L’INFORTUNIO  DI  FRANCIS  FOX
 

  Un bel mattino l’on. Francis Fox, "sollicitor general" del Canada, nell’aula della Camera dei Comuni, si è alzato e ha preso la parola "per motivi personali".
  « Onorevoli  colleghi   – ha detto press’a poco –   vi  devo   fare  una  confessione: da qualche tempo ho per amante una donna regolarmente sposata e – altrettanto regolarmente – convivente con suo marito, del quale io, una volta, ho falsificato la firma, per consentire alla moglie di sottoporsi ad un aborto terapeutico…».
  Un  silenzio  glaciale  è  piombato  sull’aula,  di  solito abbastanza rumorosa. Mentre i colleghi di partito ricercavano una distrazione di comodo, cioè un contegno che non tradisse un atteggiamento da ebeti, altri dell’opposizione  – anglofili fino al midollo –  assumevano  una espressione di disgusto,  che  meglio  si addicesse ad un puritanesimo bacchettone.
  E Francis Fox, con le lacrime agli occhi, degne di un attore consumato, aggiungeva  concludendo:  « Consapevole  della  illiceità  della  mia azione, mi dimetto dalla carica e abbandono la Camera dei Comuni».
  In effetti la plateale confessione di Francis Fox,   non aveva sorpreso nessuno. Se l’alto esponente del partito liberale si era deciso e rendere di pubblico dominio le sue vicende intime personali,  ciò era dovuto al fatto  che  era  pervenuta  una  lettera   che  di tali  vicende   faceva una dettagliata cronistoria; e  non  già   allo stimolo  psicologico   liberatorio, determinato da un tardivo scrupolo di coscienza.
  Commentando  l’accaduto,  che   certamente   non   ha precedenti nella storia parlamentare della Camera dei Comuni, il primo ministro Trudeau rilevava che  « Francis Fox, nell’ autodenunciarsi, aveva mostrato molto coraggio e che egli era sinceramente dispiaciuto per l’infortunio occorso al suo ‘delfino’».
  Un infortunio; come se Francis Fox, anzichè imputarsi un falso ed una correità in adulterio, si trovasse in ospedale per un incidente automobilistico.
  « Spero – concludeva Trudeau – che, chiarita la situazione,  egli possa rientrare  attivamente  nella  vita  pubblica,  dal momento che,  finora, è  stato un prezioso collaboratore ».
  Nessuna profezia è mai risultata tanto esatta, nel breve volgere di pochi giorni.
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  « Un prezioso collaboratore ». Da quando Francis Fox assunse la carica di "sollicitor general" del Canada, succedendo a Warren Allmand,  è balzato agli onori della cronaca ( prima dell’‘infortunio’  di  cui diceva Trudeau ) soltanto in due occasioni,  entrambe  da  noi  criticate: 1) allorchè pretendeva  di  abbassare  all’età  di  dodici anni il limite di responsabilità  in  campo  penale,  agli effetti della punibilità; laddove, in tutti i paesi civili del mondo, i bambini a quell’età sono ritenuti incapaci di intendere e di volere; e 2) allorchè, con il suo ostracismo, ha cercato  di  opporsi all’attività inquirente della Commissione Keable, sull’operato della G.R.C.
  In  queste  due   poco   prestigiose   iniziative  –  per quanto ci risulta  – si compendia e si esaurisce la "collaborazione preziosa" di Francis Fox.
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  Stando a quanto sostiene un proverbio anticonformista, "non tutti i salmi finiscono in gloria".
  Ma alcuni sì; e il salmo di Francis Fox è uno di quelli.
  Il marito della donna, alla quale l’ex "sollicitor general" del Canada è "legato da affettuosa amicizia", esprimeva il desiderio che Francis Fox non venisse punito; e "l’attorney general" dell’Ontario, Roy Mc-Murtry, tenuto conto di tale desiderio, riteneva che non ci fosse "luogo a procedere", per cui nessuna azione penale veniva intentata contro di lui.
  E così Francis Fox, il giorno dopo, è tornato alla Camera dei Comuni. Con il volto disteso, questa volta, come quello dell’uomo che, purgata la pena, dopo aver espiata una colpa, sia conscio di aver pagato il suo debito alla società.
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  Una volta, tanto tempo fa, un parlamentare italiano fu coinvolto in una faccenda – per quei tempi – oltremodo scandalosa: pare che avesse contratto dei debiti pecuniari senza provvedere al rimborso, o che avesse accettata una "bustarella" da un beneficiato riconoscente.
  Di tale addebito non c’erano prove; ma il parlamentare italiano, per il solo fatto che si fosse messa in dubbio la sua onorabilità, si bruciò le cervella con un colpo di pistola.
  Sono trascorsi, da allora, non molti decenni; ma sembra un’eternità.
  Erano altri luoghi ed altri tempi, così lontani da noi, che sembra non siano mai esistiti.
  Da allora l’umanità ne ha fatta di strada, sulla via del "progresso"…
 Non è vero, on.le Francis Fox?

(1978)
 
 
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