LA VITA QUOTIDIANA - a cura di Villaschi e Di Paola
Il medioevo fu per l'Europa un periodo di innovazioni e cambiamenti. La
società era suddivisa in modo gerarchico secondo una rigida piramide sociale
che vedeva al suo interno il fondamento basato sulla fedeltà che ogni suddito
doveva portare verso il proprio padrone. Ciascun servo doveva sempre tenere a
mente sei principi: salute, sicurezza, onore, interesse, libertà, possibilità,
che era in obbligo di rispettare verso il proprio signore.
Come già detto, al vertice del potere stava l'aristocrazia guerriera, potente e
conservatrice, che grazie alle ricchezze ricavate dagli ingenti possedimenti
fondiari, costituiva il punto di forza dell'esercito: la cavalleria. Nella
guerra ciascun cavaliere poteva dimostrare il proprio valore e il proprio
coraggio nei confronti del re, che in caso di vittoria gli avrebbe dato un'equa
parte del bottino; in caso di sconfitta i cavalieri venivano catturati vivi per
ottenere un riscatto, al contrario dei fanti che a causa della loro leggera
armatura perivano facilmente.Tra gli stessi cavalieri era inoltre presente una
diversificazione degli equipaggiamenti militari determinata dalla diversa
ricchezza e fama della famiglia a cui apparteneva ogni singolo aristocratico.
In questi secoli di violenze tra signori chi ci rimetteva di più erano i
contadini, che non avendo mezzi per difendersi vedevano le loro terre andare in
rovina. La Chiesa per porre fine alla violenza dilagante emanò una serie di
emendamenti secondo i quali ogni cavaliere avrebbe dovuto combattere per
difendere la Chiesa da infedeli ed eretici.
Anche nella vita quotidiana la fede aveva una sua importanza, il signore,
infatti, dedicava alla preghiera la prima parte della giornata ritirandosi nella
propria cappella. Successivamente intratteneva gli ospiti con giochi d'armi e
equitazione, mentre i figli venivano istruiti da un precettore. La maggior parte
della mattinata era dedicata alla caccia, un'attività che forniva molti
vantaggi, non solo alla persona che metteva alla prova il coraggio e la
resistenza alla fatica, ma liberava anche il territorio dagli animali feroci,
garantendo un gran rifornimento di selvaggina ai commensali. Il pranzo si
svolgeva molto presto infatti il cavaliere era solito mangiare alle dieci, in
compagnia dei suoi invitati. Data l'epoca anche gli aristocratici per l'assenza
delle posate mangiavano con le mani dopo averle accuratamente lavate.
Il dopo pranzo era solitamente dedicato alla tranquillità, il riposino
pomeridiano, a cui seguiva un piacevole pomeriggio all'insegna di giochi di
società, danze, cori; era inoltre spesso abitudine quella di organizzare tornei
di combattimento a cui gli ospiti assistevano con piacere.
Questo tipo di gioco, molto in vigore all'epoca tra gli aristocratici,
poteva comunque aver un finale gravoso; venivano presentati i cavalieri, i tipi
di armature da loro indossate e veniva scelta la dame per la quale questi
duellavano. Spesso i combattimenti causavano gravi ferite ai concorrenti che a
volte ci potevano anche lasciare la vita. In caso di sconfitta, il vinto doveva
lasciare l'armatura, il cavallo e una somma in denaro che dovevano lasciare al
vincitore, ammirato anche dalle dama. In caso il tempo non permetteva il duello
all'aperto nel giardino, i principi rimanevano nel castello circondati da musici
e suonatori che allietavano le loro partite a carte o agli scacchi.
Durante il periodo invernale inoltre alla sera il signore dopo la cena passava
il tempo con la famiglia attorno ad un camino acceso, intenti a leggere fiabe e
novelle.