Analizzando questa fotografia, notiamo la forza dell'acqua che ha il sopravvento sugli altri elementi naturali presenti nella foto, come le rocce. Fin dall'antichità l'acqua è sempre stata essenziale per la sopravvivenza, tanto che senza essa si arriva alla morte.Tuttavia si ricorda che a volte anch'essa la può provocare. Come ad esempio i naufragi, le inondazioni… Qui sopra infatti sono rappresentate le onde nel momento in cui si scagliano contro gli scogli. Con questa foto l'autore, G. Bacchetta, vuole esprimere lo sfogo della rabbia trattenuta dall'acqua per molto tempo che poi finalmente sfocia nel culmine dell'onda. Inoltre quelle rocce possono essere la causa di questa esplosione, come se fossero la metafora visiva di un ostacolo che turbi improvvisamente il normale flusso della vita. Infatti questa esistenza piana come il mare calmo in una fresca mattinata, può rilevarsi tutto ad un tratto turbata da qualcosa d'improvviso, come ,appunto, l'acqua contro delle rocce. Tuttavia la forma degli intralci può variare, come cambiano orientamento e posizione i vari massi dello scoglio: l'acqua sovrasta una pietra bassa, mentre con una alta il mare si divide in tante goccioline per poi riunirsi, superato l'ostacolo. Per quanto riguarda i colori vi è un contrasto tra il nero dei sassi e il bianco della schiuma provocata dall'impatto. Inoltre come la vita e il mare cambiano stato allo scontro, anche il colore dell'acqua, prima azzurro-blu, diventa bianco. Complessivamente l'immagine provoca un senso di tormento e di angoscia, che comunque viene contrastato dal colore chiaro della schiuma marina che infonde sensazioni di serenità e di speranza alla foto.
Lavoro di Alessia Dayan, Fabio Cataudella e Eleonora Freddi