Deve essere da qualche parte, al limite dell'area a disboscare,  o nel pieno di un contrassalto condotto con quella sua corsa a braccia basse,  una sorta di obliquo scivolare verso le ragioni del gioco... � stata una  sensazione strana, lo scorso 31 agosto, guardarsi intorno e non trovare  Franco Baresi. E non basta ovviamente la considerazione che non  capitava da quasi vent  anni, perch� un campione a tutto tondo come lui, capace  di segnare un?epoca con la sua classe, si spinge ben al di l� del linguaggio  delle cifre. Franco Baresi � stato il calcio allo stato puro,  illustrato nel gesto tecnico, nella carica agonistica, nella classe e nella  corsa, nel lancio e nel tackle. Una sorta di manuale che si apriva  invariabilmente a ogni fischio dell'arbitro, il cuore sempre pronto a lanciarsi  oltre l'ostacolo, il pallone accarezzato ma anche l'avversario spazzato via,  secondo quell'armonia di arte e cattiveria che rappresenta il cuore autentico  del football. Franco Baresi � stato campione fino all'ultimo,  ha detto addio il 23 giugno scorso, prima che la sua bandiera di fuoriclasse  venisse intaccata dall'inesorabile trascorrere del tempo. Grande fino in fondo,  � riuscito dove spesso altri grandi fuoriclasse hanno fallito: giudicare  obiettivamente la propria condizione fisica, fermandosi un attimo prima che il  precipizio del declino si aprisse davanti al suo mito. Ora la sua maglia, la  numero 6, � stata ritirata dal Milan, sul modello dell'Nba, cos�  consegnando definitivamente alla storia l'uomo simbolo del Milan dei tempi  moderni. E si pu� cominciare a sfogliare i tanti capitoli del suo  romanzo.
Raccontano che i suoi istruttori nelle giovanili del  Milan, al momento di consegnare (precocemente) a Liedholm il prodotto finito, si  esprimessero cos�: come calciatore � perfetto, gli manca solo la parola.In  effetti nei primi anni, quando ancora al Milan lo chiamavano "Piscin�n" perch� a  Rivera, Albertosi, Morini e Capello, tutta gente che viaggiava spedita verso gli  "anta", era stato portato come nuovo compagno di prima squadra a neanche  diciott'anni con un'aria malinconica da ragazzino, i suoi limiti dialettici  facevano disperare i cronisti. Ricevere l  ordine dal caposervizio di andare a  intervistare Baresi equivaleva a un invio sul fronte sperduto di una terra  lontana. Il deserto dei Tartari, tutta la vita ad aspettare una frase e poi, al  momento buono, la fregatura. Cos� venne affermandosi una categoria particolare  di gazzettieri specializzati: gli interpreti dei grugniti del Nostro.  Franco Baresi � infatti talmente abituato a schiarirsi la voce  per prendere tempo prima di rispondere alle domande, che ha finito molto spesso  con il limitarsi a quell'espressione vocale.
Nato a: Travagliato        (Brescia)
Data di nascita:
8 maggio 1960
Ruolo:       
difensore, m. 1,76 - kg. 70
Esordio in Serie A:
23 aprile        1978 (Verona-Milan 1-2)
SCHEDA
  TECNICA
Il fatto � che        kaiser Franz, come veniva soprannominato per la parentela tecnica con        l'immenso Franz Beckenbauer, non ha mai ritenuto di avere molto pi�        da dire di quanto riuscisse a esprimere sul campo. Insomma, quando al        grugnito si accompagnava un vago sorriso velato di malinconia, la risposta        era trasparente: "Personalmente sono pi� che soddisfatto del mio        rendimento e di quello della squadra, nonch� del comportamento della        societ�, dall'allenatore agli interi quadri dirigenziali". Se invece il        grugnito era di una nota pi� in alto e si associava a un quasi        impercettibile aggrottar di ciglia, allora il senso saltava all'occhio:        "Per me � sempre stato gratificante giocare in una squadra come il Milan".        E cos� via. Col tempo, una diffusa tradizione orale aveva trasmesso a        macchia d olio questi insegnamenti, al punto che ormai i pi� esperti erano        in grado di effettuare lunghe e articolate interviste a Baresi        semplicemente incrociandolo al bar di Milanello.
Stagione Squadra Serie Presenze Gol
1977-78 Milan A 1 ?
1978-79              Milan A 30 ?
1979-80 Milan A 28 ?
1980-81 Milan B 31 ?
1981-82 Milan A 18 2
1982-83 Milan B 30 4
1983-84 Milan A 21 3
1984-85 Milan A 26 ?
1985-86 Milan A 20 ?
