I N T R O
D U Z I O N E
La narrazione che segue
non è un romanzo; ma il racconto fedele di una storia allucinante.
La mia storia, purtroppo.
Io sono un fumatore pentito; ma, come per la maggioranza dei fumatori
che si pentono, il mio pentimento è sopraggiunto troppo tardi; quando,
cioè, si è costretti a pentirsi. In quel caso, però, i
danni dei postumi restano lì, per sempre, irreversibili.
Basterebbe ravvedersi un po’ prima, un momento prima di superare la linea
del non ritorno.
Prima che la bronchite, annunciata dalla tosse, non diventi cronica ed
enfisematosa.
Quando, salendo le scale, si è colti dall’asma; ma prima che la
crisi asmatica colpisca anche da fermi, quando si è seduti in poltrona.
Prima di essere costretti a spruzzare cortisone e dilatatori nei bronchi,
per respirare; e ad ingurgitare espettoranti per supplire alla disfunzione delle
ciglia vibratili, bloccate sull’epitelio della mucosa respiratoria.
Prima che il cuore impazzito non scateni una tachicardia parossistica,
o che le arterie si occludano.
Prima che il carcinoma, radicato sul polmone, ci uccida. Perchè
sembra ormai assodato che i tumori polmonari primari, cioè non dovuti
a metastasi di neoplasie localizzate in altri organi, siano dovuti quasi sempre
allo smog e, in special modo, al fumo, che dell’inquinamento è il massimo
fattore.
Una recente statistica ha reso noto che il fumo è responsabile
di circa il 30% dei vari tumori, e dell’85% dei carcinomi polmonari. Ma
il fumatore non se ne dà per inteso e, mano a mano, si adatta ai vari
inconvenienti che gli accadono, fin quando le affezioni patologiche saranno
così rilevanti da costringerlo a smettere di fumare.
Ma perchè attendere fino a quel punto?
Per lo stesso motivo per il quale il tossicodipendente si buca, pur conoscendo
il rischio, ogni volta, di non poter sopravvivere alla dose di eroina che si
inietta.
Infatti anche il tabacco è una droga. Un veleno che uccide ogni
anno centinaia di migliaia di persone; molte più di quelle che soccombono
per gli stupefacenti e per l’alcool. Quelle, invece, che sopravviveranno, avranno
una vita più corta e la vivranno male. Da invalidi.
Ma non è difficile smettere. Se ci riescono i tossicodipendenti
superando la crisi d’astinenza, ci potranno riuscire più agevolmente
i fumatori, ai quali l’astinenza non provoca crisi.
L’organismo umano ha bisogno di acqua e di cibo per alimentarsi, non
del fumo della sigaretta per intossicarsi; per cui la paura di sentirsi
male, non fumando, è solo un alibi pretestuoso per giustificare a se
stessi il proprio vizio.
Eppure i benefici, per chi smette di fumare, sono enormi, a breve e a
lungo termine.
Gli studi e le ricerche hanno evidenziato che, dopo aver smesso di fumare,
si producono nell’organismo i seguenti mutamenti:
* in meno di venti minuti, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la
temperatura delle mani e dei piedi, ridiventano normali;
* dopo otto ore i tassi di ossigeno nel sangue, sono anch’essi normali;
* le donne che smettono di fumare prima di essere incinte, daranno vita a neonati
di peso uguale a quelli delle madri che non hanno mai fumato;
* dopo un anno i rischi di coronaropatie sono ridotti alla metà;
* dopo cinque anni sono ridotti parimenti alla metà i rischi di cancro
del cavo orale, dell’esofago e della vescica; mentre i rischi di accidenti vascolari
cerebrali, possono paragonarsi a quelli di chi non ha mai fumato;
* dopo dieci anni i rischi di cancro polmonare sono ridotti dal 30 al 50%;
* dopo qundici anni i rischi di coronaropatie e di decessi sono uguali a quelli
di chi non ha mai fumato.
Allora, perchè non smettere subito?
E, infine, una precisazione: che la storia narrata in questo libro, rigorosamente
veritiera, sia ambientata a Napoli, deve considerarsi una coincidenza meramente
casuale.
Perchè Napoli? Perchè a Napoli sono vissuto per una buona
metà della mia vita, e Napoli è una città che adoro.
Questa storia, infatti, potrebbe essersi svolta ( e, forse, si è
realmente svolta ) in altre città d’Italia, di Europa o, anche, del mondo;
poichè tutti gli ospedali, nella loro funzione, spesso necessariamente
cruenta e disumanizzata, sono simili. Per tal motivo i nomi dei nosocomi
implicati nella vicenda, inventati di sana pianta, sono fittizi e inesistenti,
il che nulla vuole togliere, però, alla credibilità del racconto.
E ciò perchè i fatti narrati non vanno giudicati come una
denigrazione di questo o di quell’ospedale, o dei relativi operatori sanitari
che in essi esplicano la loro meritoria attività; bensì visti
quale testimonianza di un’amara esperienza vissuta, da segnalare specificamente
ai fumatori, perchè siano consapevoli di alcune delle possibili conseguenze
del loro vizio e ne traggano – se credano – le conclusioni più opportune.
Per combattere il vizio del fumo, ci sono in commercio vari rimedi e
sistemi, alcuni più affidabili, altri un po’ meno. Ma il metodo infallibile,
per smettere di fumare, è uno solo: basta volerlo.
Ma i fumatori, lo vogliono?