Una carrellata di poesie inedite
Note critiche sulla poesia di Penna
“Il mare è
tutto azzurro. /
Il mare è tutto calmo. /
Nel cuore è quasi un urlo /
di gioia e tutto è calmo”.
1)Commento di Andrea Golia
Questa poesia dà la rappresentazione di un momento calmo, felice della vita. Il mare è paragonato all'esistenza e il fatto che sia calmo significa appunto che si sta parlando di un momento tranquillo, ricco di pace. La gioia che si prova è talmente intensa da far scoppiare nel cuore dell'autore un urlo di felicità. L'ultimo verso vuol sottolineare la ricchezza che hanno i momenti di calma e la gioia che si prova nell'assaporare i momenti piacevoli della vita. Secondo me è strabiliante come in poche righe l'autore riesca a esprimere un concetto così importante e ad trasmettere i suoi sentimenti, facendoli quasi vivere al lettore. L'unico dubbio che ho riguarda il titolo, per quale motivo non è stato inserito?
2) Commento di Christian Pradelli
“ Eminente figura della lirica italiana del Novecento, nei suoi versi dallo stile nitido, soffusi di grazia malinconica e di un senso struggente e doloroso di estraneità, ha trattato il tema dell’amore omosessuale”. Queste sono le informazioni inerenti alla vita di Sandro Penna che si possono trovare sfogliando un qualsiasi dizionario enciclopedico. La nitidezza dei suoi versi si riflette in modo determinante anche su quelli di una poesia a cui il poeta ha deciso di non dare nessun titolo. Inizialmente la nitidezza si confonde addirittura con la banalità:
Il
mare è tutto calmo
Due versi, quelli sopraelencati, che descrivono semplicemente due caratteristiche del mare; eppure, attraverso un’analisi più approfondita, si può scorgere un velo di malinconica tristezza: dietro alla figura di questo mare perfetto, infatti, si cela l’illusione di poter vivere una vita tranquilla, senza intoppi. L’utilizzo dell’aggettivo “calmo”, inoltre, ci riporta un po’ alle “ossessioni cardarelliane” riferite al passare del tempo.
La
seconda parte della lirica, invece, vede un leggero cambiamento del ritmo: da
lento a leggermente movimentato. Artefice di questo lieve mutamento è
“l’urlo”, parola onomatopeica che serve a rendere idea dei sentimenti
provati in quel momento da Penna. La descrizione di tali sentimenti giunge quasi
ad interrompere il clima di tranquillità che si era venuto a creare
precedentemente: in conclusione si ottiene una sorta di contrasto tra un mondo
“interno” (rappresentato dalle emozioni del poeta) ed il mondo esterno. L’enjambement
presente tra il terzo ed il quarto verso contribuisce ad evidenziare
l’incidenza di quest’urlo. Tuttavia l’accostamento della parola
“gioia” serve a ricreare l’atmosfera pacifica ed alquanto giuliva che
caratterizza tutta la composizione. Il riutilizzo dell’espressione “E tutto
è calmo” (preceduta da una cesura), alla fine della poesia, viene impiegata
per smorzare definitivamente i toni accesi del terzo verso, ristabilendo la
pace. Dal punto di vista metrico, la poesia è divisa in quattro versi
settenari; il primo ed il terzo verso, inoltre, sono legati da un’assonanza
(azzurro – urlo).
E’
incredibile come da soli quattro versi si possano capire diverse cose di un
poeta: da questa composizione, ad esempio, traspare la volontà di un uomo di
vivere appieno una difficile esistenza in assoluta calma, chiarezza e serenità.
3)Commento di Miliano e Cannarozzi
Questa poesia di Sandro Penna, scrittore del novecento, spicca sia per la sua singolare cortezza, sia per l'apparente ripetitività dei versi che la compongono, sia per l'assenza del titolo, tutti particolari che le conferiscono caratteristiche non usuali per un testo poetico: i primi due versi “il mare è tutto azzurro \ il mare è tutto calmo” sembrano addirittura tratti da un testo in prosa e possiamo quindi notare come tutta l'espressività della poesia si rinchiuda negli ultimi due versi “nel cuore è quasi un urlo \ di gioia. E tutto è calmo” nei quali si riscontrano anche alcune figure retoriche. Soggetto del testo è il mare, che si presenta davanti al poeta calmo, piatto come una tavola e splendente d'un azzurro intenso: la vista di questo paesaggio accende i sentimenti dell'autore che esplodono quasi come un urlo nel suo cuore. Qui notiamo come l'enjambement presente all'ultimo verso contrasti fortemente con la corrispondenza di suoni che troviamo ai versi 1 e 3 (azzurro \ urlo), creando nel lettore una sensazione negativa (non sappiamo, infatti, la natura di questo grido) che viene successivamente ribaltata al comparire delle parole “di gioia”. Ecco quindi che il componimento termina ripetendo l'espressione presente al verso 2 “e tutto è calmo”. Dal punto di vista metrico e stilistico non si può dire molto di questa poesia, tuttavia essa sarebbe degna di essere oggetto di qualche considerazione per ciò che riguarda il significato: Penna, solito ad una produzione uniforme incentrata sul tema dell'amore, riesce a riassumere nella brevità di questo componimento i suoi sentimenti e i suoi pensieri, lasciando il lettore solo a riflettere sulle bellezze che la natura e questa vita umana gli offre.