1986-87 Milan A 28 2
1987-88 Milan A 27 1
1988-89 Milan A 33 2
1989-90 Milan A 30 1
1990-91 Milan A 31 ?
1991-92 Milan A 33 ?
Quando Franco Baresi era        ragazzino e portava i capelli biondi a caschetto, gli avversari non lo        prendevano molto sul serio anche per via del suo morbido tocco di palla        che lo faceva sembrare un efebico artista. Cos�, per convincerli che        stavano prendendo un granchio, ogni tanto si esibiva nel classico        intervento "palla o piede", una sorta di tackle rusticano in cui il        pallone magari schizzava lontano, ma in compenso l'attaccante rischiava di        rimanere storpio per il resto dei suoi giorni. La sua classe era talmente        grande che tutti si limitavano a parlare di "raptus agonistici",        alimentando comunque la sua fama di "duro". Eppure, in almeno due        circostanze della sua carriera, a questa specie di Clint Eastwood delle        aree di rigore � spuntata, come avrebbe cantato Bobby Solo, una lacrima        sul viso. La prima risale al 1982: "Eravamo nello spogliatoio di Cesena,        all'ultima giornata del campionato '81-82" ha raccontato, "ho visto molti        compagni piangere: non mi era mai successo. Anch'io mi sono ritrovato in        lacrime seduto su una panca". Anche i duri hanno un cuore.        Rossonero.
1992-93 Milan A 29 ?
1993-94 Milan A 31 ?
1994-95 Milan A 28 ?
1995-96 Milan A 31 1
1996-97 Milan A 26 ?
1996-97 Milan A 26 ?
La seconda risale invece a due anni fa, al culmine  del Mondiale americano. Era il 17 luglio 1994. Kaiser Franz torn� in campo per  la finale iridata a Pasadena contro il Brasile, realizzando un piccolo  miracolo: infortunatosi a un ginocchio il 23 giugno durante  Italia-Norvegia al Giants Stadium di New York, era stato  operato di menisco a Manhattan e aveva fatto in tempo a guarire e recuperare il  tono atletico, come dimostr� disputando una partita eccezionale. Poi, alla fine,  la sequenza dei calci di rigore. Baresi si rec� per primo sul dischetto e ne  venne fuori un tiro alto, frutto evidente dell?emozione. Dopo di lui,  sbagliarono Massaro e Baggio e il titolo fin� al Brasile. Cos� a  tutti � rimasto in mente il duro Baresi in lacrime al centro del campo, nel sole  della California, come se la sconfitta avesse infranto un sogno irripetibile,  per un giocatore che al mondo aveva ormai vinto tutto. Duro, ma con  sentimento.
La scorza dura kaiser Franz se l'� fatta sin da ragazzino,  perch� se all?apparenza la vita gli ha dato tutte le soddisfazioni possibili, in  realt� gli ha anche tolto tantissimo. Innanzitutto i genitori, visto che Franco  rimase orfano assieme ai fratelli ad appena quattordici anni. La sua vita  divenne subito il Milan, per� il desiderio di avere figli suoi � stato sempre  fortissimo e, bench� si sia sposato giovane, solo sei anni fa � riuscito a  coronare il suo sogno. La moglie Maura ha dovuto sopportare un vero calvario di  gravidanze interrotte. Siccome per� il piccolo Edoardo, nato a Citt� del  Messico il 26 gennaio 1991, ha un incarnato piuttosto scuro, ben presto  cominciarono le voci maligne: "Piccoli, miserabili attacchi" raccont� Maura a  Novella 2000 "che sono cominciati pochi mesi dopo. Mi hanno riportato tutto,  sempre, non mi hanno risparmiato. Comprese le cose che Franco non mi diceva, gli  striscioni allo stadio e i cori dei tifosi avversari.In un mondo, quello del  tifo, dove tutto � permesso, dove si picchiano e si ammazzano, speravo nel  rispetto della maternit�, soprattutto quando � stata sofferta come la mia".  Anche nell?ultima stagione in parecchi stadi i cori si sono sprecati per Baresi,  cui anche la tanto attesa paternit� ha riservato qualche amarezza, cancellata  peraltro dal grande affetto verso il suo Edoardo. L'amore per i bambini � stato  talmente forte che nel gennaio scorso i coniugi Baresi hanno deciso di adottare  un bambino russo, nato a Mosca due anni fa. L'hanno battezzato Gianandrea e la  festa in famiglia � stata grande: ora Edoardo ha un fratellino con cui giocare.  E magari imparare a fare il leader.
