ShadowRun è un TM della Fasa Inc. La storia si ispira al videogioco della DataEast/Beam Software,uscito nel '93 per SuperNintendo. I personaggi sono stati inventati,così come la storia. .................................................................................. ¢ Shadow Runner ¢ .................................................................................. ............................................................................................... 1.0 ( di Micho ) - Cazzo,mi hanno quasi preso! - La consapevolezza di essere ormai in trappola si faceva sempre più presente e non c'era modo di calmarmi,l'adranalina girava ancora in corpo e il livello si sarebbe abbassato entro mezz'ora. Avevo scelto il momento giusto per l'iniezione,il combattimento era inevitabile e sempre più vicino. Avrei piacevolmente passato il compito a qualcun'altro,ma la paga era davvero abbondante e avevo bisogno di mangiare. Così ora mi ritrovavo dentro quel casino,con il cuore in gola e l'adrenalina a mille,con la pistola carica e il fiato corto,mentre correvo in una lunga via scura e umida. Sentivo i loro passi sempre più forti,ma non c'era posto in cui nascondermi,avrei dovuto correre più veloce di loro e raggiungere la stazione.Lì sarei stato al sicuro per un pò,non era molto saggio mostrarsi in pubblico con armi in bella vista e di certo loro non volevano attirare l'attenzione. Guardavo solo davanti a me stando bene attento a dove mettevo i piedi,sapevo che un minimo errore mi sarebbe costato la vita. Le luci della città erano concentrate solo in quel piccolo spazio di cielo che i muri lasciavano scoperto e desideravo con tutto me stesso uscire da quel maledetto vicolo che mi stava fissando un appuntamento con la morte. Ancora qualche minuto. - Eccolo! - I passi erano adesso sempre più forti,erano riusciti a vedermi e le prime pallottole si conficcavano già sui muri attorno a me. Cominciai a correre ancora più forte e ogni tanto rovesciavo qualche bidone dell'immondizia sperando che quei piccoli tentativi di rallentarli non fossero vani. Dopo un paio di minuti di terrore,ero riuscito a sgusciare fuori da quella viuzza maledetta e la stazione troneggiava di fronte a me. Non era un edificio adibito solo a stazione,bensì un palazzo di modeste dimensioni che al piano inferiore ospitava il mono rail. Fissavo tanto intensamente l'entrata,che ero convinto di essere già dentro,ma non mi ero accorto della macchina che in quel momento passava proprio sulla strada. ' Oh,no.Sono fottuto. ' Era l'unica cosa che ero riuscito a pensare in quel decimo di secondo.La macchina era sempre più vicina e solo all'ultimo momento prese a sbandare e frenare bruscamente.Non ho mai creduto in un dio,ma in quel preciso istante penso di averlo ringraziato più e più volte:ero infatti riuscito a rotolare sul cristallo anteriore e a finire dall'altra parte praticamente indenne e anche il ritmo di marcia non era stato rallentato consistentemente. Ricordo che ero ripartito in quinta senza nemmeno fermarmi ed ero riuscito a raggiungere il treno proprio in tempo.Le porte si erano chiuse nell'istante in cui i miei inseguitori erano entrati nell'edificio. Adesso potevo finalmente riprendere tutto il fiato che mi serviva per continuare la mia corsa nell'ombra mentre la gente nel vagone lanciava qualche occhiata interrogativa. - Per poco non morivo...Bene,ora mi resta un altra corsa e poi posso finalmente tornare a casa.Sono addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia. - Il viaggio era quasi finito e nello stesso istante in cui si erano aperte le porte ero filato via veloce come il vento. Ero uscito dalla strada principale e mi ero letteralmente tuffato in una via secondaria strapiena di gente,continuavo a sgusciare tra la folla e a guardarmi intorno sperando di non trovare nessun nemico. Dopo qualche minuto di cammino avevo raggiunto il club " Powered Death ",era un posto non troppo accogliente:era scuro e una persistente penombra sembrava avviluppare l'intero locale in una cappa pesante e opprimente.Appena entrato avevo cercato qualche poster oppure qualche depliant e dopo aver preso un quotidiano abbandonato su un tavolo ero andato al bancone,avevo chiesto il permesso di usare il bagno e il barman aveva abbozzato un sorrisetto sarcastico " Se ne hai il coraggio. " Inutile dire che non avevo davvero bisogno di usare quel lurido bagno,sarebbe stato più igienico leccare la strada. Cercando di non respirare con il naso mi ero chiuso dentro la toilette e avevo bloccato la porta con dei fogli di giornale ripiegati,stando bene attento a piazzarli tutti nello spazio sotto la porta. La musica non era ancora a volume alto perchè il locale non era pieno,così dovetti tossire e starnutire per coprire il rumore mentre spaccavo la finestra. Da fuori avevo piazzato delle trappole sulla finestra legando dei sottilissimi fili di ferro alle imposte e spargendo pezzi di vetro nei posti in cui probabilmente avrebbero messo le mani per arrampicarsi. Erano trappole semplici e non si sarebbero feriti,ma almeno potevo guadagnare un pò di tempo. Avevo scelto proprio questo club perchè sapevo che vari clienti erano in buoni rapporti con le persone che mi volevano morto e,potevo scometterci una mano,avrebbero trovato il modo di avvertirli. Erano le undici e ventitrè minuti e l'ora dell'appuntamento si avvicinava sempre di più. Dovevo solo salire le scale antincendio dell'appartamento e poi avrei finalmente effettuato la mia consegna. Cercavo di andare veloce e di non fare troppo rumore allo stesso tempo,mentre la pistola era sempre pronta a sparare in qualsiasi momento. Ero quasi arrivato quando iniziai a sentire un rumore metallico che si ripeteva ad intervalli regolari;tendevo l'orecchio ma c'erano troppi rumori a cui dovevo badare.Quando ero riuscito a capire la natura di quel rumore era già troppo chiaro:erano passi. ' Mi hanno beccato! ' Stavano salendo sulla scala antincendio ed erano davvero troppo vicini,così iniziai a fottermene del rumore che producevo e presi a salire le scale sempre più velocemente,saltando gli scalini a due a due. Arrivato davanti alla finestra un urlo mi avvertì - Salta!!! - Senza farmelo ripetere un'altra volta avevo sfondato il vetro della finestra lanciandomi dentro l'appartamento;subito,una mano mi tirò da una parte e mi strinse il braccio tre volte per dirmi di stare zitto e fermo. Seguendo il consiglio mi ero rannichiato in un angolo,con la pistola stretta fra le