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Commento sulla poesia di Sandro Penna - di A. Marcelli Questa poesia è stata scritta da Sandro Penna, poeta del Novecento, che è paragonato a G. Pascoli e ad alcuni lirici greci. È composta da quattro semplici versi settenari, e ciò che ci sorprende maggiormente di questo componimento è la sua brevità, la sua semplicità e soprattutto la mancanza di un titolo. Infatti, andandola ad analizzare, notiamo che i primi due versi non ci esprimono nulla di particolare e oltre tutto sembrano delle frasi scritte in prosa. Di conseguenza il poeta concentra il fulcro della poesia negli ultimi due versi, nei quali afferma che il mare azzurro e calmo, è un urlo di gioia nel suo cuore. Con ciò il poeta ci vuol comunicare e trasmettere le sue sensazioni e le sue emozioni di tranquillità e di pace di fronte alla vista del mare, che gli infonde un senso di gioia, sentimento che non ha mai potuto provare nella sua vita travagliata da molte difficoltà. La poesi, pur dandoci un'idea di calma e di serenità ci indica anche, mediante la parola “urlo”, staccata dal temine gioia, grazie ad un enjambement, un dolore o una sofferenza soffocata che emergono dal fondo del suo animo. Da un punto di vista stilistico non c'è molto da dire e da commentare; c'è un'anafora ( il mare è tutto) che accomuna il primo e il secondo verso, un'assonanza (azzurro/urlo) che lega il primo ed il terzo verso, c'è l'aggettivo “calmo” alla fine del secondo e del quarto verso che sottolinea la pace e la serenità , ed infine la ripetizione dell'aggettivo “tutto” che sembra quasi dilatare all'infinito, in uno spazio sovrumano e atemporale la pace e la tranquillità. Dopo aver completato l'analisi di questa poesia, sono rimasta molto stupita e meravigliata, in quanto non pensavo che un componimento di così pochi versi potesse racchiudere tanti significati.
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Commento poesia di Sandro Penna - di Eleonora Freddi
Il poeta Sandro Penna è forse l'unico erede della poesia di Leopardi. I critici lo paragonano spesso a Pascoli e ai lirici greci per le sue poesie delicate senza travagli né dolori. Nella composizione qui riportata, Penna non fa uso del titolo, come d'altronde per molte altre sue poesie. Essa ci dà un'idea di tranquillità e di calma anche se al terzo verso la parola "urlo", staccata per mezzo di un enjambement, dal termine "di gioia", indica forse un dolore represso, ora sostituito dalla felicità. Il tutto fa pensare ad una canzone dai toni bassi che improvvisamente è interrotta da un acuto. Tuttavia l'ultimo verso "e tutto è calmo" esprime la quiete che si diffonde nel cuore, così come sul mare, ad essendo preceduto da punto, si isola dal resto della poesia e si identifica nella parola chiave. Forse il significato di questa composizione è relativo ad una precedente burrasca che ha sconvolto le acque, come il cuore era messo in sussulto da un dolore. In seguito il mare si presenta tranquillo come se fosse l'alba e gli uomini sono ancora addormentati,mentre l'animo dell'uomo è ricco di gioia. I versi sono tutti settenari; il primo e il terzo sono legati da assonanza, mentre il secondo e l'ultimo terminano entrambi con l'aggettivo "calmo", proprio per sottolineare la pace. Inoltre si notano due ripetizioni: una del termine "tutto" che indica che questa calma è ovunque; l'altra, "il mare è tutto", è una anafora con cui iniziano i primi due versi. Questa poesia può essere considerata come una canzone libera, inventata appunto da G. Leopardi.
COMMENTO DI SHAIRA GREMITO
La poesia senza titolo di Sandro Penna è un componimento abbastanza frammentato, caratteristica del poeta, nel quale si racchiude una sorta di biografia, dove l'autore contrappone il male di vivere alla gioia (urlo di gioia). Il linguaggio della poesia è semplice e il poeta crea delle piccole pennellate disegnando elementi naturali nelle quali sottolinea l'amore per la natura. Anche altri poeti dell'impressionismo hanno questa caratteristica, infatti a lui sono associati Saba e Pascoli. Penna con questi versi evidenzia di aver trovato la pace tanto ricercata, in un luogo molto richiesto da tanti poeti,che è il mare tutto azzurro e calmo, come ha fatto Cardarelli nella poesia “Gabbiani”. Per questo evento abbastanza importante, nel cuore il poeta avverte un urlo che potrebbe sembrare ostile, ma invece non esprime altro che gioia. Con queste sensazioni immediate di felicità, Penna sottolinea di aver raggiunto il culmine del piacere, ripetendo che il mare è tutto calmo, cancellando così quel senso di inquietudine che gli suggeriva la sua vita molto travagliata.