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* monumenti * antiche vie * acquedotti * mura Aureliane * vie consolari * Colosseo * Colonna di Marco Aurelio * Circo Massimo * circhi * Colonna Traiana * Palazzo Colonna * mausoleo di Augusto * Colonna di Foca * tempio del divo Romolo * arco di Druso * Pantheon * Ponte Sublicio * Castrense* ponte Fabricio * porto di Traiano * Via Appia Antica * sepolcreto di via Ostiense * Umbelicus Urbi Urbi * Piazza del Campidoglio * Via dei Fori imperiali * Piazza della Repubblica * Domus Aurea * Curia * mura Serviane * teatro di Pompeo * Meta Sudans * Palatino * terme di Costantino * ponte rotto * Ludus Magnus * Via di Pietra * Palazzo Barberini * Galliano * Castro Pretorio * castel Sant’Angelo *
Da una guida ai monumenti di Roma del IV secolo d.C. (età di Costantino), intitolata Curiusum urbis Romae, si conosce il numero delle terme della città in tale periodo (11), dei bagni (965) e delle fontane pubbliche (1352). Tale munificenza ebbe fine quando, durante l'assedio dei Visigoti nel 537 d.C., furono chiusi tutti gli sbocchi degli acquedotti in città per impedire che i nemici li sfruttassero come vie di penetrazione nella cinta difensiva.
L'anfiteatro Flavio o Colosseo conteneva circa 50000 persone, era alto 57 metri e aveva un'arena di 76 x 56; esternamente l’ellisse misura 188 metri per l'asse maggiore e 156 per quello minore. Come il più moderno degli stadi poteva essere coperto con un velarium issato e tenuto in tensione grazie ad un complesso di argani, carrucole e 180 funi che facendo perno su dei merli collocati nella parte più alta del monumento, venivano fissati a dei cippi di travertino situati all’esterno (se ne vedono soltanto 5). Nei pressi del Colosseo si ergeva una gigantesca statua di bronzo di 35 metri d'altezza raffigurante Nerone; possiamo immaginarla alta quanto il campanile di S.Francesca Romana visibile nelle vicinanze. È da quest’imponente statua, che adornava i giardini della villa dell'imperatore, che prende nome il Colosseo. Con la costruzione di via dei fori imperiali è andato distrutto anche il basamento, ultimo resto del Colosso; un aiuola ne ricorda il perimetro.
La colonna di Marco Aurelio, di ordine dorico, è la più alta di quelle esistenti a
Roma perché supera i 42 metri d'altezza; era stata innalzata tra il 176 e il 193 d.C.Nell'antica Roma c'erano ben nove circhi: il più bello e grande era il Circo Massimo; aveva delle dimensioni di 600 x 200 metri e ospitava corse di carri cui potevano assistere fino a 250000 spettatori. Nella spina (la parte centrale attorno alla quale giravano le bighe e le quadrighe) furono innalzati i due obelischi che oggi sono in piazza del Popolo e a San Giovanni. Le misure del Circo Massimo erano esattamente di 125 passi di lunghezza mentre la pista delle corse era di 240 piedi (le misure corrispondono a 16 pollici per un piede e cinque piedi per un passo). Secondo degli studiosi lo stadio poteva contenere 400000 persone.
La colonna Traiana, alta ben 39,83 metri, riporta esternamente un lungo bassorilievo a spirale riportante le gesta dell’imperatore in Dacia tra il 101 e il 106 d.C.; la rappresentazione è lunga 200 metri. Nel bassorilievo la figura dell’imperatore è riportata ben 60 volte. La colonna fu sistemata dall'imperatore Traiano nel suo foro a ricordo delle gloriose guerre da lui condotte e vinte. Traiano volle però anche ricordare l'altezza di parte del Quirinale da lui fatto abbattere per permettere la costruzione del foro e cioè esattamente quella della colonna. Inaugurata nel 113 d.C. e costruita da Apollodoro di Damasco, accolse le ceneri dell’imperatore, che poté essere quindi sepolto all’interno dell’Urbe, secondo un’usanza antichissima che ne concedeva la possibilità solo a coloro che avevano celebrato un trionfo. È possibile tra l’altro accedere alla sommità della colonna tramite una scala a chiocciola ricavata internamente che dalla stanzetta posta nel basamento si inerpica fino alla cima.
