- Spesso il male di vivere ho incontrato
Meriggiare pallido e
assorto
di Eugenio Montale
Meriggiare
pallido e assorto
presso un rovente muro d' orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle
crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch' ora si rompono ed ora s' intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare
tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E
andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com' é tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
In questa poesia l'autore vuole comunicare ai lettori, attraverso la descrizione del paesaggio, il suo stato d'animo. Dai primi versi si può dedurre che il poeta sta vivendo un momento tranquillo, sereno della propria vita. Infatti, Montale, si “limita” a descrivere la vita di tutti i giorni nei minimi dettagli, osservando anche le cose più insignificanti, come ad esempio il procedere tranquillo delle formiche tra le increspature del terreno che spesso si intreccia a quello di altre formiche, che può essere paragonato alle azioni dell'uomo: perché la vita è ricca d'imprevisti e spesso la vita degli uni si intreccia con la vita degli altri. Poi il poeta parla in maniera più generale del paesaggio e descrive il mare: lo intravede attraverso i rami degli alberi, è calmo, la tranquillità è rotta dall'incontro soave, morbido delle onde che formano delle scaglie. All'improvviso questa quiete viene disturbata, è interrotta dal canto, a quanto pare non gradito al poeta, delle cicale, quasi rompesse l'equilibrio che si era creato. Nell'ultimo verso lo sconforto prende il posto dell'immagine della pace. Il poeta si rende conto che la luminosità del sole può essere anche negativa perché acceca e non riesce a farti vedere bene tutti gli aspetti della vita e si accorge, con tristezza che, anche quando, ormai maturo, gli sembra di aver affrontato e superato le difficoltà della vita e di essere ormai riuscito a raggiungere la tranquillità, arrivano le esperienze più dolorose, come quando ci si trova davanti ad una muraglia da scavalcare oltre la quale si pensa di trovare la felicità e invece, raggiunta la cima, si trovano gli ostacoli più duri e insormontabili.