mani,pronto a difendermi con ogni mezzo ora che avevo finalmente raggiunto il traguardo. I passi si erano fermati e proprio quando il silenzio iniziava ad aggredirmi facendomi credere di essere diventato sordo,una sventagliata di mitragliatore ridusse in briciole la finestra e tutto ciò che riempiva la stanza. Quando ero arrivato non avevo nemmeno avuto il tempo di capire come era fatto l'appartamento,ma dai rumori potevo capire che davvero tanti oggetti venivano crivellati in tempo reale davanti ai miei occhi. Non potevo fare a meno di pensare che se non fossi stato tirato di peso qualche minuto prima,sarei stato tritato. A fianco a me avevo sentito una piccola risatina che sperai con tutto il cuore appartenesse al mio salvatore. Non era passato neanche un secondo da quando il killer si era fermato per ricaricare l'arma,che l'ombra di fianco a me si era lanciata all'attacco sparando tre colpi in rapida successione.Silenzio. Un sospiro e dopo un attimo sentii un corpo cadere sulla rete metallica della scala antincendio,un altro cadere DALLA scala antincendio e un altro ancora sul pavimento della stanza. Sconvolto dalla pericolosità del mio 'amico' restai ancora qualche secondo seduto sul pavimento e poi finalmente decisi di alzarmi. - Bene,vedo che il corriere è giunto. - La sua sagoma si confondeva con le altre ombre e si rendeva visibile solo davanti a quella pozza di debole luce che un tempo era una finestra. - Immagino che tu sia Kaiserin. - - In carne ed ossa. - Così dicendo,accese la luce della stanza e finalmente potei rendermi conto dell'entità dei danni:la finestra ormai era un buco scavato nella parete,i muri erano crivellati e il pavimento era completamente coperto di polvere. - Suppongo che quei pezzi di legno fossero un tavolo. - - Se questa fosse casa mia ti avrei fatto pagare i danni. - Sorrise. Kaiserin era un uomo possente,muscoloso e longilineo.Ogni parte del suo corpo era perfettamente modellata e lasciava immaginare una grande forza fisica.Ogni suo movimento,anche il più impercettibile,sembrava studiato nei minimi particolari. Era un uomo ambiguo. Il sorriso che ad una prima occhiata suggeriva simpatia,mostrava una rigidità interiore che inibiva le persone che gli stavano davanti. Indossava una maglietta e dei pantaloni scuri molto stretti.Ai piedi aveva degli stivali neri incredibilmente grossi che dovevano pesare davvero tanto.Il viso aveva dei tratti molto marcati,aveva capelli scurissimi e molto corti portava le basette lunghe,ma la barba era perfettamente rasata. La cosa stupefacente era il contrasto tra la fisicità del suo corpo e la delicatezza dei suoi occhi. Avevano un taglio orientale e lunghe ciglia nere che incorniciavano uno sguardo intensissimo di colore ametista. - Vuole dire che non è casa sua? - - No,non sarei mai così imprudente da lasciare che scoprano dove abito.Che ne dici di andare a discutere in un club? - - Non mi sembra il massimo della sicurezza. - - Non un club qualsiasi. - Ammiccò e dopo qualche seconod spense la luce. Aveva una voce calda e suadente e sapeva valorizzare ogni singola parola in un discorso. Uscimmo dall'ingresso dell'appartamento e dopo una rapida occhiata,chiamò l'ascensore. Mi fece mettere sul lato della porta e come si aprì fece uno scatto puntando la pistola all'interno della cabina. Uscimmo dal palazzo e camminammo in una via mediamente trafficata,Kaiserin non si guardava intorno,o almeno dava questa impressione da sotto le sue lenti nere. Scivolò improvvisamente in un vicolo e riprese a camminare con disinvoltura nella stradina buia. Sbucammo in un minuscolo parcheggio dove trovammo una lunga macchina nera;Kaiserin si avvicinò e usò la chiave magnetica per aprirla. Feci il giro ed entrai dalla portiera del passeggero. Era davvero una macchina fantastica. Gli interni erano lucidi e puliti,tutto era in perfetto ordine,sembrava appena uscita dall'industria produttrice. - Deve costare molto questa macchina! - - E' una macchina di lusso.Il prezzo si aggira intorno al milione di Nuyen - - Devi essere un mafioso oppure un politico per permettertela. - - Oppure una persona che si appropria dei possedimenti altrui. - - L'hai rubata?! - - Diciamo che questa macchina non è più di nessuno. - - Come si chiama il club dove andiamo? - - 7thHeaven. - - Non lo conosco.E' stato aperto da poco? - - Diciamo di si. - Mi portò sino al quartiere vecchio e poi andò verso la periferia.Gli Outyards erano luoghi pericolosi,ci vedevi girare bande armate anche i giorno e i club erano i peggiori in cui potevi finire. Arrivammo davanti ad una fabbrica in disuso,era fatiscente e quasi completamente demolita,le pareti erose dal tempo e dalle intemperie,i vetri distrutti e le mattonelle sull'entrata completamente frantumate. Quando finii di guardare,Kaiserin era già entrato. Lo vidi scassinare un grande portone arruginito e pensai che fosse completamente pazzo. Iniziai a temere.Probabilmente era una trappola. Un club inesistente situato per di più negli Outyards,una persona che non conoscevo ma a cui dovevo recapitare una cosa importante. In fondo non sapevo a CHI dover recapitare la roba e aveva più volte ripetuto che la roba che aveva non era sua. Iniziai a tremare. Di sicuro era uno che aveva fatto sparire il cliente e che adesso mi stava sfruttando. Probabilmente mi aveva portato qui per farsi dare quello che voleva e poi mi avrebbe ucciso. Ero stato troppo stupido. Avrei dovuto essere più diffidente. Impugnai la pistola e varcai pian piano il grande portone. Ormai scappare era inutile,ero in un quartiere sconosciuto in cui un estraneo probabilmente muore ancora prima di rendersi conto di chi l'ha ucciso. Camminai in un corridoio che mi sembrò lunghissimo e che sfociava in un ambiente lievemente più luminoso. Arrivai in una grande sala vuota. Era enorme.Sembrava impossibile,non poteva esserci una sala simile,non dentro quell'edificio diroccato che avevo visto sino a due minuti prima! Una sala illuminata con un sistema antico:dei cilindri di materiale che sembrava organico con una fiamma sulla sommità.La sala era a pianta circolare,aveva un architettura strana,c'erano dei pilastri decorati e delle statue che parevano antichissime. Le colonne salivano fino a toccare il soffitto costituito da una grande lastra di vetro. Avevo abbassato la guardia:velocemente mi guardai intorno e mi nascosi dietro una colonna. Non c'era traccia di Kaiserin. Sembrava si fosse volatilizzato. Mi avvicinai con diffidenza verso