Nice...c'est la vie! di C. Pradelli
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L'anno scorso noi primini ci recammo un di' a Verona: ventisette bei “bambini” e una guida assai sorniona. Ormai stanchi dell'Italia, in quest'anno ancora in corso, abbiam fatto un po' con rabbia un grandissimo ricorso. Dopo aver discusso tanto con diversi posti in lizza tutti i prof. con molto vanto hanno scelto la “gran” Nizza. Ovviamente essendo in Francia primo posto alla Besani alla quale poi si aggancia Anna Pirri a piene mani. Settimana della gita già fissata al mese Marzo; eravam pieni di vita, preparati ormai allo sfarzo. Ma dov'era la ricchezza ?!? Rimanemmo un po' delusi. Ragionammo con fermezza anche se molto confusi. Non essendo tutt'insieme ma divisi in più famiglie incontrammo con la speme babbi, mamme, figli e figlie. In effetti speravamo d'esser tutti ben accetti: di rischiare sapevamo di smagrire molti etti. Alla fine noi ragazzi fummo accolti con gran cori; a lottare come pazzi furon solo i professori… Sulla spiaggia… Che bellezza! Forse noi trovato abbiamo la magnifica ricchezza che da tanto cercavamo. Terminato è il primo giorno: ed in alto il cielo è terso. Mentre a casa triste torno in Italia ha l'Inter perso. Ben appresa la notizia, mi addormento assai calmato. Lunedì la scuola inizia e voglio esser preparato. Al mattin che baraonda! Fare letto e colazione sulla tavola rotonda… Forza andiamo a far lezione! Arrivati con ritardo, con il viso assai raggiante, con sorriso un po' beffardo ben ci accolse un insegnante. In due classi già divisi ci apprestammo con furore e con tanti gran sorrisi a incontrare il professore. Si trattava di una donna, già impegnata e pur incinta e la corta, corta gonna ben tenuta da una cinta. Ovviamente discutemmo del conflitto che ancor c'era; che discorsi che facemmo in attesa della sera!!! Ma arrivato il bel tramonto eravamo già sfiniti; nelle case il letto è pronto… a dormire e senza liti! Martedì ben più pimpanti, il mattino senza scuola, decidemmo tutti quanti di ber tanta Coca-Cola. “Dove andiamo?” chiese Orsini; “Da Mc Donalds, ovviamente”. Eravam tutti vicini circondati dalla gente. Posti attorno a un tavolone con mangiare in quantità, ci scrutarono due occhi che chiedevan carità. Così Fabio, intenerito, offrì tutto il suo panino. Il suo gesto fu gradito benché fosse juventino… Pomeriggio da scolari, (in ritardo anche quest'oggi) e poi a casa ai giusti orari, molto stanchi e senza appoggi. La mattina è già arrivata, siamo già a Mercoledì. Colazione, rinfrescata et nous sommes dejà à midi! Dopo scuola in allegria, ore dodici e quaranta, venne questa bramosia: sorseggiare un po' di Fanta. “Dove andiamo?” chiese Orsini. “Da Mc Donalds, ovviamente”. Sembravamo dei cretini sempre lì: beh, è conveniente! Fabio attese fiducioso qualcun altro un po' indigente, ma in quel giorno disastroso non trovò alcun acquirente. Così andammo ancora in spiaggia con l'idea di fare un tuffo, ma la prof., che è molto saggia, lo vietò con uno sbuffo. Ed allora cosa fare? Beh, prendemmo un po' di sole poi osservammo tutto il mare con i cuori nelle gole. E la sera ancor sopore, noi di reggerci incapaci; eran sol le dieci ore: buonanotte e tanti baci! Ma al mattino che freschezza! Pronti per un'escursione mentre a Nizza c'è la brezza tipica del solleone. Tra musei con arti varie mi è venuta una gran fame. Rischio forse un'altra carie? Io c'ho voglia di salame!!! “Dove andiamo?” chiese Orsini. Questa volta lo fermai: “Ma perché così ti ostini? Sono stanco… Tu lo sai?” Lui cerco di rabbonirmi; gli altri, come Robin Hood, quasi per indispettirmi, son volati nel fast-food. E io, vinto da un bel pezzo, ho raggiunto gli infingardi; sì, già eran le due e mezzo e rischiavo di far tardi… A Milano come a Nizza: mai a scuola entro le otto. Non finii neanche la pizza presa col prosciutto cotto. Calcio inglese e pur francese: argomento poco amato… Mentre invece era palese che io fossi emozionato! Raccontai il regolamento che nel calcio viene usato: alla fine ero contento per il mio buon operato. Tutti gli altri, sonnacchiosi, niente importa l'argomento, aspettavan fiduciosi la chiusura di un tormento. Come sempre il giorno è corto e la sera, ormai arrivata, ci accompagna, anche se ha torto, a far una riposata. Venerdì, ma che amarezza! Siamo giunti ormai alla fine ed è solo la tristezza a regnar da qui al confine… Giorno ultimo di scuola, stan finendo le lezioni; a noi manca la parola, a noi mancan le emozioni. Io non sono esagerato, sto dicendo per davvero! Sono molto amareggiato, di andar via non mi par vero. Ma c'è ancora una serata da passare tutt'insieme. Una cena sospirata… E ritorna pur la speme! Ecco il Sabato che arriva: tutto in fretta prepariamo. Noi (la nostra comitiva) a Milano ritorniamo! E già pronti, lì sui banchi all'albor di Lunedì… Non potremo essere stanchi tutti noi in seconda D!!! PER RICORDARE... E PER NON DIMENTICARE!!!
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