16 dicembre 2002
Hinc (= dall’Italia) invictus patriam defensum revocatus, Hannibal bellum gessit adversus P. Scipionem, filium eius Scipionis quem ipse primo apud Rhodanum, iterum apud Padum, tertio apud Trebiam fugarat (= fugaverat). Cum hoc, exhaustis iam patriae facultatibus, cupivit impraesentiarum bellum componere, quo valentius postea congrederetur. In colloquium convenit: condiciones non convenerunt. Paucis diebus post id factum apud Zamam cum eodem conflixit; pulsus - incredibile dictu - biduo et duabus noctibus Hadrumetum pervenit, quod abest ab Zama circiter milia passuum trecenta. In hac fuga Numidae, qui simul cum eo ex acie excesserant, insidiati sunt ei, sed is non solum insidias effugit, sed etiam ipsos oppressit. Hadrumeti reliquos e fuga collegit, novis dilectibus paucis diebus multos contraxit.
1) quale valore sintattico ha “defensum”? valore finale
2) gessit: scrivi il futuro semplice passivo gerar, gereris ecc.
3) perché “eius” e non “suus”? perché non si riferisce al soggetto della prop
4) impresentiarum bellum componere : di quale proposizione si tratta? infinitiva
5) Perché “quo” e non “ut”? perché la prop. contiene un comparativo
6) Hadrumeti reliquos e fuga collegit: trasforma al passivo reliqui Hadrumeti collecti sunt e fuga
traduzione
Richiamato di qui (=
dall’Italia) per difendere la patria (senza essere) mai (stato) sconfitto,
Annibale combatté contro Publio Scipione, figlio di quello Scipione che lui
stesso aveva messo in fuga prima presso il Rodano, (poi) una seconda volta
presso il Po, una terza volta presso il Trebbia. Con costui, essendo ormai
esauste le risorse della patria, desiderò per il momento fare la pace, per
affrontar(lo) con maggior forza in seguito. (Lo) incontrò a colloquio: non si
accordarono sulle condizioni di pace. Pochi giorni dopo questo fatto si scontrò
conto il medesimo (= Scipione) presso Zama; respinto, in due giorni e due notti
- incredibile a dirsi – giunse ad Adrummeto, che dista da Zama circa trecento
miglia. In questa fuga i Nùmidi, che insieme a lui erano usciti dal campo, gli
tesero un'insidia, ma egli non solo sfuggì all'insidia, ma anche li sconfisse.
Ad Adrumeto raccolse i superstiti della fuga (e) con nuove leve in pochi giorni
arruolò molti (soldati).
LICEO SCIENTIFICO G.MARCONI
16
dicembre 2002
VERSIONE B
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Athamas
habuit ex Nebula uxore filium Phrixum et filiam Hellen et ex Ino filios
duos, Learchum et Melicerten. Ino, cum Nebulae natos interficere voluisset,
iniit consilium cum aliis mulieribus, et coniuravit ut fruges et sementes
torrerent, ita ut, cum sterilitas et penuria frugum essent, civitas tota
partim fame, partim morbo interiret. De ea re Delphos, ad consulendum
oraculum, mittit Athamas satellitem, cui Ino praecepit ut falsum responsum
referret.Athamas rex, facinore cognito, Ino et filium eius Melicerten
Phrixo dedit ut eos necaret. Qui cum ad supplicium a Phrixo ducerentur ut
perirent, Liber eis caliginem iniecit et facultatem videndi abstulit; sic
Ino, quae sui nutrix fuerat, eripuit. 1)Ex Nebula uxore : di quale complemento si tratta ? comp. origine 2)Cum…interficere voluisset: di quale proposizione si tratta? prop. causale 3)Ita ut….interiret: di quale proposizione si tratta? consecutiva 4)Ad consulendum oraculum: di quale proposizione si tratta? prop. finale 5)Praecepit: scrivi l’indicativo futuro passivo praecipiar, praeciperis 6)Liber eis caliginem iniecit: trasforma al passivo : caligo eis a Libero iniecta est |
Traduzione:
Atamante ebbe dalla moglie Nuvola il figlio Frisso e la figlia Elle e da Ino due figli, Laerco e Melicerta. Ino, poiché aveva voluto uccidere i figli di Nuvola, andò a una riunione con le altre donne e fece una congiura per bruciare le messi e le seminagioni cosicché, essendoci scarsità e mancanza di raccolto, tutta la città perisse in parte per la fame, in parte per la malattia. Atamante inviò a Delfi per consultare l'oracolo un servitore al quale Ino comandò di riferire un falso responso. Il re Atamante, venuto a conoscenza del misfatto, diede a Frisso Ino e suo figlio Melicerta perché li uccidesse. Essendo costoro stati condotti da Frisso al suppòizio affinché morissero, Libero gettò su di loro della caligine e sottrasse la facoltà di vedere; così Ino, che era stata la sua nutrice, si salvò.