il centro della stanza e notai che sul pavimento c'era un grande simbolo antico.Il simbolo era formato da linee che formavano disegni e parole,ma nessuna parola era scritta in una lingua che conoscevo. Camminandoci sopra,il pavimento si abbassò e iniziò a scendere in un lungo cunicolo rischiarato sporadicamente da luci al neon molto tenui. Continuai a scendere e dei rumori si fecero strada nella mia testa,dei rumori che assunsero forma e si disposero secondo una metrica,che poi mutò in ritmo,che diventò musica. Era una musica stranissima,non riuscivo a sentire il solito fuzz,la risonanza che disturba il mio psico-esoscheletro e ogni volta mi costringe a disattivarlo all'interno dei club. Dopo vari minuti,l'ascensore si fermò davanti ad una porta bianca. Mi avvicinai,ma non si aprì,non c'erano fotocellule e sistemi di riconoscimento elettronici,così la spinsi semplicemente e dopo aver opposto una certa resistenza,si aprì lasciandomi intravedere una cosa mai vista prima... 1.1 Se quello era un club fuorilegge allora i club normali erano dei mattatoi. Il 7thHeaven sembrava provenire direttamente da delle ere sepolte da migliaia di anni sotto la terra grigia e arida di questo pianeta. Era qualcosa che andava oltre la mia immaginazione,non si poteva definire un club,almeno non poteva essere paragonato ai club che si possono trovare nella metropoli di Titan. Era un posto immerso in una pace incredibile,la gente stava seduta su dei tavoli in legno massiccio e parlava tranquillamente,un gruppo suonava su un palco completamente pieno di quei piccoli cilindri incandescenti.Ora riesco a capire perchè nel locale non è presente il fuzz,semplicemente perchè non c'è collegamento. Gli strani strumenti non erano collegati a nessun sistema di amplificazione sonora,ma l'intero edificio doveva avere un'acustica eccellente! Il gruppo suonava una melodia molto coinvolgente,una musica languida incalzante,triste e intensa. Era completamente diversa dal porn-groove presente in tutti gli altri club di Titan. Il cantante indossava dei vestiti molto particolari,aveva una lunga tunica chiara con delle piume sulla schiena e aveva gli occhi truccati di un insolito pigmento azzurro. Mi avvicinai a quello che sembrava il centro del locale e non potei fare a meno di fissare quel ragazzo che cantava con una voce così intensa e così toccante. Andai al bancone e mi sedetti su un alto sgabello azzurro in ferro battuto,mi rivolsi alla ragazza che serviva da bere e stranamente anche da mangiare - Ehm,buonasera... - - Benvenuto al Seventh Heaven. Sei nuovo di qui,vero? - - Si,sono arrivato con un uomo di nome Kaiserin,ma l'ho perso di vista,non è che lo potresti rintracciare? - - Dammi un minuto,servo l'ultimo drink e vado a chiamartelo.Intanto mangia e bevi questo,offre la casa! - La ragazza si girò un attimo da un cliente e prese l'ordinazione,la osservai mentre prendeva due lunghi bicchieri di vetro blu e versava da una bottiglia dall'insolita forma un liquido dal colore verde intenso. Poi sparì dietro una tenda e tornò subito dopo con un vassoio quadrato su cui erano posati un bicchiere con la bevanda verde e una strana pietanza:era una sorta di piramide color crema con delle scaglie colorate sopra. Mi rivolse un largo sorriso e infine scomparve dopo aver aperto una piccola porta di legno. La canzone era finita e dopo gli applausi,il gruppo aprofittava della pausa per bere qualcosa e riposarsi. ll cantante si avvicinò al bancone e si sedette sullo sgabello accanto al mio - Tu non sei mai venuto qui prima d'ora. - - Si capisce così tanto? - - Sei rimasto a bocca aperta per qualche minuto,è caratteristico dei nuovi arrivati. - - Accidenti,non sono nemmeno arrivato e faccio già brutte figure. - Sorrise e si passò una mano tra i capelli - Io mi chiamo Leala,sono il cantante dei Larkadia - Era un bellissimo ragazzo. Aveva intensi occhi di colore verde,mai visti occhi di quel colore. Si muoveva con una grazia e una calma quasi ultraterrena e sembrava che ogni cosa entrasse in contatto con lui si animasse,come per salutarlo e riverirlo. Lunghe ciocche nere gli ricadevano sulla fronte e continuava ad avviarle dietro le orecchie per metterle in ordine. - Ho davvero una gran sete.Dove è andata Ophelia? - - Se per Ophelia intendi la ragazza dietro al bancone...è andata a fare una commissione per me. - - Oh,appena arrivato e dai già ordini? - Lo disse con un aria seria che mi mise in imbarazzo e sembrò accorgersene perchè replicò subito: - Guarda che cherzo!!! Non mi permetterei mai! Non prendertela,dai! - Rise apertamente e poi indicò il vassoio - Non mangi?Guarda che lo yuki è veramente una delizia! - - Yuki? - - Si,quel dolce che hai lì davanti.Provalo. - Guardai il famigerato yuki e cercai qualcosa con cui mangiarlo per evitare di toccarlo con le mani e sembrare maleducato. - Oh,scusa.Ophelia si deve essere dimenticata di darti un cucchiaino,aspetta,te lo prendo subito. - Così dicendo,Leala si sporse in avanti sul bancone e frugò un pò tra i bicchieri e le altre cose,sinchè non sentì un tintinnio metallico - Ah-aaah! - Continuò a frugare e finalmente riuscì a prendere un cucchiaino piccolo e molto elaborato che scintillava con tutta la sua forza,quasi volesse fare bella figura con il nuovo arrivato. Afferrai il cucchiaino dalle mani di Leala e presi una piccola parte di quello strano dolce chiamato yuki:aveva una consistenza molto morbida,tanto che sembrava una gelatina.Come lo misi in bocca (con un pò di titubanza,a dire il vero) un gusto dolce mi avvolse completamente.Era un sapore mai provato prima,non riuscivo a collegarlo a nient altro,ma era davvero squisito. - Mhh,è buonissimo,ma lo ha fatto Ophelia? - - Con le sue mani - precisò Leala,mimando la scena come per rafforzare il significato delle parole. Continuai a mangiare il delizioso dolce sotto gli occhi contenti del cantante che dopo un pò mi chiese se potevo dargli un sorso di quella bevanda verde. - Scusami,ma sto davvero morendo di sete e se Ophelia non torna subito,mi toccherà salire sul palco e cantare con la gola secca. - - Prego, fai pure. Ma di preciso,questa bevanda cosa è? - Il ragazzo prese il bicchiere freddo e lo tenne un pò tra le mani,poi bevve un lungo sorso che sembrò eterno. - E' un succo fatto con le foglie di una pianta particolare. - - Che pianta? A Titan non crescono piante particolari. - - Non è una pianta originaria di Titan,si dice che venga dal passato. - - Sulla Rete ho letto che in passato c'erano