Uno dei più colossali edifici romani fu il tempio di Serapide edificato da Caracalla su di un'area di circa 13000 mq tra la sede dell'attuale Università Gregoriana e i giardini di Palazzo Colonna dove si può ancora vedere un colossale frammento del peso di 100 tonnellate, il più grande avanzo marmoreo esistente in Roma (il frammento è una trabeazione che era sorretta da colonne alte 21 m con un diametro di 2 m).
Nel 28 a.c. Augusto si fece costruire una grande tomba circolare nella parte Nord di Campo Marzio che misurava 88 metri di diametro e 44 d’altezza, ed era sormontata dalla statua dell’imperatore. Il mausoleo di Augusto, ancora in parte visibile, era formato da cinque muri concentrici ed un giardino nella sua parte superiore. Nella parte antistante si erigevano due obelischi trasportati nei secoli seguenti in piazza dell’Esquilino e in piazza del Quirinale. Nel mausoleo vi furono sepolti anche Ottavia e Livia (sorella e moglie di Augusto), Tiberio e Agrippina.
Il più "moderno" monumento del Foro Romano è la colonna di Foca, eretta nel 608 d.C. dal papa Bonifacio IV, per ringraziarlo di aver donato alla Chiesa il Pantheon. Il più antico è invece il Lapis Niger, una pietra nera adorata in antichità perché ritenuta la tomba di Romolo.
. .L’antica Via Appia, la regina viarium, cominciava il suo percorso dalla Porta Capena delle mura Serviane, sul luogo dove sorge oggi l’omonima piazza. Fu costruita a partire dal 312 a.C. dal console Appio Claudio. Il suo percorso prosegue verso le mura Aureliane passando per Porta S.Sebastiano per concludere poco dopo il suo primo miglio (circa 1,4 Km) segnalato oggi da una colonna miliare copia di quella posta sulla balaustra del Campidoglio. Tra il IV e il V miglio dell’Appia antica abbiamo, oltre alle innumerevoli sparse qua a là, sul lato destro una serie ininterrotta di 12 tombe, nell’ordine: di Papa Sant’Urbano (II sec.), di Caio Licinio, una tomba dorica del periodo di Silla, di Ilario Fusco (età antoniniana), di Tiberio Claudio Secondino, una tomba sconosciuta, quella di Quinto Apuleio, un sepolcro a forma di tempio, quella di Rabiri (I sec. d.C.), un sepolcro a torre, la tomba cosiddetta dei "festoni" e una ricostruita a forma di tabernacolo. Chiude la serie una via trasversale.
Situato in corrispondenza dell'incrocio di via delle Sette Chiese, il sepolcreto della via Ostiense occupa la corsia centrale della strada alberata come un singolare spartitraffico protetto da una grande tettoia. Il sepolcreto si estende per circa m. 350 e deve gran parte della sua celebrità alla presenza della tomba dell'apostolo Paolo. Utilizzato tra il II sec. a.C. e il IV sec. d.C. si sviluppò su tre ripiani principali come indicano le tombe più antiche situate nella zona settentrionale. Un’altra tomba di particolare importanza, di epoca imperiale, si presenta come un tipico colombario.
Il centro simbolico dell’antica Roma era segnato nel Foro romano dallo Umbelicus Urbi ovvero dall'ombelico della città ed ancora visibile oggi sotto forma di un nucleo circolare di mattoni.
Li dove corre Via dei Fori imperiali, a partire dalla basilica di Massenzio fino al colle Esquilino, sorgeva la collina della Velia , spianata nel 1931 per far posto alla grande arteria che unisce il Colosseo con Piazza Venezia. Inizialmente la via prese il nome di via dell’Impero, con chiara propaganda fascista; Mussolini fece anche affiggere cinque tavole marmoree rappresentanti le prime quattro l’espansione dell’impero romano, e la quinta (poi tolta) che comprendeva anche l’Etiopia, conquistata dal duce appunto.
In un'area compresa tra Piazza della Repubblica, via XX Settembre, via Volturno e piazza dei 500, si estendevano le terme di Diocleziano (per questo prende cosi’ nome la vicina stazione Termini).I resti delle terme sono visibili in parte esternamente ed in parte all'interno della chiesa di S.Bernardo, di quella di S.Maria degli Angeli e del Museo nazionale romano.
