Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell'aria
della notte
dire meraviglie. Perché pare che tutto
ci voglia nascondere. Vedi, gli alberi sono, le case
che abitiamo reggono. Noi soli
passiamo via da tutto, aria che si cambia.
E tutto cospira a tacere di noi, un po' come si tace
un'onta, forse, un po' come si tace una speranza
ineffabile.
Commento di Laura VILLASCHI
In questa poesia il poeta pare descrivere un momento della vita dell'uomo,
l'innamoramento, un periodo in cui "gli amanti" sembrano vivere
aleggiando nel vuoto, sospesi, quasi al di sopra di tutto il resto, restando un
po' all'oscuro dei cambiamenti del mondo che li circonda.
La prima parte della poesia pare espressa in modo oggettivo, come se una terza
persona guardasse i due innamorati e giudicasse i loro comportamenti da un punto
di vista esterno.
Dice infatti che questi, se non assorti nei loro pensieri, (potrebbero se
sapessero come.) sarebbero in grado di "dire meraviglie".
A questo punto il poeta pare immedesimarsi nei due personaggi, e cosciente di
quanto detto prima, accusa probabilmente la notte di nascondere volutamente
tutto, lasciandoli nella dolce incoscienza che avvolge quel gran sentimento che
è l'Amore.
Rainer continua rivolgendosi probabilmente all'amata, cercando di renderla
consapevole di quanto la circonda; cita quindi due esempi, gli alberi che, quel
verbo"sono", sembra farli prender vita, animarli, come a renderli
capaci di ascoltare e vivere; così come le case, forti e salde
"reggono", al contrario di loro due che "passano via da
tutto", leggeri e delicati come l'aria che cambia continuamente.
Infine la poesia cade un po' nella tristezza. Una tristezza dell'essere
trascurati, taciuti e lasciati nell'inconscio, come se si trattasse di un
disonore o come si tace una speranza indescrivibile.
Laura V.
Commento di C. PRADELLI
L’amore e le sue facce, l’amore e le sue diverse interpretazioni, l’amore e le sue difficoltà. Rainer Maria Rilke, attraverso la poesia “Gli amanti”, offre al lettore un nuovo modo d’intendere l’amore, completamente diverso dalle spiegazioni che ci vengono fornite da tutti gli altri autori. Il componimento, seppur breve ed alquanto difficile da comprendere, prende in esame una qualsiasi coppia d’amanti ed, in particolare, sottolinea la loro difficoltà nel “dire meraviglie”, nell’esprimere emozioni, nel PARLARE D’AMORE. Già, l’amore… Una parola difficile da pronunciare e praticamente impossibile da spiegare. Una parola dietro a cui si celano segreti, menzogne e speranze. Questi sono gli argomenti trattati da Rilke che, pur di far comprendere al lettore ciò che vuole esprimere, sceglie di utilizzare periodi molto corti. Il suo principale pensiero è che l’amore sia un continuo scappare, un continuo nascondersi per non andare incontro a situazioni dispiacevoli. Gli alberi, le case, presenti nella terza frase, rappresentano dei punti fermi, immobili, impossibili da schiodare: punti saldi che vedono passare dinanzi a loro questi amanti pieni di sentimento, di affetto, di bene che provano l’uno nei confronti dell’altro e viceversa. Amore che alla fine, a causa del suo continuo vagare invano, si trasforma in una vergogna “taciturna”, in una “speranza ineffabile”. La voglia di non essere un nomade e tanta, ma è anche tanta la paura di sentirsi giudicati ed impotenti davanti a tali giudizi… e l’unico rimedio è scappare.
METRICA
Come già detto precedentemente, Rilke sceglie di utilizzare periodi corti per far capire al lettore il senso dei suoi mille ragionamenti riguardo l’amore. Secondo il mio parere Rilke utilizza la scena dei due amanti solo come espediente: in verità vuole narrare un amore “autobiografico”… Il componimento è libero. L’unica figura retorica presente riguarda la personificazione di alberi e case: essi scrutano audacemente gli amanti, impegnati a fuggire dai rancori della vita che solo un amore puro potrebbe risanare.