tantissimi tipi di piante,ma oggi ne esistono poche. - - Non si sa che pianta sia,ma Ophelia và così orgogliosa di questo succo che non fà altro che produrne. - Finita la spiegazione,mi rese il bicchiere e provai anche io questo famoso succo. All'inizio sembrava normalissima acqua e già io mi chiedevo se non fosse semplice acqua colorata,ma dopo qualche secondo il gusto esplose dentro la mia bocca fresco e persistente. Era un gusto sconosciuto,proprio come lo yuki,ed era una cosa sconvolgentemente piacevole. Era molto più buono di qualunque alcoolico mai bevuto prima,in più possedeva una freschezza unica che mai avevo trovato nemmeno nella migliore vodka. - Penso di cominciare a capire perchè ne va così fiera! - Annuì e poi si girò di scatto a guardare il palco - Mi stanno aspettando,devo andare! - Si alzò in fretta e mi diede una pacca sulla spalla,si allontanò di qualche passo e poi tornò indietro di corsa - Ah,ma tu come ti chiami? - - Oh,scusa!Mi sono dimenticato di dirtelo:tutti mi chiamano Shade. - - A dopo,Shade. - Lo guardai mentre correva verso il palco,quando una voce mi distolse dai miei pensieri - Ehi,corriere.Da questa parte. - Era Kaiserin,era comparso insieme a Ophelia e mi aspettava sulla porticina. - Arrivo. Ah,Ophelia giusto?Ti ringrazio per le delizie che mi hai offerto.Ci vediamo dopo. - Il suo viso si accese e mi ringraziò con una stretta di mano. Seguii Kaiserin in un lungo corridoio illuminato da quelle cosine che lì chiamavano 'Candele',dicevano che era un metodo di illuminazione del passato e che non necessitava di energia elettrica per funzionare in quanto la combustione chimica era sufficiente. Scendemmo delle scale di legno e finalmente arrivammo in una piccola sala con altre tre porte. Entrammo in una di queste e continuai a camminare sino a raggiungere una grande porta metallica. Kaiserin la aprì e mi spiegò che quella era la sua stanza personale:era una grande sala con dei cuscini sul pavimento,delle candele di tanti colori e con una grande vasca piena d'acqua al centro.Più un là c'era un largo materasso steso per terra e poi un ampio tavolino basso di legno. Mi fece accomodare e richiuse la porta alle sue spalle. Prese una bottiglia di metallo e versò il contenuto in due tazze di legno sottile,la bevanda era quasi uguale a quella del bar,ma questa volta era calda e poi delle piccole foglie vi galleggiavano dentro. - Bene,è giunto il momento dispiegarti il perchè di tutta questa storia.Sono sicuro che in certi momenti hai dubitato delle mie intenzioni e hai diritto a delle spiegazioni esaurienti che ti tranquillizzino. - 1.2 La mia corsa stava per finire,dovevo solamente consegnare la merce e una volta finito sarei tornato a casa,alla solita tranquilla vita di sempre. Mi sbagliai - Noi viviamo in un mondo alla deriva.Noi uomini stiamo lentamente distruggendo tutto ciò che ci tiene in vita.Guarda questa città,è ormai un campo di concentramento.Gli uomini vi nascono e non possono uscirne senza i documenti necessari.Il Governo cerca di controllare la densità di abitanti dei vari quartieri,ma ciò vuol dire che i cittadini hanno perso ogni libertà. Nasciamo in un quartiere a caso,viviamo in una città grigia fatta di metallo e cemento da cui non possiamo uscire liberamente. Le persone ricche possono aspirare a posti di grande rilievo nel Governo,i borghesi possono diventare imprenditori e fare soldi in grande quantità,le persone povere rimangono confinate in quello stato di miseria e disperazione.Possono aspirare a posti umili e mal retribuiti oppure diventano malviventi per procurarsi da mangiare. - - So bene quali sono le regole del gioco,ma perchè mi dici tutto questo?Io devo solo consegnare,sono solo un corriere. - - Conosci le regole? - - Vivo a Titan da ventiquattro anni,sin da quando ne avevo tredici sono uno shadowrunner. - - E vorresti cambiare le regole del gioco? - - Se dipendesse da me,sarebbero già cambiate da tempo. - - Vorresti che dipendesse da te? - - Cosa stai cercando di dire? - - Ti sto offrendo la possibilità di cambiare milioni di vite. - - E' da pazzi. - - Cosa? - - Siete un gruppo di rivoluzionari,vero? - - Vogliamo solo che la gente possa vivere serena. - - Il Governo è troppo sicuro per essere sovvertito. - - Pensi che la folla non possa rovesciarlo,tutta unita? - - Sicuramente,ma il popolo non sarà mai unito. - - Che cosa? - - Il popolo ha paura del Governo.Non si metterebbe mai contro i suoi funzionari.Sai di cosa sono capaci. - - E tu? - - Ho imparato che mettersi contro un nemico potente necessita di armi appropriate e di una strategia vincente. - - E' proprio quello che stiamo cercando di fare! - Poggiò la tazza sul tavolo e iniziò a gesticolare - Stiamo cercando di arruolare più gente possibile:gente che ha esperienza e sa come fare presa sulle persone. - - E lo fate in un club segreto in periferia? - - E' una misura di precauzione.E' troppo pericoloso aprire un club simile in centro,il Governo ispeziona segretamente i club e pretende che le informazioni vengano filtrate dal Sistema. - - E qui in periferia non ci sono queste restrizioni,giusto? - - Gli Outyards sono la zona franca.Il Governo le ha abbandonate al proprio destino tanti anni fa.La gente che nasce qui non è nemmeno censita... - Chiuse gli occhi e abbassò la testa,tirò un lungo sospiro e sussurrò - ...ci sono bambini che muoiono di fame e non hanno nemmeno un nome. - Si voltò verso di me e affondò gli intensi occhi viola su di me - E' per questo che voglio il tuo aiuto.Voglio che questa zona riprenda vita e diventi l'HeadQuarter della resistenza. - - ...Ci penserò su....Cambiando discorso,devo passarti la merce. - Scosse la testa dopo aver capito che il discorso era finito e mise le mani aperte sul tavolo - Già...parliamo di affari adesso. - - Ho avuto l'informazione che cercavi.Ho svolto delle ricerche e ho trovato le persone che mi hai segnalato.Ho tutti i loro dati:nome,cognome,nick,età,sesso,gruppo sanguigno,misure corporee.Anche qualche foto segnaletica e i luoghi dove li puoi trovare come domicilio e club. - - Perfetto. - - All'inizio credevo volessi vendicarti di queste persone,ma ora ho capito. Vuoi arruolarli vero? - - Vedo che capisci in fretta. - - Spesso la mente svelta è l'unica arma veramente efficace. - Mi guardò e abbozzò un piccolo sorriso,poi protese la mano verso di me come per chiedere qualcosa - Bene,ora dammi i dati. - Tirai fuori dalla tasca il terminale di connessione e feci jack-in nella porta che avevo