DESCRIZIONE IMMAGINE MARINA - a cura di Miliano, Venier, Orsini

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Un'immensa distesa d'acqua salata si stende davanti ai nostri occhi, mentre cupe e dense nubi si assemblano all'orizzonte, immergendoci  in un'idea d'infinito e di potenza. Una forte brezza marina si scontra sul nostro viso, graffiandoci, un intenso odore salmastro inebria la nostra mente, conducendoci per mano verso ciò che l'uomo non riesce tuttora a definire. Ecco il mare. L'immagine qui riportata illustra un mare tempestoso e agitato, caratterizzato da schiumose onde che impetuose s'infrangono contro la scura costiera, sotto un cielo tenuemente rischiarato dalla luce crepuscolare di un sole ormai morente. Paesaggio rimembrante atmosfere irlandesi, la foto non fornisce un'idea precisa né della posizione geografica né di quella cronologica, slegando lo spettatore da vincoli implicanti luogo e tempo determinati. Al contrario, i flutti increspati e biancheggianti ci suggeriscono sensazioni contrastanti di assuefazione e di tensione, di pace e di paura, le quali, quasi magicamente, vengono impresse ed immortalate in una luce spettrale, ma allo stesso tempo piena di vita. Fin dall'antichità il mare è stato sinonimo di fonte di vita, ma anche di inconscia paura: il pesce pescato al largo costituiva un elemento fondamentale per la dieta delle popolazioni costiere, mentre le possenti tempeste scatenavano tra gli uomini un cupo sentimento di morte, misto a folle paura. Ciò viene testimoniato da alcuni miti e leggende che i popoli antichi erano soliti tramandare di generazione in generazione, con lo scopo di narrare di spaventosi mostri marini ghiotti di carne umana, posti a presidio di mete non ancora esplorate dall'uomo. Entrando quindi nei particolari della nostra immagine, si può affermare che le onde in primo piano rappresentino l'elemento che riesce a rendere al meglio il sentimento d'inquietudine e di mistero che domina incontrastato l'intera foto. La sospensione in aria della bianca schiuma lattiginosa riporta i nostri cuori a quello stato d'esistenza incompleta tipico della creatura concepita, ma non ancora nata, che si culla beata nel grembo materno: il lucente riflesso dorato dell'acqua richiama il pensiero della vita che protrae le sue mani verso le nostre anime, mentre le cupe ombre che s'alternano al bagliore rimandano all'idea del peccato inscindibilmente legato alla natura umana.  Lo sfondo privo di luce non fa altro che mettere in risalto l'intera immagine, assieme a tutte le sensazioni da essa suscitate.  Le spiccate doti e l'abilità del fotografo sono riuscite a catturare al meglio ogni singola sfaccettatura del mare, dando all'uomo la possibilità di continuare a sognare l'immensità senza privarlo di tutti quei sentimenti che lo rendono unico, come, ad esempio, l'amore, la pace, la tenerezza, accompagnate inevitabilmente dalla paura, dalla tristezza e dalla malinconia.

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