Quando aveva ventun anni ed era gi� una colonna della  squadra rossonera, un giorno Baresi dovette uscire da Milanello con una smorfia  di dolore in faccia, su una sedia a rotelle. Una malattia misteriosa gli aveva  tolto le forze, impedendogli addirittura di camminare. Le voci si rincorsero:  pubalgia, infezione, infiammazione, malattia reumatica. Lui peggiorava ogni  giorno di pi� e siccome nell'ambiente del calcio quando c'� da mettere in giro  una voce malevola i volontari si arruolano a schiere, qualcuno parl� addirittura  di un cancro. Invece, dopo tre mesi e mezzo di inattivit�, Baresi si ripresent�  a Milanello sulle proprie gambe e aveva la faccia dura di quando esce da uno di  quei famosi tackle ed � pronto a ripartire come se niente fosse. Pare che la  causa di tutto risiedesse in un virus piuttosto raro. Aveva provato a superare  kaiser Franz e ne era uscito a pezzi. Roba da non ripresentarsi mai  pi�.
La Serie B ha rappresentato un capitolo importante  nella carriera di Franco Baresi. Anzi, due. Per ben due volte  (la prima era stata per lo scandalo del calcio-scommesse) si ritrov� tra i  cadetti eppure non accett� le offerte di altre squadre di A. Una dimostrazione  di attaccamento ai colori che i tifosi non hanno mai dimenticato. Calcando i  campi della B, Baresi volle dimostrare ai suoi detrattori che la sua pulizia  tecnica non andava a scapito dell'efficacia. E infatti pure nel purgatorio  cadetto, dove quando serve si randella di santa ragione, Franco  Baresi non solo si fece rispettare, ma si conferm� il leader della  squadra, giocando in pratica da primo centrocampista, visto che col suo tasso  tecnico era sprecato in difesa.
In entrambe le occasioni, il ritorno in A fu  immediato ed erano sempre di pi� i superesperti convinti che fosse un delitto  schierarlo in terza linea: con quei piedi doveva fare il costruttore di gioco.  Tanto pi� che allora in Nazionale giocava il mitico Scirea ed era quindi  impossibile pensare di prenderne il posto prima che andasse in pensione.Il loro  motto era: in mediano stat virtus. Un proverbio latino adattato al pallone di  cui l'ormai ex "Piscinin" dimostr� l'infondatezza. A proprie spese.
Dai e dai, fu proprio l'allenatore pi� importante d'Italia,  cio� il Ct azzurro campione del mondo, Enzo Bearzot, a sposare la  suggestiva idea di fare di Baresi un mediano.Il Ct aveva portato Baresi in  Nazionale giovanissimo, ma ai Mondiali '82 gli aveva fatto fare la mascotte. Il  trascinatore del Milan divenne campione del mondo in tribuna, poi dovette stare  ancora in anticamera, sempre per via della bravura del "mostro" Scirea. Cos�  Bearzot si convinse di poter utilizzare entrambi, con la scappatoia di schierare  il milanista a centrocampo. Si cominci� con Italia-Cipro a  Perugia, il 22 dicembre dell 83, una partita innocua, e l'esperimento  dur� fino a primavera, per un totale di sei incontri. Finch� fu drammaticamente  chiaro che il leggendario Ct iridato aveva preso una cantonata.
E che Bearzot non attraversasse un momento felice  (qualcuno sosteneva apertamente che fosse ormai suonato, come un pugile che ne  ha parate troppe con la faccia), fu dimostrato dal fatto che come sostituto di  Scirea al sontuoso Baresi preferiva Ubaldo Righetti, un giovane della Roma che  avrebbe poi passato la carriera tra Lecce e Pescara. Quando per�, dopo il fiasco  ai Mondiali dell'86, Azeglio Vicini sostitu� Bearzot alla guida della Nazionale,  Baresi divenne il libero titolare e nessuno os� pi� discuterlo, per non  rischiare di passare per matto. O per suonato.