dietro la nuca. - Prendi il tuo terminale,trasferisco i dati. - - A me servono i dati stampati. - - Come?Io ho tutto sul mio server!!! - - E' più sicuro avere dei dati fisici. - - Le informazioni sono criptate.E' sicuro:credimi. - - Il trasferimento è troppo pericoloso,potrebbero intercettare.Hai notato che qui non ci sono porte di connessione? - - Non scherzare.Vuoi dirmi che ho rischiato la vita per nulla? - - Ti avrei dovuto avvertire prima,hai ragione.Ma la sicurezza del 7th Heaven deve rimanere totale. - Fissò il pavimento. - Facciamo così,ti pagherò un extra.Tu ti connetti ad un terminale fisso e poi mi porti i dati fisici.Posso anche pagarti il doppio. - - Mi sembra di capire che qui intorno non ci siano terminali pubblici. - - Ti accompagnerò io in macchina. - Così dicendo si alzò,prese il lungo cappotto da un attaccapanni e lo indossò. - C'è un terminale pubblico in un club nella prossima zona.Ci vorranno pochi minuti di macchina.Portati dietro un arma e dei riflessi pronti. - - Accompagnami in centro,è più sicuro. - - Le linee degli Outyards non sono controllate dal Sistema,le transazioni sono più veloci e molto più sicure.Ti coprirò io le spalle. - Continuai ad essere diffidente:era una zona troppo pericolosa e i club erano più che altro delle trappole mortali,ma qualcosa mi diceva che Kaiserin aveva veramente ragione.E poi mi aveva offerto un extra veramente allettante e non potevo rifiutare. - Guarda che ci conto. - Uscimmo dalla sua camera e tornammo nella sala principale del 7th Heaven,Ophelia ci salutò e mi diede un pacco involto in un fazzoletto arancione con dei disegni fantasia molto raffinati. - Questa è la merenda,quelli che combattono l'oppressore hanno bisogno di energia! -Strizzò l'occhio. - Non è ancora dei nostri,piccola.Ma spero che prenda la saggia decisione. - Così dicendo le mise una mano sul capo e la accarezzò affettuosmente. Lei mi guardò e strinse le mani sul petto come per pregarmi di restare con loro. Le risposi con un sorriso e poi ci avviammo verso l'uscita. Sentii un lungo fischio e mi girai:Leala mi fece un gesto di incoraggiamento,mentre il chitarrista si esibiva in un lungo assolo dalle note straziate. Entrammo in macchina,mentre la temperatura iniziava a scendere e il buio era pressoche totale.Gli Outyards non avevano infrastrutture e servizi,mancava l'illuminazione e la linea monorail non le raggiungeva.Non c'erano ospedali e uffici e la strada qualche volte sterrata era rischiarata sporadicamente da qualche nightclub a luci rosse,oppure da fuochi accesi sui marciapiedi. Il silenzio era pressoche totale tranne per qualche sparo in lontananza. Arrivammo davanti al club di cui mi aveva parlato Kaiserin:era un luogo fatiscente e poco invitante.L'insegna lasciava presagire che era un club non molto raffinato e quel " Wreckin'Orgasm " lampeggiante era attorniato da disegni e graffiti molto esplicativi. - D'ora in avanti,se mi senti fischiare,tira fuori le armi e scappa verso l'uscita.Se le cose dovessero andare veramente male,prendi la macchina e torna indietro al 7thHeaven,sono stato chiaro? - Parlava come se si trattasse di fare un biglietto alla stazione,ma la sua espressione era dura e impenetrabile. Parcheggiò a debita distanza dal locale e poi chiuse la macchina con la scheda magnetica.Mi porse un paio di occhiali neri e mi diede una pacca sul sedere per darmi coraggio - Se solo provano a muoversi,facciamo un casino,intesi?Non lasciarti spaventare,dimostrati sicuro e non ti daranno fastidio. - Pensai che le parole dette in macchina fossero in netto contrasto con quel discorso di incoraggiamento,ma non glielo feci notare. Aprimmo insieme la porta del club e una densa nuvola di fumo ci assalì come per scoraggiarci. Il locale era peggio di quanto potessi immaginarmi... 1.3 Il Wreckin' Orgasm era inverosimilmente sporco e i clienti sembravano sentirsi a loro agio;per terra c'erano ubriachi e un vasto assortimento di insetti.Alle pareti,negli angoli più bui,c'erano persone che si davano da fare per avere un figlio,mentre attorno ai tavoli da gioco la gente si accalcava per cercare di guardare una misera partita a carte. L'alcool scorreva a fiumi insieme alla droga. Su una sedia c'era una ragazza con un braccio stretto da un laccio emostatico,non si muoveva e aveva gli occhi sbarrati,mentre degli uomini si divertivano a toccarla da capo a piedi. Dovetti farmi coraggio e non pensare a niente per evitare di vomitare.In ogni caso,il mio vomito non avrebbe fatto altro che giovare a quel posto osceno.Un porn-groove insistente batteva sui miei timpani e non contribuiva certo a farmi stare meglio. Avanzammo verso il bancone pieno di boccali vuoti e il barman ci squadrò da capo a piedi prima di parlare. - Cosa volete? - Kaiserin sorrise e chiese un bicchiere di benzina,il barman sembrò quasi contento e scappò subito nel retro,passando da una porta semidistrutta. - Vai,usa adesso il terminale,non distrarti neanche un momento.Io ti copro le spalle. - Scattai come un molla,senza nemmeno pensare al perchè del bicchiere di benzina.Zigzagai tra i tavoli coperti da piatti incrostati e bicchieri rotti e arrivai davanti ad un vecchio terminale coperto di graffi e bruciacchiato in qualche parte. Feci jack-in e fu allora che mi accorsi dei buchi davanti a me.Erano di sicuro fatti da proiettili. In quel momenti capii che dovevo fare più velocemente possibile e mi concentrai per metà sul terminale e per metà sui rumori intorno a me. La rete era completamente priva di protezioni e non riuscivo a capire perchè.Il Sistema era uguale da tutte le parti e dove era diverso era fuori servizio perchè incompatibile con gli standard di Titan.Invece,questo sembrava un Sistema a sè stante. Provai a capirci qualcosa,ma era troppo rischioso sprecare il poco tempo a mia disposizione. L'accesso era velocissimo,in quanto aggirava ogni sistema di riconoscimento e non richiedeva password per accedere al NetWork principale. La connessione al mio server era riuscita e mi mancava solo da inserire il codice di riconoscimento quando un tizio comparve dalla porta del bagno accanto a me e solo dopo essere uscito decise finalmente di rialzarsi le mutande. Mi vide e trovò particolarmente interessante il mio terminale,tanto che si avvicinò. - Ma che bel giocattolo,lo devi aver pagato molto. - - Mhh..probabilmente ho speso quanto hai speso tu stasera per ubriacarti. - - Ehi! - L'atmosfera si era scaldata e Kaiserin si era alzato dallo sgabello di scatto