RECENSIONI

IDA DELL'AQUILA

di S. Maturanzo

In tempi quali i nostri, in cui l'arte nelle sue varie espressioni si è spostata sul momento del consumo, proponendo nuove forme di persuasione, l'opera di Ida Dell'Aquila, del tutto estranea ad ogni finalità speculativa, si pone spontanea e vivida in un garbato richiamo a quel tipo di pittura di medio Ottocento, quasi a stabilire un rapporto lirico e nostalgico con un'arte in cui l'ispirazione trova i suoi motivi nella bellezza concreta della natura e non fuori di essa. Nel fervore creativo delle sue opere, questa pittrice napoletana muove non in contestazione con il mondo di oggi, ma coraggiosamente nella trama artistica del romanticismo per intrecciarvi, con la sua forte capacità interpretativa e con la sua sognante sensibilità artistica, altri fili di spiritualità, attraverso mille suggestive immagini di nature morte, di incantevoli paesaggi e coloristici tramonti. È Ida Dell'Aquila una autodidatta della pittura. Nei suoi lavori nulla vi è di arbitrario o che non sia coscientemente richiesto, anzi tutto trova esattezza di proporzione e naturalezza di espressione in una costante operativa che le deriva dalla innata concezione che ella ha del cosiddetto spazio estetico e della giusta intonazione dei colori. s.m.

(Dalla rivista « La provincia di Napoli », organo dell'Amministrazione Provinciale)
 
 

FRA LE TELE DI IDA DELL'AQUILA

di Biagio Pavesio

Dire di Ida Dell'Aquila come di una pittrice che avesse raggiunto un certo grado di affermazione, ci sembra esprimere un giudizio che risenta della quantità ragguardevole della sua produzione, dalla quale siamo rimasti invero colpiti. Perciò, più cautamente, diciamo che Ida Dell'Aquila ha una forte personalità artistica, tale da richiamare giudizi ben più alti di quello che possiamo esprimere noi, che - per fedeltà di cronaca - siamo legati più alla formazione artistica che all'esame critico. Superata questa fase di dilettantismo iniziale, nella quale il pensiero si cimenta nella ricerca del miglior modo di esprimersi, la nostra pittrice impone oggi alla tela tutto lo spirito della sua indipendenza di autodidatta, senza peraltro discostarsi da quei criteri fondamentali di pittura che altri attinsero nelle scuole o presso maestri. Armonica, completa ed espressiva, Ida Dell'Aquila è innanzi tutto pittrice dell'amore, quale si rivela attraverso le velature e sfumature delle sue belle umane figure di donne, delle quali citiamo quella raffigurante l'«ESTASI». E d'amore essa ci parla anche attraverso i suoi incantati paesaggi, nei quali l'azzurro di quei ruscelli, con i loro riflessi e con i loro tremolii, rendono più suggestive le cose che vi si rispecchiano; sì che il pensiero si allarga sulla visione serena che essa ci offre della natura e della vita. Segnaliamo il bellissimo dipinto «VERDI PASCOLI» e indichiamo tanti altri quadri fantasiosi, quali: «TRAMONTO AFRICANO», «MARE IN TEMPESTA», «CASA SUL LAGO», «ONDE SUGLI SCOGLI». Dal vero ella ha tratto: «LO SCOGLIO DELLE SIRENE», «LAGO SULLE DOLOMITI», «PANORAMA DI CASSINO», «NUDO CON VELO». Senza dire, poi, di tanti altri suoi lavori, nei quali tutto si stempera in luce, in grazia, in poesia.

Biagio Pavesio (da "IL RIEVOCATORE", rivista mensile di cultura)

UNA PITTRICE FEDELE A SE STESSA

di Sergio Lanzieri

Nel mentre l’arte moderna si è sbizzarrita alla ricerca di nuove forme, ritrovando la sua espressione in soluzioni geometriche o in colori aggressivi, Ida Dell’Aquila è rimasta fedele ai rigidi canoni della pittura ottocentesca, nella quale il realismo si pone come struttura di base. Nei suoi paesaggi vi è il trionfo della natura: nelle marine c’è l’acqua del mare e par di vederla dal vero, nelle sue campagne la vegetazione rigogliosa furoreggia in una gradazione di colori che appagano interamente le aspettative del critico più esigente. Nulla c’è da immaginare o da interpretare nella sua pittura : tutto quello che c’è da vedere, è lì sulla tela, reso in una forma realistica del più alto livello. Il senso della misura, dello spazio e della profondità, è rispettato dal suo pennello forse ancor più di come lo sia da un obiettivo fotografico; senza, per questo, che la sua arte appaia ricercata o manierata. Dinanzi alla perfezione con la quale sono raffigurate le sue nature morte, si stenta a credere che Ida Dell’Aquila sia una autodidatta della pittura. Le opere di questa artista napoletana, che riportano alla pittura della scuola di Posillipo, alla quale certamente si ispira, sono state pubblicate dai più importanti quotidiani italiani, riscuotendo l’unanime consenso della critica e del pubblico. Ora Ida Dell’Aquila è qui a Montréal, ove, continuando nella sua attività, attinge dalla sua ispirazione per trasportare sulle tele i meravigliosi toni e colori della natura quebecchese, la più bella e interessante del mondo.

Sergio Lanzieri (Da «Il cittadino canadese», 1973)
 
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