Eccovi due testi, tratti da Versioni Latine e tradotti in classe durante l'autogestione.
Buona esercitazione!!!
1)[Caesar] certior factus ab Titurio omnem equitatum et levis armaturae Numidas, funditores sagittariosque pontem traducit atque ad eos contendit. Acriter in eo loco pugnatum est. Hostes impeditos nostri in flumine adgressi magnum eorum numerum occiderunt; per eorum corpora reliquos audacissime transire conantes multitudine telorum reppulerunt primosque, qui transierant, equitatu circumventos interfecerunt.
Traduzione
Cesare, informato della situazione da Titurio, portò tutta la cavalleria, i Numidi armati alla leggera, i frombolieri e gli arcieri al di là del ponte e marciò contro di loro. In quel luogo si combatté violentemente. I nostri, entrati nel fiume, assalirono i nemici che erano in difficoltà e ne uccisero un gran numero; e respinsero con un gran numero di frecce gli altri che, con estrema audacia, tentavano di passare sui corpi dei caduti, circondarono con la cavalleria e uccisero i primi, circondati dalla cavalleria, che erano riusciti a passare.
2)Flumen est Arar, quod per fines Haeduorum et Sequanorum in Rhodanum influit,
incredibili lenitate, ita ut oculis in utram partem fluat iudicari non possit.
Id Helvetii ratibus ac lintribus iunctis transibant. Ubi per exploratores Caesar
certior factus est tres iam partes copiarum Helvetios id flumen traduxisse,
quartam vero partem citra flumen Ararim reliquam esse, de tertia vigilia cum
legionibus tribus e castris profectus ad eam partem pervenit quae nondum flumen
transierat. Eos impeditos et inopinantes adgressus magnam partem eorum concidit;
reliqui sese fugae mandarunt atque in proximas silvas abdiderunt. Is pagus
appellabatur Tigurinus; nam omnis civitas Helvetia in quattuor pagos divisa est.
Hic pagus unus, cum domo exisset, patrum nostrorum memoria L. Cassium consulem
interfecerat et eius exercitum sub iugum miserat. Ita sive casu sive consilio
deorum immortalium quae pars civitatis Helvetiae insignem calamitatem populo
Romano intulerat, ea princeps poenam persolvit. Qua in re Caesar non solum
publicas, sed etiam privatas iniurias ultus est, quod eius soceri L. Pisonis
avum, L. Pisonem legatum, Tigurini eodem proelio quo Cassium interfecerant.
Traduzione
L'Arar è un fiume che confluisce nel Rodano attraverso i territori degli
Edui e dei Sequani, con incredibile lentezza, tanto che, con gli occhi , non si
può giudicare in quale delle due direzioni scorra. Gli Elvezi lo attraversavano
con un ponte di barche legate. Quando Cesare venne informato per mezzo degli
esploratori che tre parti delle truppe degli Elvezi avevano attraversato quel
fiume,e che la quarta invece era stata lasciata al di qua del fiume Arar,
subito dopo la mezzanotte, dopo essere partito con tre legioni
dall'accampamento, si diresse verso quel gruppo che non aveva ancora
attraversato il fiume. Dopo averli assaliti mentre si trovavano in difficoltà e
di sorpresa, ne uccise una gran parte, i rimanenti si diedero alla fuga e si
nascosero nelle foreste più vicine. Questa tribù si chiamava Tigurina; infatti
tutta la popolazione degli Elvezi era divisa in quattro tribù. Questa tribù da
sola, dopo esser uscita dalla patria, aveva assassinato al tempo dei
nostri avi il console Lucio Cassio, e aveva mandato sotto il giogo il suo
esercito. Così o per la circostanza o per decisione degli dei immortali,
quella parte della popolazione elvetica che aveva provocato una grande
sconfitta al popolo romano, fu la prima a pagare le proprie colpe. .
E in questo fatto Cesare non vendicò solo gli affronti pubblici, ma anche
(quelli) privati, poiché i Tigurini uccisero un avo di suo suocero Lucio Pisone,
l'ambasciatore Lucio Pisone, nella stessa battaglia in cui avevano ucciso Cassio.