per venire a soccorermi. Avevo fatto una stronzata ma era stato più forte di me.In ogni caso era meglio far avvicinare il mio bodyguard il più possibile. Piantai di nuovo lo sguardo sullo schermo e ignorai l'ubriacone che da parte sua trovò molto irritante il mio comportamento. Intanto il barman era tornato e aveva dato il famoso boccale di benzina a Kaiserin che lo afferrò lasciando perdere le risatine dell'uomo. Si avvicinò al pessimo ubriacone e lo esortò gentilmente a lasciarmi in pace. Lui si agitò e insultò il mio cliente,che sembrava sempre più cupo. Intanto il mio server funzionava a tutta forza e le informazioni venivano prima decriptate e poi trasmesse al mio terminale che le convertiva il file di testo e le visualizzava carattere dopo carattere sullo schermo. I dati erano ormai al 90% quando Kaiserin gettò la benzina sopra l'omone che lo aveva insultato ancora una volta. - Ehi,a che punto sei? - - 96% - - Vedi di muoverti. - - Più veloce di così non si può. - Intanto il tizio era davvero fuori di sè e si era già gettato sul mio compagno che aveva tentato invano di non attirare l'attenzione. Gli altri clienti si voltarono e quando si accorsero della situazione,si avvicinarono a noi con sguardo minaccioso. - Cazzo,sbrigati! - - Finito!Andiamo via! - A quel punto,Kaiserin spinse il suo aggressore su una parete e tirò fuori un accendino alla tasca e rivolgendosi alla folla fece scattare il meccanismo che sprizzò scintille. - Salta sui tavoli e vai fuori,ti raggiungo subito... - Senza nemmeno pensarci due volte,feci come mi aveva sussurrato e corsi a tutta forza verso l'uscita,rischiando anche di travolgere la povera drogata e i suoi violentatori. A quel punto sentii gridare e una grandissima fiamma divampò nel locale,tingendo di un insolito azzurro tutto l'ambiente. Kaiserin era in mezzo ad una grande folla e sebbene avesse incendiato il povero bastardo,tutti gli altri erano ancora in piedi e per niente impauriti. Decisi così di aiutarlo e sparai qualche colpo sugli uomini,ma era troppo pericoloso e lo stesso Kaiserin mi gridò di smetterla e di portare la macchina davanti al locale. Uscii di corsa e raggiunsi la macchina,ma non avevo niente per aprirla. Decisi allora di fare jack-in nella serratura e di sabotarla.Dopo pochi attimi di ansia,la portiera si aprì e il quadro cominciò a brillare. Corsi a tutta velocità e mi fermai di scatto a pochi metri dalla porta. Quello che vidi dopo fu talmente incredibile che pensai di essere stato infettato nella Rete:avevo visto il mio compagno uscire dal locale,inseguito da una ventina di persone che brandivano spranghe di ferro e anche armi da fuoco.In quel momento le mani di Kaiserin si riempirono di luce e una grandissima fiamma si diresse verso la marmaglia che in pochi istanti prese fuoco e iniziò a gridare in modo inumano. Salì in macchina e io lo portai lontanissimo da quell'inferno,dirigendomi al 7th Heaven. ' Magia.....quella era magia! ' 1.4 Un uomo era inginocchiato ai piedi di un ragazzo distinto,sprofondato con le gambe accavallate su una grande poltrona di foggia antica fatta di legno e velluto rosso. Continuava a umiliarsi,nonostante il suo padrone non lo ascoltasse nemmeno. - Hai terminato con le tue lamentele? - - La prego,mi risparmi. - Il poveretto piangeva e iniziava a diventare seccante. - Mi stai tediando. - Pronunuciò quelle parole con una voce soave e liquida,come olio e balsamo profumato.Con un fluido gesto della mano destra ordinò qualcosa a qualcuno e la grande sala con il pavimento di marmo rosa lucidato a specchio si accese di mille lampade dalla luce calda e avvolgente. - Ti invito a lasciare questo posto e a non mostrarti ancora una volta.Conosci bene il mio modo di fare.L'indulgenza è una qualità che non possiedo in gran misura. - L'altro cercò di dire ancora qualcosa,ma si ritrovò con un guizzo dorato una lunga pistola antica davanti agli occhi. -Ti concedo un minuto.Dopodichè la tua salma dovrà essere portata via di qui da uno di noi...e non ci piace sporcarci le mani,vero?- Lo invogliò a rispondere e poi ripose la pistola sul bracciolo lavorato con gusto della sua poltrona. La salvezza era a pochi centimetri e in un tentativo disperato afferrò la pistola del suo tirannico boss - Bastardi! Fate un passo e lo uccido!Lo uccido questo bastardo!Gli buco il suo bel cranio! - Il possessore della pistola assunse un'espressione disgustata e senza scomporsi protese in avanti la mano - Rendimi la mia arma. Ora che l'hai toccata tu,dovrà essere di nuovo lucidata. - - Smettila di prendermi per il culo,frocetto!Io ti ammazzo! -dopodichè si guardò rapidamente intorno senza lasciare il bersaglio e si rivolse alle figure che parlottavano a voce bassa tra le ombre - Non fate un passo!Io ho in pugno tutti voi!!! - - Non mi capacito ancora di quanta sia la tua idiozia.Maleducato arrogante. - Si alzò lentamente e avvicinò ancora una volta la mano protetta da un guanto bianco alla pistola - Porgimela e poi preparati a morire. - - Stai indietro finocchio!Ti uccido! - - Elisabetta. - Come un soffio,pronunciò quel nome che veleggiò soave tra i lampadari e si perse nella stanza semibuia.Fece un giro lento e circoscritto e poi colpì mortale come una saetta folgoratrice. La pistola carambolò nelle mani del bel ragazzo,dopo che l'aggressore cadde a terra stroncato dall'imponente ma sfuggevole immagine tremolante. - Elisabetta:più grazia,più grazia - ripetè battendo le mani - per piacere,la prossima volta più grazia. - - Mi perdoni,la prossima volta presterò di certo più attenzione. - La figura avvolta in abiti di broccato e seta si mostrò minuta dentro l'enorme gonna rigonfia e impercettibilmente fece la riverenza. - Va bene così Elisabetta,era solo un appunto.Non mortificarti...vieni,avvicinati tesoro. - La ragazza fluttuò con dolcezza avanzando lentamente e prese a singhiozzare accostandosi al suo padrone - No,non piangere.Scusa,non era mia intenzione offenderti. - - Mi scusi.... - ripetè tra le lacrime che si tingevano di nero e scavavano il chiaro cerone,stillando sui grandi polsi ricamati - Non piangere,ti si disfa tutto il trucco - tamponò gli occhi della ragazza con un fazzoletto bianco e poi le posò un bacio sulla fronte - Su,vai a farti aiutare da Mana,fatti portare a rinfrescarti... Mana,per cortesia. - Si rivolse con voce compassionevole ad un sottile ragazzo accostato al muro ricco di grandi quadri e lo richiamò svelto con la mano - Mana,porta Elisabetta e aiutala con il trucco. - Gli