio per noi" mormorò il ragazzo cercando di avvicinare la fanciulla.

"Cosa?? Di cosa stai parlando?" domandò indietreggiando lei.

Girò nuovamente gli occhi in direzione del ciondolo, e le sue parole furono smorzate dall'evento terrificante che si stava verificando proprio davanti al suo sguardo.

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