Il Territorio di Buseto Palizzolo鼦ppare probabile che sotto la dominazione di Bisanzio (554 d.C.) il territorio di Buseto Palizzolo sia stato 鬭bitato�, sia pure per brevi periodi, da contadini Rųmi (cristiani di rito orientale) provenienti da Erice , per� scoraggiati di fatto dalle numerose scorrerie saracene.I segni della presenza Bizantina a Buseto sono ancor oggi evidenti, e sono evincibili precisamente dalla toponomastica attuale di alcune contrade che risentono degli antichi nomi ellenistici. I pi� significativi esempi sono offerti dal casale Arcodaci (Archontai) volgarizzato in Scorace; dalla contrada Badia, dal greco 𨘀adeia� (valle). Durante la dominazione musulmana il territorio di Buseto fu assegnato ad Erice. Gli Arabi vi favorirono lo sviluppo dell𠿟gricoltura, dissodando terre incolte e diminuendo gli ampi spazi boschivi esistenti. | |
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Vi introdussero nuove colture come le arance, i limoni, il
sommacco, il cotone, il gelso, le palme.
Il territorio fu ripartito dal Rais di Trāblās (Trapani) tra numerosi proprietari che
costruirono nei fondi loro assegnati dei casali (Rachal).
Nel 𩡗rivilegium Concessionis territorii Excelsae Civitatis Montis S.Juliani� concesso dall𥕜mperatore Federico II di Svevia in data 1241 all𡤢niversit� di Monte S. Giuliano erano elencati i casali, abbandonati all㠙nizio della conquista normanna , nel territorio di Buseto : Casale Rachallas (Racabbe), Casale Bumbuluni, Casale Murphi (Murfi), Casale Busith (Buseto), Casale Arcudaci (Scorace), Casale Rachalculei (Ragoleo). |
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Nel periodo svevo questi casali ritornano ad essere abitati, le contrade di
Buseto registrano un incremento dei terreni coltivati intensivamente, e dell𠿟llevamento
del bestiame. Il rinvenimento casuale di numerosi frammenti di manufatti in terracotta (tegole, mattoni, anse di vasi, frammenti di rhyton, ecc.) sepolture e tracciati viari lastricati avvenuto negli anni passati (fonte orale) nelle contrade di Ragoleo, Colli, Celso-Racabbe, avvalorano la tesi che il territorio di Buseto sia stato abitato in tempi remoti. Purtroppo risulta difficile al momento collocare, i reperti rinvenuti, in un periodo storico ben preciso per la mancanza di studi da parte delle autorit� competenti. I reperti pi� importanti si trovano attualmente esposti al Museo di Preistoria e Protostoria di Torre Ligny a Trapani. | |
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Nel XIII secolo il territorio viene suddiviso in feudi appartenenti alla citt� di Monte San
Giuliano (nome dato dai normanni all𠿟ntica Erice) e nella baronia di Arcodaci. Nel secolo successivo ai feudi vengono sottratti delle estensioni di terreno per uso agricolo dette 鯿arecchiate di Busiti� concesse in enfiteusi (diritto di godere in perpetuo o temporaneamente del fondo con l侊bbligo di migliorarlo e di pagare una prestazione annua in denaro o in derrate) ai cittadini sangiulianesi. Nel XVII secolo i nobili feudatari iniziano la costruzione di bagli e masserie sparsi nel territorio (Baglio Casale, Baglio Bombolone, Baglio Colli, Baglio Ragoleo, Baglio Murfi), posti in posizione strategica al centro del feudo, simili a fortilizi ad imitazione dei castelli medievali; la loro funzione fu quella di poter meglio coordinare l𠿟ndamento dei lavoro dei campi, ricovero e protezione per armenti e lavoratori. Le numerose parecchiate venivano condotte da massari, professionisti, artigiani e clero che per� continueranno ad abitare nelle citt� di Monte S.Giuliano e Trapani. | ![]() |
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Nei secoli seguenti scompare parte della vecchia aristocrazia nella conduzione dei feudi a
favore della classe dei massari ; quest𠌊ltimi costruiscono bagli e masserie, meno possenti
di quelli gi� esistenti, posti in zone pianeggianti e attrezzati per la trasformazione dei
prodotti agricoli (Baglio Racabbe, Baglio Anello, Baglio Fontana nella piana di Battaglia,
Baglio Maranzano a Buseto, Baglio della parecchiata di Santa Teresa, ecc.) ; condotti dal
鷔uprastanti� (sovrintendente), uomo fidato del massaro, il quale vi risiedeva assieme alle
famiglie dei salariati. Il territorio di Buseto divenne il nucleo principale della produzione