strinse il braccio e poi ricambiò con un gesto la piccola dama che salutava con il fazzoletto. Si sedette sulla poltrona con un lungo sospiro e ad un suo gesto la luce aumentò d'intensità,illuminando con calore anche gli angoli più bui. - Scusatemi per l'incidente,come avete notato un folle ha osato creare tutto questo scompiglio....Riion,Kline fate il vostro dovere. - Due grossi uomini vestiti in giacca nera afferrarono il corpo e lo portarono via uscendo da una porta laterale mentre il ragazzo li ammoniva - Su con quelle spalle!Non siamo mica dei maleducati! - Degli attimi di silenzio seguirono tutte queste scene ambigue e quando la sottile figura di Elisabetta tornò in sala scortata da Mana,un violino iniziò a suonare accompagnato da un battito persistente,una bella voce prese a cantare,mentre dei riflettori alogeni si accesero riscaldando il palco su cui si esibiva un gruppo dagli abiti molto raffinati.Cantavano 'Au revoir' mentre le persone in sala sorseggiavano del tè seduti intorno a piccoli tavolini circolari di legno laccato. La musica si insinuava con persistenza nella mente,sollevando e rischiarando i ricordi,creando un insolito amalgama agrodolce che si perdeva tra il trucco forte e i pizzi, con un ultima nota di violino,sottile e affilata come uno stiletto. Quando ebbe finito,il cantante si esibì in un elegante inchino e uscì da una porta sul retro. - Bene,quale programma è in serbo per noi oggi? Elisabetta? - La giovane si mosse sotto una forte luce alogena e gesticolò con grazia - Prima di tutto lei è atteso nei QuartieriAlti per convenire con il Vertice.In seguito ci attende una corsa nel distretto. - - In cosa consiste la corsa? Mana? - Il ragazzo si affiancò a Elisabetta e la accarezzò,dopodichè illustrò la corsa e gli obiettivi da raggiungere in modo preciso e dettagliato. - Grazie,ora potete andare a riposarvi.Io mi recherò dal Vertice accompagnato da Kline e Riion.Quando tornerò saremo pronti per la corsa,inteso? - Le figure si allontanarono e si fecero da parte mentre il sofisticato boss si alzava e salutava tutti con un grande inchino prima di uscire dalla stanza con i suoi due guardiani. 1.5 Elisabetta passeggiava a piccoli passi proteggendosi dal sole con un ombrellino di pizzo,mentre alla sua destra Mana la prendeva a braccetto,avanzando con la schiena dritta e con gli occhi protetti da degli occhiali da sole con la montatura bianca in tinta con le scarpe. - Mana,tu pensi che io non abbia grazia? - - Suvvia,non farti problemi. Guardati intorno:ti sembra che questa città abbia grazia? - - No,noi siamo gli unici portavoce.Ma ho sempre il timore di non averne abbastanza. - - Dai,non metterti problemi.Per me sei sempre bellissima -così dicendo le baciò la mano con delicatezza e fierezza da gentiluomo. -Sei sempre la più bella.Ricordatelo,la tua grazia non ha pari.- Erano passate poche ore,ma la riunione con il Vertice doveva essere ancora a metà,perchè non era ancora stato contattato dal capo. Era uscito con Elisabetta per farle prendere un poco d'aria.Era una ragazza troppo sensibile e aveva tante insicurezze. Il passato di Elisabetta era un segreto.Non doveva essere nominato.Tanto quanto il suo.Anche il passato di Mana era negato e nessuno doveva conoscere nemmeno un piccolo aneddoto.Tutti i membri nel NailVarnish erano privi di passato.Tutti l'avevano rimosso.Il NailVarnish era il clan più giovane,ma anche il più potente e pericoloso. Mana era orgogliosissimo e fiero di farne parte. Era entrato a farne parte quando era un bambino,era stato scoperto dal boss,anche lui giovanissimo. Insieme avevano construito le fondamenta della potenza più affermata in Titan. Una potenza seconda solo al Governo....tutti dovevano prestare attenzione.Tutti dovevano avere paura di loro. Mana ne era sicuro e voleva precisarlo:un giorno loro sarebbero diventati i più potenti.Sarebbero diventati i signori di Titan e l'avrebbero controllata dall'alto.L'avrebbero educata e resa elegante così come doveva essere. ...non voleva che altri bambini... I suoi pensieri furono bloccati all'istante. La ragazza era di fianco a lui e poteva sentire la tensione - Mana,qualcosa che non va? - - No,no,scusami Elisabetta. - Entrarono in un raffinato bar nel centro dei MarbleQuarters.Era un posto in stile barocco,il locale preferito di Elisabetta dopo il club NailVarnish.Sul soffitto c'erano affreschi che raffiguravano paesaggi pieni di alberi e cieli puliti,alle pareti erano appesi quadri dalle cornici intarsiate e gli arredi erano di legno laccato.tutto sembrava trasudare sfarzo e nell'aria c'era un forte profumo di earl grey. Quando varcarono la soglia e si sedettero ad un tavolo,la gente attorno fece spazio e guardò con timore e rispetto. Il cameriere in livrea si avvicinò e parlò con Mana dopodichè sparìc in cucina e tornò qualche minuto dopo con un largo vassoio d'argento a forma di fiore,depositò davanti a Elisabetta un piattino con un dolce e una grande tazza di tè,mentre a Mana servì una piccola tazzina molto profumata,che conteneva una tisana speciale. La ragazza osservò l'altro e bevve un piccolo sorso di tè e con la fochetta d'argento mangiò una minuscola fetta di quel dolce speciale che le piaceva tanto. - Sei sicuro di non volerlo provare?E' squisito. - - No,grazie. - Mana guardò Elisabetta finire la torta e quando chiamò il cameriere per il conto gli allungò una mancia di trecento nuyen. Uscirono per strada e il sole iniziava a insanguinarsi calando dietro i palazzi neri quando Mana si portò una mano dietro all'orecchio e chiuse gli occhi. Un rumore dentro la testa stava diventando più forte e si era tramutato in una voce. - Buon pomeriggio.La riunione volge al termine e sarò di ritorno al calare delle ombre.Stasera ci aspetta una bella corsa. Ci toccherà andare in un quartiere di poco conto e terribilmente inelegante,ma la merce è importante.Un bacio a te e a Elisabetta. - - Ricevuto.Buon pomeriggio - La comunicazione finì e quando si girò ad avvertire la ragazza ella gli disse - Saluti dal boss. - Si guardarono un attimo e risero in silenzio mentre Elisabetta copriva la bocca con un ventaglio per non essere maleducata. 