I rapporti con Arrigo Sacchi, una storia a  parte nella carriera di Franco Baresi. Quando il tecnico di  Fusignano arriv� al Milan, l'approccio non fu dei migliori. Soprattutto perch�  pretendeva di far giocare i rossoneri come i suoi al Parma e per farlo li  costringeva a sorbirsi intere videocassette di partite della squadra giallobl�,  con inevitabili conseguenze sulla loro integrit� testicolare. Inoltre Sacchi era  stato portato da Berlusconi, che aveva condizionato il pagamento dei premi al  raggiungimento di traguardi agonistici e la commisione interna della squadra,  con Baresi leader, si era (inutilmente) ribellata. Tanto che nell?ottobre del  1987 Alberto Costa, cronista del Corriere della Sera amico di Baresi (avrebbe  poi curato la sua biografia), scrisse: "Baresi vuole lasciare il Milan. Il  capitano rossonero ha sempre mal digerito la concezione che Berlusconi ha della  vita: un efficientismo che, in cambio del denaro (molto denaro, per la verit�),  pretende la dedizione pi� assoluta. Queste perplessit� di fondo si sono  trasformate in malessere con l'arrivo di Arrigo Sacchi. Franco  Baresi ha cercato di instaurare un corretto rapporto con il nuovo  tecnico, ma, proprio di recente, si � dovuto arrendere: lui e Sacchi viaggiano  su frequenze differenti. Un esempio? Uno dei sistemi didattici pi� cari al  giovane allenatore di Fusignano, quello delle videocassette, ha provocato in  Franco Baresi una crisi di rigetto, per il continuo ricorso che  Sacchi fa alle registrazioni delle partite disputate dal Parma nello scorso  campionato di B. Per ciascun milanista i riferimenti sono d'obbligo: "Vedi come  fa questo? Vedi come si muove quello?". In particolare, a Baresi tocca seguire  nei minimi dettagli le prestazioni di Signorini, che del Parma era il libero".  Quando poi il Milan cominci� a vincere, molte prevenzioni vennero meno e Baresi  divenne uno degli ammiratori pi� convinti del Cavaliere. Meno semplice il  rapporto con Sacchi, in quanto un precedente come quello di Signorini non si  scorda facilmente. Cos� un giorno il mago di Fusignano dovette andarsene dal  Milan: i giocatori non lo sopportavano pi� ed erano andati a dirlo direttamente  a Berlusconi. Di fronte alla scelta tra l'allenatore e i suoi campioni, il  Dottore aveva subito pensato a Sacchi. Per trovargli una nuova  sistemazione.
Franz ritrov� lo schiavista Arrigo solo in Nazionale.  E gli bast� un anno, tra stage e lezioni di gioco collettivo a Coverciano, per  dire basta. Annunci� il suo ritiro dall'azzurro all'inizio di ottobre del 1992 e  tutti parlarono con grande originalit� di scelta di vita. Due settimane dopo, la  Nazionale per poco non le prese dalla Svizzera a Cagliari nelle qualificazioni  mondiali e in difesa la strana coppia (centrale) Lanna-Costacurta combin�  tante castronerie da provocare un attacco di panico al presidente federale  Matarrese. Il quale si present� a casa Baresi con una sostanziosa offerta  economica, anche se Sacchi, secondo i beninformati, non era del tutto d'accordo,  perch� secondo lui quello che importa non sono i fuoriclasse come Franz, ma gli  schemi, in cui anche i ronzini corrono come purosangue. Alla fine Baresi si fece  convincere a una nuova scelta di vita, rientr� e con lui l'Italia si rimise in  carreggiata per i Mondiali. La seconda volta, per�, dopo la partitaccia a  Maribor contro la Slovenia seguita alle lacrime di Pasadena, Baresi fu  inflessibile: addio, Nazionale. Sette anni di Sacchi bastavano. E  avanzavano.
� noto che i ricorsi storici si applicano anche al  calcio, cos� le strade di Arrigo e Franco sono tornate a incrociarsi il 2  dicembre scorso, ma questa volta neanche sul piano tecnico gli effetti sono  stati positivi. Non � stato per� per non correre pi� il rischio di lavorare con  Sacchi che il 23 giugno scorso Franco Baresi, dopo un  campionato catastrofico pi� per la squadra che per lui, ha deciso di smettere.  Ha giocato 716 partite ufficiali col Milan, quanto nessuno in passato, vincendo  tutto il possibile. Ha giocato 81 volte in Nazionale. Poco meno di un anno fa,  presentandosi alla festa organizzata per i suoi vent'anni di Milan, disse: "Non  ho idea di quando smetter�, ma quando cominci a organizzare queste cose, vuol  dire che devi stare all'erta". Cos�, con il tempismo che lo ha sempre  contraddistinto negli interventi sul campo, Baresi ha scelto il momento giusto  per smettere.
� diventato, oltre che vicepresidente, responsabile  del settore giovanile del Milan, e in questo lancia un nuovo derby con suo  fratello Giuseppe, di due anni pi� anziano, a lungo bandiera dell'Inter, che da  qualche tempo allena le giovanili nerazzurre. Ora la sfida dell'ex kaiser � di  scoprire un giovane capace di seguire le sue orme. Anche se per i tifosi  rossoneri (e della Nazionale) Franco Baresi � come la mamma: ce  n'� (stato) uno solo.
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