Imitazione stile manzoniano: di Federico Ramaioli

Renzo seguiva a camminare su d’un 'istrada isterrata che portava lontano senza avere una sorta di destinazione. Pensieri s’affollavano nella sua mente. Pensava ai tanti modi ch’aveva di cavarsi d’impiccio, ai tanti consigli che’l padre Cristoforo gl’aveva dato tanto tempo iaddietro. Poi si rammentò di un galantuomo di cui aveva udito nel piccolo paese, non so in quale situazione. Tale galantuomo chiameremo Istefano Da Oria. Il nostro anonimo non ci dice nulla circa la sua casata, ma i miei venticinque lettori forse rammenteranno qualcosa in più riguardo a quest’uomo. Molti documenti raccolti in piccole soffitte e iormai dimenticate affermeranno che tale galantuomo fosse parte della aristocrazia fiorentina, mandato a studiare fin dalla più tenera età. Si vide però in seguito che’l giovane poco s’applicava alle formule matematiche. Iniziò così di sua ispontanea volontà lo studio dell’arti. A lui è attribuita la costruzione della cupola che sovrasta la basilica di *****. Il nostro storico preferisce non dire dettagli di iluogo, ma possiamo dire che tale cupola sovrasta lo stato che fu chiamato Stato Pontificio e viene a volte attribuita a tale Bernini. Esaminando alcuni documenti forse dieci dei miei lettori possono affermare con più o meno sicurezza che tale galantuomo Da Oria fosse in realtà figlio del pittore e inventore che stupì tempo prima: l’artista di Monna Lisa.

Tornando al nostro racconto, Renzo rammentò che il nobile Istefano si era recato in Ispagna e, esperto di ispeculazioni giudiziarie, si era trasferito lì vicino e conosceva amici dè suoi. Forse egli poteva cavarlo d’impiccio. Iscorgeva già la sua umile capanna, nella quale si era ritirato per sfuggire alle tentazioni de’ mondo esterno e dedicarsi a’ suoi studi in modo da non essere disturbato. Renzo si appropinquò e scorse tale Istefano, ma egli era immerso in fiumi di pergamene e in parte poteva far rammentare a qualcuno che fosse più colto et erudito, filosofi delle antiche potenze che secoli or sono fiorivano nel Mediterraneo e nell’Egeo. Come poteva un tal’uomo aiutarlo? Egli era studioso, ma egli non s’intendeva del mondo de’ uomini, ma del mondo de la burocrazia. Renzo abbisognava di fuggire e non poteva perder tempo lì. Riprese la sua istrada.

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