CESARE

 

 

13 luglio del 100 a.C. Apparteneva alla gens Iulia, famiglia del patriziato che si vantava di discendere da Iulo, figlio di Enea e perciò della dea Venere.

E’ legato con la fazione dei populares, perciò durante la dittatura di Silla è costretto ad andarsene da Roma. Va in Grecia dove perfeziona la sua eloquenza.

Tornato a Roma inizia il cursus honorum, è seguace di Mario (esp. Dei popolari) e fa esporre le sue imagines in Campidoglio.

¨      Eletto edìle, fa restaurare a sue spese la statua di Mario

¨      Per assicurarsi le simpatie polari distribuisce a sue spese grano e organizza i ludi.

¨      63 eletto pontefice massimo

¨      forse implicato nella congiura di Catilina riesce tuttavia a salvare dalla morte i congiurati

¨      62 pretore

¨      61 propretore in Spagna

¨      60 primo triumvirato con Crasso e Pompeo

¨      59 – console

¨      58- proconsolato in Gallia : va in Gallia e lascia a Clodio, tribuno della plebe, il controllo di Roma. Clodio otterrà l’esilio di Cicerone e l’allontanamento di Catone, i due grandi difensori degli ordinamenti istituzionali.

¨      58-51- successive conquiste di territori della Gallia che estendono il dominio romano fino al Reno.

¨      53: la morte di Crasso provoca una frattura dei rapporti tra Cesare e Pompeo perché Pompeo appare sempre più come il campione del senato.

¨      50: torna a Roma e gli si toglie il potere proconsolare in Gallia. Scoppia allora la guerra civile: Cesare sconfigge Pompeo.

¨      Tornato vincitore a Roma, anziché vendicarsi dei nemici, fa una politica basata sulla clementia, favorendo uomini come Cicerone e Varrone che pure avevano parteggiato per Pompeo.

¨      46- si fa eleggere dittatore per dieci anni

¨      44- si fa eleggere dittatore a vita

¨      44-inizia politica di riforme che vuole estendere la cittadinanza romana a tutte le province dell’impero, ma viene assassinato da un gruppo di congiurati guidati da Bruto, esponenti della nobiltà senatoria.

¨      I cesaricidi saranno in breve costretti a fuggire da Roma, mentre il modello di potere inaugurato da Cesare trionferà nei decenni successivi.

Attività letteraria: trattato in prosa De analogia: si propone di eliminare dalla lingua latina gli elementi lessicali e morfologici irregolari e di sostituirli, per analogia, con le forme regolari. (es. dice pater familiae e non pater familias)

Analogista e purista nella lingua, nell’oratoria seguì l’indirizzo atticista.

 

Opere: Commentarii De bello gallico (sette libri)

Il commentario era una via di mezzo tra la raccolta dei materiali grezzi, cioè gli appunti ecc. e la loro elaborazione nella forma artistica tipica della storiografia.

Cesare tuttavia dà al proprio racconto efficacia drammatica evitando troppi fronzoli retorici ed usando la terza persona.. Furono scritti di getto, ma la seconda parte è più curata.

De bello civili (tre libri): Cesare cerca di garantirsi credito presso lo strato medio, promettendo di cancellare i debiti, di mantenere la pace ed esaltando il valore dei suoi soldati.

Il tono della narrazione è apparentemente oggettivo e impassibile, tuttavia cela fini di propaganda

Politica, infatti Cesare vuol dimostrare che la guerra civile è stata provocata dai capi pompeiani.

Storia considerata come opera dell’uomo, tranne quei fatti che, sfuggendo a qualsiasi controllo, sono opera della fortuna.

Alla violenza dei nemici Cesare oppone le proprie doti di clemenza e generosità.

De analogia:  (tre libri): vi espone le sue teorie linguistiche. Cesare sosteneva di voler evitare  qualsiasi parola inusitata o strana. E’ fedele alle teorie degli analogisti, cioè dei grammatici alessandrini.

Cesare fu apprezzato nel Rinascimento francese da Montagne, poi più tardi in Cartesio ed infine da Manzoni.

Cesare dimostra anche interesse etnografico quando descrive le abitudini dei Galli

A volte sa essere ironico e sarcastico, soprattutto nel De bello civili a proposito di Marrone, valente studioso, ma politico inetto che cambia atteggiamento secondo il vento che spira.

 

STILE DI CESARE

 

 

Utilizzo di una morfologia piuttosto usuale: il verbo in fondo alla frase, molte enumerazioni, complementi e verbi giustapposti senza coordinazione, con l’effetto di descrivere luoghi ed eventi con rapidità e distacco.Lo stile si avvicina a quello dei testi giuridici, dei rapporti militari. Sono impiegati con parsimonia i costrutti che possono rendere oscuro il periodo, come la comparatio compendiarla o la variatio.Sotto il profilo sintattico periodi brevi, di carattere paratattico si alternano a periodo più ampi dove compare l’ipotassi. Molto frequente è l’utilizzo dell’oratio obliqua. Cesare evita i neologismi, gli arcaismi, nello stile usa soltanto  l’antitesi e l’anafora

 

 

 

 

 

 

 

 

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