Christian A. Pradelli
COMMENTO DELLA POESIA “GLI AMANTI” DI R. MARIA RILKE - di
Serio
La poesia di questo autore tedesco narra in modo abbastanza articolato dall'amore. Non ci sono rime, ma tra il quarto e il settimo verso è presente un'assonanza tra le parole “case” e “tace”. Il bello di questa poesia è, secondo me, la perfetta mescolanza tra passione e sogno che caratterizzano una storia d'amore. Dal titolo si può immaginare il tema di una storia clandestina, quasi nascosta. I due verbi iniziali sono al condizionale, tempo dei se e dei ma; portando quest'osservazione alla vita reale, è stata, da parte dell'autore, una scelta più che legittima; come ha detto anche Alberoni l'innamoramento, e l'amore soprattutto; vanno sempre rinnovati e niente può essere dato per certo e tanto meno per scontato. Rendono molto l'idea dell'irrazionalità i ben cinque enjambments; sembra infatti che per un attimo tutto si fermi e rimanga sospeso. Ad avvalorare la tesi del sogno ci sono proprio alcuni vocaboli come “aria”, “notte”, “meraviglia”. Un effetto particolare è dato anche dai verbi transitivi che vengono utilizzati in modo intransitivo; provoca nel lettore un'ulteriore accensione dell'immaginazione, tronca il discorso a metà lasciandola libera interpretazione a che legge. E' molto bella la contrapposizione “Noi, soli…”, è un ossimoro, un paradosso poiché anche se solo due formano il “Noi” quelle due persone non saranno mai sole, ma qui si intende l'individualità in amore, la solitudine del cuore. Infatti subito dopo il “noi” assume il suo significato originario nel campo della coppia. Un “noi” capace di estraniare dalla realtà quelle due persone. Come all'inizio della poesia dove diceva “Pare che tutto ci voglia nascondere…”ora parla di silenzio, un silenzio forzato e inutile perché la speranza non si può tacere, è qualcosa di più profondo, più intimo. E forse neanche quando ci rendiamo conto che la nostra speranza ci reca più dolore che gioia riusciamo a disfarcene facilmente. Per un attimo, leggendo questa poesia, sotto la convinzione errata che l'autrice fosse una donna, ho pensato che fosse una poesia bellissima immedesimandomi al 100% ma, arrivando alla fine e rileggendo il nome dell'autore, mi sono sentita “scoperta”; poiché non pensavo che gli uomini e le donne potessero avere una stessa visione dell'amore, non so perché. Per fortuna mi sbagliavo e io stessa posso confermare che la speranza “ineffabile” non tace, ma anzi fa in modo che noi non passiamo come aria che cambia, perché gli alberi SONO e noi con loro.
Commento della poesia “Gli amanti” - di A. Dyan
Analizzando la poesia “Gli amanti” di R. Maria Rilke, notiamo l'utilizzo di uno schema libero, con versi che variano da diciotto a quattro sillabe. I versi della poesia, inoltre, sono scanditi da spazi bianchi, che pongono l'attenzione sulle parole tra loro interposte. Dall'utilizzo di verbi in seconda persona singolare e prima plurale, si può dedurre che il poeta si rivolge ad una probabile amante, alla quale parla, tramite la poesia, della fragilità della loro coppia. La prima frase del testo è caratterizzata da un'anastrofe, che influisce sul ritmo e pone in particolare rilievo il vocabolo “notte”, parola chiave del verso. Ad essa, infatti, è collegato il verso successivo. Nel primo, inoltre, troviamo un'allitterazione in “s” che risalta le parole “se sapessero”. R, M. Rilke ha strutturato, quindi, tutta la poesia in modo da porre l'attenzione sulle diverse parole chiave, attraverso anche figure retoriche, come possiamo notare della numerosa presenza di enjambement. Rileviamo, infine, la presenza di un'assonanza, tra le parole “case” e “tace”. Con il verso “Perché pare che tutto ci voglia nascondere”, capiamo che la coppia non è ben vista dalla comunità, poiché, per esempio, si potrebbe trattare di una rapporto extraconiugale e, quindi, i loro conoscenti vorrebbero nascondere questa relazione. Nel brano è presente una metafora tra la “noi” e “l'aria che si cambia”, che può essere sinonimo di una coppia che finisce, oppure, di una dove, per continuarla, ci devono essere dei cambiamenti. La fragilità dei due amanti è contrastata dalla presenza degli “alberi sono” e “le case(…)reggono”. Queste due citazioni, al contrario dei due amanti sono sinonimi di un qualcosa che dura nel tempo, qualcosa che si sa con sicurezza che cos'è. Nell'ultimo verso la ripetizione della parola “tace”, esprime il silenzio e la tristezza nei due fidanzati. Qui notiamo, anche, la presenza di due similitudini, la prima con un'onta e la seconda con la speranza. L'ultima infonde un sentimento positivo, poiché il poeta è ottimista e spera, con “una speranza ineffabile”, che la loro storia d'amore non abbia fine.