LEGGENDE - a cura di Orsini, Golia, Manini
Alla fine del primo millennio la grande maggioranza delle popolazioni europee viveva nelle campagne, producendo e consumando quasi esclusivamente tutto ciò di cui aveva bisogno; ogni vallata, ogni villaggio, ogni feudo era come chiuso in se stesso, le comunicazioni risultavano difficili e incerte, le guerre private e le violenze si ripetevano con regolare frequenza.
Una delle paure più grandi di questo periodo, era quella riguardante l'approssimarsi della fine del mondo con la venuta dell'anno mille; infatti la gente, a causa della povertà e delle incertezze di quel periodo, si aggrappava alla fede cristiana poiché era la sola fonte di sicurezza e speranza.la paura di una cometa, di un'eclissi, di una cometa, di una moria di bestiame o di una carestia aumentava la preoccupazione tra la gente portandola a credere alle dicerie popolari.
Già dall'anno mille però, la gente iniziò a liberare la mente da questi pensieri e a questo fatto si aggiungevano anche i vari poeti che abbandonavano le loro trame catastrofiche ritornando alla normale poesia dell'epoca basata sull'amore e sui temi cavallereschi.
Col fenomeno dell'incastellamento il signore proprietario terriero diveniva proprietario di un piccolo feudo e padrone di un piccolo esercito (milites). Questi soldati a loro volta sognavano di possedere anche loro un castello e poter governare dei contadini al loro servizio e, magari, poter sposare una fanciulla di nobile famiglia. È da qui che nascono le famose leggende riguardanti forti e bei principi con fanciulle bellissime, o castelli abitati da streghe o fate incantate…………….