La musica - a cura di Miliano, Venier
Nel medioevo la musica svolse un ruolo di eccezionale importanza non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello popolare e profano. Esaltata come una scienza vera e propria, nei tempi antichi essa venne concepita come qualcosa collegato all'asrtonomia, alla matatematica e al moto dei corpi celesti. In questo periodo storico sorsero diverse teorie a riguardo del suono e della musica e una di queste, forse la più singolare, fu quella dell'ethos avanzata dal filosofo greco Aristotele secondo la quale la musica disponeva di un potere in grado di condizionare l'umore e il carattere dell'ascoltatore. Due furono i generi principali di musica: quella classica, di concezione ecclesiastica, e quella romantica, più vicina al popolo e caratterizzata da entunsiasmo ed eccitazione. La musica era anche oggetto d'insegnamento nelle scuole e componeva il quadrivium assieme all'aritmetica, la geometria e l'astronomia. Contemporaneamente, nel Medioevo fu istituita la Schola Cantorum, destinata all'istruzione musicale per musicanti ecclesiastici. Si può inoltre affermare che le caratteristiche della musica dal VI all'XI secolo furono le seguenti: · melodie improvvisate · musica associata ad altri elementi, come il testo o la danza · musica esclusivamente monodica, priva di armonia. Nell'XI secolo la musica fu soggetto di grandi innovazioni, che portarono alla scomparsa della monodia sostituita dalla polifonia e all'introduzione della notazione musicale.