agricola sangiulianese. La presenza dei bagli e un sistema ancora feudale, ostacolarono la costruzione di aggregazioni residenziali, inoltre erano ancora frequenti scorrerie di briganti e incursioni piratesche. In questo periodo la citt� di Monte S. Giuliano inizia ad assunse un'autonomia e un ruolo pi� importante, alla grande propriet� terriera della aristocrazia si and� sostituendo la propriet� fondiaria della nobilt� di provincia. E' con la riforma costituzionale del 1812 che abol� il sistema feudale, e la conseguente censuazione ed enfiteusi dei beni rurali ecclesiastici che il territorio di Buseto inizia ad essere popolato. Per quasi tutto il secolo XIX i territori maggiormente popolati saranno per� gli ex possedimenti di chiese e monasteri di Trapani e Monte S. Giuliano, mentre ai feudi, rimasti intatti, alla grande propriet� terriera della aristocrazia si and� sostituendo la propriet� fondiaria della nobilt� di provincia. A tal esempio, appresso viene riportata la vendita di un'ex Parecchiata: "Dovendosi da questo tribunale circondoriale, ai termini dell'articolo 26 legge agosto 1862, procedere all'enfiteusi di una prima quota delle terre denominate "Parecchiata di Santa Teresa" site nel mandamento del Monte San Giuliano pertinente al Monastero di Santa Teresa in detto comune della estensione di ettari 22, are 87, e centiare 0,538. Per l'annuo canone redimibile di L. 350 oltre ai pesi della tassa prediale di L. 70,38, aggiudicata preparatoriamente al Sig. Giuseppe Bonura Grimaldi. 12 Agosto 1864" | |
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Finite ormai le antiche scorrerie dei briganti i nuovi proprietari, provenienti in maggior numero da Monte San Giuliano ma anche da altri centri della Sicilia Occidentale, inizieranno a costruire i propri nuclei abitativi posti al centro del podere, sparsi per il territorio, accanto ad una sorgente d'acqua o lungo le direttrici di antiche mulattiere che collegavano pozzi, abbeveratoi, bagli e masserie. Questo processo di colonizzazione con la seguente disgregazione dei feudi porter� all'attuale conformazione urbana di Buseto. Alle soglie del XX secolo il territorio Busetano contava quasi 4.000 abitanti stabili, ed accanto al nome Buseto venne aggiunto il nome di un'antica e nobile famiglia che dimor� nella citt� di Monte San Giuliano, i Palizzolo. Il 4 Luglio 1950 Buseto Palizzolo divenne Comune autonomo. Il comune di Buseto Palizzolo, comprende il piccolo centro omonimo con la chiesa Madre dedicata a Maria SS del Carmelo e il Municipio; le frazioni di Battaglia (Plani de Batalla) e Badia, che occupano la parte pianeggiante del territorio; Pianoneve, Buseto Soprano, a monte; Tangi sulle colline ad ovest; Bruca ,distante quindici chilometri dal centro confina con il Bosco Scorace. |
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Le emergenze architettoniche nel territorio comunale sono i bagli e le masserie, comunque prima del terremoto del 1968 che distrusse la Valle del Belice, erano ancora nettamente visibili i piccoli aggregati residenziali dei primi colonizzatori.
La maggior parte di questi insediamenti, che hanno dato luogo alle attuali frazioni (Case Mazzara, Case Bonura, Case Pollina, Case Bulgarella, Case Gervasi, Case Poma, Case Mustazza, Case Costa, Case Alberti, Baglio Portelli III ecc. ), sono stati distrutti e al loro posto sono state costruite nuove abitazioni; quelli rimasti versano in stato di abbandono.
Tuttora nelle campagne � possibile osservare questi solitari insediamenti, raggiungibili a piedi, posti in luoghi ameni e sopraffatti dalla natura, dove il silenzio � interrotto soltanto dal continuo scorrere dell'acqua negli abbeveratoi.
Un antico insediamento � quello delle Case della Parecchiata in contrada Santa Teresa, raggiungibile da via Maiorana, costituito da elementi giustapposti ad 'L' a diversi livelli degradanti verso la vallata del torrente Beatrice, costruito in muratura di pietrame, presenta gli architravi delle aperture in pietra con incisi la data di costruzione ed il nome del proprietario. Alcuni resti architettonici mostrano l'abilit� nel lavorare il tufo e la pietra calcarea da parte di maestranze sangiulianesi che soggiornavano nelle campagne busetane prestando la propria opera in cambio di vitto e alloggio. Dei numerosi bagli il pi� antico risulta essere il Baglio del Casale, sito nell'ex feudo del Casale poi divenuto Baronia di Arcodaci, circondato da colline, arroccato domina una piccola valle, presenta un portale d'ingresso merlato, ai piedi della rocca su cui si erge la costruzione vi � un antico abbeveratoio tuttora funzionante. Lo studioso ericino Vincenzo Adragna individua nel baglio i resti dell'antico castello dei Baroni di Arcodaci, in quelle strutture che dovevano essere le segrete dove venivano rinchiusi i perseguitati, esercitando il barone il mero e misto imperio nella sua baronia. Grande importanza riveste la Chiesa Madre, dedicata a Maria SS del Carmelo, sorta come chiesa campestre alla fine del XVIII secolo, attorno alla quale nel secolo successivo si aggreg� il primo agglomerato residenziale del territorio che prese nome dall'antico Casale Busith. Buseto Palizzolo, giovedi 2 luglio 1998 | |
Arch. Angelo Poma
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