CHE COS’E’ UN COMPONIMENTO

 

(tratto da Rosa Calzecchi Onesti – Lo studio dell’Italiano)

 

 

Componimento, composizione, comporre: comporre significa metter cose le une accanto alle altre, in qualche ordine, per ottener qualche scopo.

Si compongono i fiori in un mazzo, i colori in un quadro ecc.   Nell’idea di comporre non c’è solo il “mettere insieme”, ma c’è proprio “l’ordinare insieme”, il coordinare in vista di un risultato: infatti il comporre è un’azione tipicamente umana e quindi razionale, ordinata.

Ora, mentre il verbo comporre e la parola composizione hanno un significato generico, la parola componimento ha un significato molto più ristretto: è limitata, cioè, allo sviluppo scritto di un argomento.

E’ essenziale all’idea di comporre l’idea di ordine, armonia.

Gli elementi essenziali di ogni composizione sono il contenuto e la forma.

Si è discusso a lungo sulla maggior importanza dell’uno o dell’altra, ma sono discussioni inutili, perché contenuto e forma sono ugualmente importanti, anzi inscindibilmente uniti.

Il contenuto è ciò che si dice, i fatti narrati, forma è “il modo di dirlo”, il modo di costruire la pagina.

Ciò che unisce e fonde inscindibilmente contenuto e forma è l’armonia, parola greca che significa adeguatezza, proporzione, convenienza.

Ogni stonatura, sproporzione, sconvenienza di contenuto e di forma uccide il componimento, ne fa una informe congerie di parole e di idee.

Ora facciamo un’astrazione, per capire meglio, dividiamo per un attimo contenuto e forma.

 

CONTENUTO

Quello che si dice deve avere due qualità:

essere logico, cioè chiaramente pensato

essere concreto, cioè frutto di un’esperienza reale.

Tutto ciò che si è realmente provato, coi sensi, col sentimento, col pensiero, con lo spirito, è esperienza concreta, cioè realmente fatta da noi.

Se si dà al contenuto non il frutto di un’esperienza concreta, ma si va nel campo delle parole vuote, il componimento sarà viziato all’origine, sarà vuoto.

 

FORMA

Anche la “maniera di dire” quello che vogliamo deve essere chiara, cioè esprimere veramente, in modo chiaro, ciò che intendiamo comunicare agli altri.

 

ARMONIA COORDINATIVA E POETICA

Forma e contenuto devono corrispondersi, essere intimamente fatti uno per l’altra. Ciò si ottiene curando la concretezza del contenuto, collegando tra loro in modo conveniente e logico delle idee, immagini ecc.: questa è l’armonia coordinativa: essa ci insegna la misura (proporzione) e la buona disposizione (prospettiva, costruzione, architettura) delle varie cose che vogliamo dire.

Le parole e i suoni e la loro disposizione, la reciproca influenza, creano degli effetti, producono delle sensazioni, svegliano dei sentimenti: saper dare adeguatezza e proprietà di tono e di ritmo alle cose dette è compito dell’ armonia poetica, la quale dalla forma (disposizione, effetti dell’espressione), ci riporta al contenuto (cose, idee, immagini).

Qualsiasi tipo di componimento ti sia richiesto (descrittivo, narrativo, poetico, informativo, interpretativo, argomentativo) dovrai curare contenuto e forma ed armonia coordinativa.

 

LA PAROLA E I SUOI REQUISITI

 

Chi scrive deve conoscere le leggi d’uso della parola che si compendiano in tre grandi sezioni: morfologia, sintassi, stilistica.  La  morfologia si occupa delle forme, della flessione delle parole, della distinzione delle varie parti del discorso ecc.

La sintassi si occupa dei collegamenti logici delle parole nel discorso.

La stilistica riassume in sé le sezioni precedenti e contiene i segreti del mestiere.

Se si conoscono le regole grammaticali, lo studio delle parole in se stesse considerate non è finito: occorre infatti studiarne tre requisiti molto importanti: la purezza, la proprietà e l’eufonia.