La Domus Aurea, gigantesca casa di Nerone, di cui vediamo i resti sul colle Oppio, occupava un'area che partiva dal Palatino e raggiungeva San Pietro in Vincoli, Via delle sette sale, il colle Celio e il tempio di Claudio. Per rendersi conto della grandezza della Domus Aurea si tenga conto che il Colosseo fu costruito sul bacino prosciugato del laghetto ornamentale dei giardini della villa.
Nel Foro Romano dove c’è' oggi la Curia, hanno preso posto nei secoli varie costruzioni: Giulio Cesare vi costruì' la Curia Julia, Diocleziano la sua Curia, nel XII secolo vi si costruì' la chiesa di Sant'Adriano e in ultimo Mussolini volle ricreare la primitiva Curia nel 1937.
Sono pochi i resti della prima cinta di mura della città risalente ai tempi della monarchia; alcune rovine delle mura Serviane si trovano in Piazza dei Cinquecento (l'antica porta Viminalis) e sotto l'antistante Stazione Termini; i resti della porta Sanqualis si trovano invece in piazza Magnapoli all'interno del portone del numero civico 158; i ruderi della porta Quirinalis sono stati individuati tra un palazzo di Via delle Quattro fontane e il palazzo Barberini; in via Salandra c’è l’arco di Gallieno (ovvero l’antica Porta Esquilina); in piazza Albania i resti dell’arco di Dolabella (forse la Porta Celimontana) e ai SS. Quattro Coronati quella che forse era la porta Quequetulana.
Nel 1553 sotto le fondamenta di due case in vicolo dei Leutari, fu trovata una statua raffigurante Pompeo; in quella zona infatti esisteva il famoso teatro di Pompeo e la sua Curia sotto il cui portico cadde pugnalato Caio Giulio Cesare alle idi di Marzo del 44 a.C. ai piedi appunto della suddetta statua (conservata oggi a Palazzo Spada). Il teatro di Pompeo poteva contenere 18000 persone ed aveva dietro le scene un piazzale lastricato di 180 x 135 metri circondato dal portico dalle Cento Colonne dal nome Hecatostylum (da via Chiavari raggiungeva Largo Argentina); la cavea invece era di circa 150 metri di diametro e il suo andamento semicircolare corrisponde a quello dell’odierna via di Grottapinta. Fu il primo di Roma ad essere costruito in muratura costruito tra il 61 e il 65 a.C. e con la Curia si aggirò l’ostacolo di ordine morale che impediva la sua edificazione.
La cosiddetta Meta Sudans era una fontana che aveva questo nome perché la palla che sormontava il cono che la costituiva aveva tutta una serie di fori da cui sembrava che l'acqua trasudasse fuori. Sembra che alla Meta Sudans, costruita da Tito, si andassero a lavare le ferite i gladiatori superstiti dai combattimenti nel vicino Colosseo: infatti si trovava nei pressi dell'arco di Costantino dove si può ancora vedere la linea perimetrale.
Sul Palatino, sul versante che si affaccia sul Circo Massimo, sorse una scuola per gli schiavi della corte imperiale, detta Paedagogium, su cui si possono ancora vedere dei graffiti lasciati dagli allievi (in particolare quello inerente un uomo crocifisso con la testa d'asino).
Le terme di Costantino si estendevano da Villa Aldombrandini alla piazza del Quirinale: dalle rovine furono prelevate il gruppo dei Dioscuri nella citata piazza, le statue di Costantino e Costanzo della balaustra di piazza del Campidoglio e la statua di Costantino nel pronao della basilica di S.Giovanni.
Quello che si può ancora vedere sul Tevere all’altezza dell’isola Tiberina e normalmente conosciuto come ponte rotto è quello che resta del vecchio ponte Emilio costruito per l’appunto dal censore Marco Emilio Lepido da cui prese il nome, e che venne distrutto dalla più grande inondazione del Tevere nel Natale del 1598. Il ponte era attraversato dalla Via Aurelia.
A poche decine di metri dal Colosseo, e unito ad esso tramite un passaggio sotterraneo, troviamo i resti del Ludus Magnus, la più grande caserma per l’addestramento dei gladiatori.