La poesia “ Allegria di naufraghi” di G.
Ungaretti è una breve metafora che ha come soggetto le difficoltà della
vita, simboleggiate dalla parola “naufragio”.
Il poeta fa uso di un gran numero di figure retoriche. Queste iniziano dal
titolo, dov'è presente un ossimoro tra il sostantivo “allegria” e
“naufraghi”.
L'inizio insolito del primo verso con la congiunzione “e”, è dovuto
al fatto che Ungaretti vuole riprendere una riflessione iniziata
precedentemente.
Tra il primo e il secondo verso si nota un enjambement che crea una
forte frattura nella continuità del messaggio per rappresentare anche
visivamente le molte "fratture" che la vita ci offre, ossia i
dolori, le esperienze negative, la morte. L'enjambement in questione serve
inoltre ad isolare la parola “viaggio”, sostantivo che simboleggia la vita
ed al quale il poeta vuole dare una grande importanza.
Dalla terza riga in poi inizia una similitudine, introdotta dalla congiunzione
“come”.
Nella poesia, inoltre, è presente un secondo enjambement tra i sostantivi
“un superstite” e “lupo di mare”. Questa divisione dei due vocaboli,
come quella precedente, è voluta dal poeta per mettere in risalto “un
superstite”, parola chiave della poesia, poiché egli nella sua vita ha
dovuto superare numerose difficoltà che lo fanno sentire come un
sopravvissuto. L'ultimo verso ha un duplice significato. “Lupo di mare”,
infatti, viene utilizzato sia per indicare un uomo solitario, sia per
sottolineare le molteplici esperienze negative che il superstite ha
attraversato.
Il testo poetico è caratterizzato dalla presenza di un sentimento ottimista,
ma allo stesso tempo rassegnato.
Commento alla poesia di Ungaretti
“Allegria di naufragi” -a cura di Agnese Marcelli
La breve poesia, scritta da Ungaretti, composta da 5 versi, “Allegria di
naufraghi”, è la metafora delle mille difficoltà che qualsiasi persona può
incontrare nel cammino della propria vita. Questa composizione, benché
breve, racchiude nel suo insieme alcune figure retoriche, la prima delle
quali si può riscontrare nel titolo che è un ossimoro. Come alcune poesie di
Giovanni Pascoli anche Ungaretti comincia questa composizione poetica con la
congiunzione “e”, che riprende qualcosa del passato. Nel secondo verso
inserisce il soggetto dell'intera poesia, il viaggio, che è considerato
la metafora della vita, e perciò, essendo l'elemento più importante,
viene “isolato” in unico verso. Dopo ciò il poeta, inserisce una
similitudine che introduce la parola chiave di tutta la composizione,
“superstite” che rappresenta colui che è sopravvissuto a qualcosa di
terribile. L'ultimo verso, infine, “lupo di mare” simboleggia sia la
solitudine, sia colui che è esperto in qualsiasi tragico avvenimento.
Inoltre si possono riscontrare due enjambement, un artificio metrico
per il quale parole strettamente legate sul piano sintattico, sono separate
dalla pausa di fine verso. In generale si può affermare che questa poesia così
concisa e semplice, nasconde un significato autobiografico. La poesia risulta di
conseguenza triste ma anche ottimista; ciò è dovuto alla speranza nella
vita ( il viaggio), che è la forza che fa superare ogni momento di difficoltà.
“Allegria
di naufragi”, lirica composta nel 1919 da Giuseppe Ungaretti, fa parte della
prima fase della stagione creativa del poeta (quella fase che prende il nome di
Ermetismo). Durante questo periodo, Ungaretti compone poesie brevi, con lo scopo
di trasmettere significati profondi e di raccontare l’inenarrabile. Nel
componimento si può notare una massiccia presenza di figure retoriche, a
partire dall’ossimoro presente nel titolo. In questo caso, infatti, vengono
accostati due sostantivi dal significato opposto. Secondo un’interpretazione
mia e dei miei compagni di classe, il poeta vuole sottolineare le mille
difficoltà, i mille ostacoli della vita.
La
congiunzione “E”, utilizzata da Ungaretti all’inizio del primo verso,
implica che il discorso trattato nella composizione è un discorso già iniziato
precedentemente: il viaggio interrotto riprende il suo corso. E’ facilmente
intuibile che l’enjambement presente tra il primo ed il secondo verso voglia
mettere in risalto il tema centrale della poesia: è proprio il viaggio, sospeso
(come già detto precedentemente) e ripreso. Ed anche la vita vive di queste
fasi altalenanti: si ferma davanti ad un ostacolo fino a quando non riesce a
superarlo, fino a quando non riesce a riprendere il suo cammino. Nel terzo verso
si parla proprio della sospensione di questo cammino: “come dopo il
naufragio” è una similitudine riferita al viaggio. In particolare la
parola naufragio sottolinea proprio la brusca interruzione del percorso della
vita. Il quarto verso, come del resto il secondo, è composto solamente da un
articolo e da un sostantivo. Qui il poeta decide di utilizzare la metafora del
superstite per sottolineare l’immane gravità delle sofferenze; gravità così
grandi da poter rischiare di morire. Il quinto verso “serve” al poeta un
po’ per caratterizzare questo superstite. “Lupo di mare” appare
proprio l’espressione più adatta per definire la persona esperta che cerca di
superare le difficoltà. Da annotare che tra il verso quattro ed il verso cinque
è presente ancora un enjambement. In conclusione possiamo affermare che
“Allegria di naufragi” non è altro che una metafora della nostra esistenza.
Nel corso di essa andiamo inevitabilmente incontro a tante difficoltà che solo
in un modo possiamo superare: con la forza della vita. Chiedere a Raf…
Christian A. Pradelli
Cl. 2°D