 

PUREZZA

 

Si dice che una parola di una lingua è pura quando appartiene veramente a quella lingua. Il prestito da una lingua straniera si chiama barbarismo, il prestito da un dialetto idiotismo o dialettalismo, le parole di nuovo conio si chiamano neologismi.  E’ ovvio che neologismi giustificati dal progresso della  scienza e della tecnica non sono da evitare.  Molti neologismi però sono brutti ripieghi dell’ignoranza e della pigrizia mentale, e in questo caso vanno eliminati.

 

PROPRIETA’

 

Si dice che una parola è propria, quando esprime esattamente e propriamente una data idea. Difetti contrari alla proprietà sono: l’ambiguità, l’inesattezza, l’imprecisione che impediscono la chiara comprensione dell’idea.

 

I SINONIMI

Bisogna distinguere tra sinonimi veri e doppioni. Sinonimi sono parole di significato affine, ma non identico.  Essi sono una  ricchezza per la lingua e sono utilissimi a chi scrive.

Doppioni sono invece parole di significato uguale e non rappresentano una ricchezza per la lingua: si tratta per lo più di barbarismi o neologismi.

 

EUFONIA

Mentre la purezza e la proprietà riguardano le parole in se stesse considerate, l’eufonia riguarda il suono delle singole parole in rapporto con il suono di altre.  Come i rapporti delle note possono essere armonici o no, così i rapporti dei suoni delle parole possono essere eufonici o no.  Non solo i poeti, ma anche i prosatori hanno sempre dato la massima importanza al giuoco di suoni che dipende dalla collocazione delle parole e dalla loro scelta.

 

Esempio di eufonia

Il cielo di Lombardia (A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XVII)

 

“Il cielo prometteva una bella giornata: la luna in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava nel campo immenso d’un bigio ceruleo, che, giù verso l’oriente, s’andava sfumando leggermente in un giallo roseo.  Più giù, all’orizzonte, si stendevano, a lunghe falde ineguali, poche nuvole, tra l’azzurro e il bruno, le più basse orlate al di sotto d’una striscia quasi di fuoco, che di mano in mano si faceva sempre più vivo e tagliente: da mezzogiorno altre nuvole ravvolte insieme, leggiere e soffici, per dir così, s’andavano lumeggiando di mille colori senza nome: quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”.

 

Basta provare a cambiare qualche parola e la magia di questa descrizione va persa (est al posto di “oriente” o illuminando al posto di “lumeggiando”).

 

LA FRASE E I SUOI REQUISITI

 

Nella frase le parole non sono legate soltanto da rapporti tonali, esistono anche i rapporti e i legami logici. Una frase è pura, propria, eufonica se è formata da parole proprie, pure ed eufonicamente collocate, ma ancor prima di possedere queste qualità deve essere logicamente costruita.

Sintassi significa appunto costruzione della frase, collegamento razionale delle parole.

A rendere più evidenti i movimenti del pensiero tradotti in proposizioni e periodi scritti, contribuisce anche la punteggiatura, la cui importanza è basilare.

La punteggiatura è intimamente collegata col pensiero.

 

FANTASIA, SENTIMENTO, ESPRESSIONE

 

Se la ragione presiede alla struttura sintattica della proposizione e del periodo, e il gusto dell’armonia alla scelta e alla collocazione delle parole, anche fantasia e sentimento hanno il loro compito nel parlare e nello scrivere: danno efficacia, calore, forza, vita all’espressione.

Esistono un’espressione propria ed un’espressione figurata, esistono figure retoriche o sintattiche.   L’espressione propria è figlia della ragione, è l’espressione scientifica, tecnica. Ma appena la fantasia viene a colorare e il sentimento ad agitare le parole e il loro insieme, ecco che nascono poetiche, comiche, significative trasformazioni della frase, accostamenti arditi di immagini, fusioni di idee.  Nascono metafore e antonomasia, iperbati, esclamazioni ecc.  E’ errato pensare alle cosiddette “figure retoriche” come ad ornamenti dell’espressione: esse, anzi, sono il modo più spontaneo e semplice con cui tutti gli uomini si sono espressi fin dalle età più remote.   In un componimento si possono usare, a patto che l’uso sia spontaneo e naturale e non forzato e pedantesco.

 

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