In diritto è la massima forma di pena corporale infliggibile al condannato: consiste nella privazione della vita. Si distingue dal linciaggio che è il crimine commesso invece da privati cittadini che giustiziano sommariamente e senza un regolare processo una persona ritenuta colpevole di un reato. I criminologi hanno a lungo indagato e discusso, senza arrivare a prove decisive della sua maggiore efficacia rispetto dell'ergastolo, sulla reale efficacia della pena di morte come strumento per dissuadere dal commettere crimini violenti. In 90 stati del mondo, come ad esempio Stati Uniti d'America, Giappone e Cina, la pena di morte è tuttavia ancora in vigore.
Cenni storici Accenni alla pena di morte erano presenti già nei più antichi testi giuridici, come il codice di Hammurabi e la Bibbia, che puniva con la pena di morte (solitamente per lapidazione) più di 30 differenti crimini, dall'omicidio (Esodo 21:12) alla fornicazione (adulterio) (Deuteronomio 22:13), agli insulti verso i genitori, alla stregoneria, alla violazione del sabato. Sotto gli imperatori cristiani ne furono soggetti i rei d'incesto(matrimonio tra figli e genitori), gli eretici, i pederasti (omosessuali maschi), gli ebrei che avessero circonciso schiavi acquistati e chi avesse vilipeso (offeso) ministri del culto cristiano. A Roma la forma normale di esecuzione era la decapitazione, ma si poteva applicare, per le classi sociali più umili, l'esposizione alle belve, il rogo, la crocifissione, quest'ultima abolita dopo l'affermarsi del cristianesimo e sostituita dall'impiccagione. Il sistema più diffuso d'esecuzione fu l'impiccagione, ma fu usata anche la soffocazione nel fango e l'annegamento; il rogo fu applicato non solo agli eretici, ma anche ai sodomiti e agli incendiari; furono applicate inoltre la decapitazione, lo strascinamento a coda di cavallo, la ruota. Le esecuzioni avvenivano solitamente in pubblico; più tardi i nobili, come i dottori delle università, venivano decapitati, salvo che si trattasse di delitto infamante. L'epoca moderna ha sostituito sistemi tecnicamente perfezionati (soprattutto nell'intento umanitario di ridurre il tormento del condannato) ai barbari sistemi del passato. In forme diverse, la pena di morte è stata dunque una costante della maggior parte degli ordinamenti giuridici a partire dall'antichità sin verso la fine del XVIII secolo, quando cominciarono a essere numerosi e importanti gli sforzi per combatterla e per favorirne l'abolizione. La più famosa denuncia dell'ingiustizia della pena di morte si deve al giurista italiano Cesare Beccaria che nell'opera Dei delitti e delle pene (1764), sostenendone l'inefficacia come mezzo di prevenzione del crimine e sottolineando la possibilità dell'errore giudiziario, ne propose l'abolizione. Uno dei primi esempi di abolizione totale della pena di morte si deve a Pietro Leopoldo di Toscana che la eliminò dal Granducato di Toscana nel 1786. L'opera di Beccaria ottenne grande attenzione anche fuori dall'Italia e influenzò in maniera decisiva i movimenti di riforma del diritto penale. In Europa il primo paese ad abolire la pena di morte fu il Portogallo nel 1867; nel continente americano il Michigan nel 1847 e il Venezuela nel 1853.
La pena di morte in Italia In Italia, tutti gli stati preunitari a eccezione della Toscana prevedevano la pena di morte, che nel 1889 fu tuttavia abolita dall'ordinamento del Regno d'Italia con il codice Zanardelli. Reintrodotta dal fascismo per i più gravi delitti politici nel 1926, e per quelli comuni nel 1930, fu definitivamente sostituita con un decreto legislativo dell'agosto 1944 dall'ergastolo. La Costituzione italiana, ribadendone all'articolo 27 il divieto e riaffermando il principio secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell'umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, ha lasciato in vigore la pena di morte solo per i casi previsti dalle leggi militari di guerra; anche questi casi sono però definitivamente caduti nel 1994.
Questa è solo una ricerca diciamo "tecnica" perché sono perfettamente cosciente che se si dovesse scendere in tema di moralismo o religione si potrebbe costruire un dibattito che potrebbe durare anni se non secoli o millenni visto che, come si può vedere da ciò che ho scritto, la pena di morte era già presente tra le espiazioni dei popoli più antichi. Come dire: la pena di morte è nata con l'uomo e, forse, morirà con esso.
Laura