1.6 - La corsa ha come obiettivo l'edificio centrale del prossimo quartiere a Est. Dovremo entrare e cancellare delle informazioni sul computer principale.Non sarà una corsa difficilissima,ma sarà piuttosto lunga...sempre se vogliamo fare le cose per bene e mantenere il segreto. Regina/Elisabetta ed io faremo coppia,mentre Bishop/Mana e Knight/Riion saranno il gruppo di sfondamento.Tower/Kline rimarrà di guardia e trasferirà le informazioni che di volta in volta gli daremo.Consiglio a tutti il solito equipaggiamento.Ricordatevi il NoiseFuzz per disturbare le apparecchiature di sicurezza. Domande? - Il giovane capo aspettò per qualche secondo e non notando domande si avvicinò a Elisabetta,le prese la mano e la portò con sè a prepararsi per la corsa. Intanto il tempo era diventato piovoso e già i primi lampi inondavano di luce viola ad intermittenza la sala lasciata volutamente all'ombra. Elisabetta era sopra un ricco letto a baldacchino,abbracciata al suo capo.Continuava a sfuggire,ma non poteva ancora resistere agli attacchi del suo Chevalier,che accarezzava e tentava di risvegliare la sua bella Regina,strappandola da quel lieve pudore in cui si era trincerata. Ogni sua parola era ordine e ogni ordine era il suo più grande desiderio.La Regina e il Cavaliere,il loro legame era unico e doppio,a senso unico e bilaterale.Era un gioco fatto di ambiguità e oscena purezza,di sguardi lievi e sussurri brucianti. Lievi coma le seta,sfarzosi come il broccato,morbidi di velluto e lucidi d'argento. Era il loro amore.L'amore che in quella Titan risplendeva con forza dentro un edificio isolato fatto di marmo modellato,con guglie e colonne e con legno prezioso e sfolgoranti metalli pregiati. Quella era la gabbia d'amore cortese,l'unica e ultima reggia di purezza. Nel giro di un ora la squadra era pronta e compatta:In testa Chevalier,con un completo nero e le sue due pistole gemelle d'oro.La Regina lo seguiva di pochi passi,stretta in un corsetto di metallo leggero,adorno di pizzi e trine che terminava in una gonna di spropositate dimensioni che creava un suggestivo contrasto con la modernità di quelle lenti nere seminascoste sotto un cappello a falde larghe con un vistoso fiocco nero.Bishop era completamente fasciato in un bell'abito argentato,la cravatta a quadri bianchi e neri riprendeva il disegno degli stivali e degli occhiali.Qualche ciuffo biondissimo scappava dal cappello,ponendosi tra le lenti candide come la sua pelle e il forte trucco nero del contorno occhi.Kline era come al solito sobrio ed elegante,portava i capelli lunghi pettinati con cura e allisciati ai lati del viso.Riion sorprendeva per la forza che i vestiti antichi filtravano,ma non riuscivano a nascondere,il suo frac,insieme alla sua barba curata e il lungo fioretto camuffato da bastone da passeggio lo facevano sembrare più grande della sua reale età. Davanti al NailVarnish entrarono dentro una lunga limousine bianca che li portò all'entrata dello SkyQuarter.Era un quartiere iper tecnologico a differenza di MarbleQ. che conservava un aspetto e uno stile blasonato e antico. La pioggia scivolava sulle pareti liscie e piatte degli edifici e scorreva nei canali di scolo ai lati della strada,creando un mormorio sommesso.In giro c'era tanta gente e le strade erano illuminate di neon rossi e gialli che si accendevano ad intermittenza per segnalare pub,club e grandi locali.Anche da lì si poteva ammirare la stazione: era una tenso-struttura molto complessa,con drappeggi e onde di metallo che si innalzava per metri all'interno della grande piazza principale.Molte coppie di giovani giravano per le vie principali creando un fiume di persone che rifletteva luci e colori.Chevalier iniziò ad avanzare decidendo di passare per vie secondarie:il loro look dai colori spenti e soprattutto dallo stile barocco avrebbe dato troppo nell'occhio e poi non gli piaceva mischiarsi con la folla.Imboccarono una strada completamente buia e saltarono carambolando sulle pareti ripide degli edifici,gli stivali di Bishop sembravano affondare nei muri lisci e gli permettevano movimenti agili e precisi,Chevalier saltava tenendo in braccio Regina,mentre Knight e Tower controllavano le vie per allontanare probabili seccatori. Una volta arrivati sui tetti,i due guardiani raggiunsero gli altri e tutti insieme avanzarono velocemente verso il centro del quartiere saltando su torri e balconi.Arrivarono sull' edificio che sorgeva di fronte allo StarEngine,un grande palazzo rosso le cui pareti erano di vetro lucido che rifletteva le luci lampeggianti dei semafori e quelle fisse degli altri palazzi tutt'intorno. Chevalier radunò i suoi shadowrunner e studiò un piano per entrare.Se avessero fatto irruzione,sarebbero stati subito scoperti e rintracciati,anche a causa dei loro vestiti.Potevano entrare uno ad uno da più parti,con intervalli di tempo di dieci minuti circa e poi si sarebbero potuti ritrovare in un punto nascosto,ma non voleva lasciare la Regina scoperta.Tower sarebbe rimasto a fare la guardia e avrebbe avvertito gli altri possibili pericoli,ma necessitava di uno spazio non troppo ristretto perchè la sua connessione satellitare funzionasse.A quell'ora,il palazzo doveva essere semideserto e le macchine che sorvegliavano potevano venire aggirate dal NoiseFuzz.La cosa che preoccupava era la probabilissima presenza di altri Shadowrunner nemici.Nonostante fossero stati assoldati dal governo,lo StarEngine non era alle sue dipendenze e quindi poteva contare su un esercito proprio. Alla fine il piano venne creato ed eseguito,anche se non era molto sicuro.I NailVarnish potevano contare sulle migliori connessioni e su un sistema di jamming elettronico senza pari.Regina stessa aveva creato il protocollo NoiseFuzz che disturbava le apparecchiature in un modo particolare che non lasciava loro scampo.Per contro,erano un gruppo che agiva in silenzio e in velocità,ma non era caratterizzato da una grande potenza fisica.Era un gruppo bilanciato,ma erano solo in cinque e Regina era vulnerabile.Dovevano muoversi in gruppo. Decisero di entrare di soppiatto usando dei cavi e delle carrucole.Avrebbero sezionato una piccola vetrata sul lato del palazzo che era nascosto da grandi statue e si sarebbero introdotti in silenzio.Dopo aver preso la mappa del palazzo e localizzato i punti con i terminali si sarebero fiondati e avrebbero fatto il loro dovere.Era un piano ardito,ma avrebbero potuto fare tutto in velocità. Knight chiamò un taxi e si recò a comprare le funi da un negoziante che ormai li conosceva bene.Sapeva di che clan erano e nonostante non gli piacesse il Governo,sapeva bene come fare affari.Gli altri runner avrebbero dovuto aspettare mezz'ora,massimo un'ora,ma il piano era davvero alla loro portata.Era da un pò che non facevano una corsa alla loro altezza.