Allegria di naufragi - di G. Ungaretti
Versa il 14 febbraio 1917
 
E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare

Prima di cominciare: la vita e il pensiero di Ungaretti

 

Commento della poesia “Allegria di naufraghi” - a cura di Alessia Dayan
 
La poesia “ Allegria di naufraghi” di G. Ungaretti è una breve metafora che ha come soggetto le difficoltà della vita, simboleggiate dalla parola “naufragio”.
Il poeta fa uso di un gran numero di figure retoriche. Queste iniziano dal titolo, dov'è presente un ossimoro tra il sostantivo “allegria” e “naufraghi”.
 L'inizio insolito del primo verso con la congiunzione “e”, è dovuto al fatto che Ungaretti vuole riprendere una riflessione iniziata precedentemente.
Tra il primo e il secondo verso  si nota un enjambement che crea una forte frattura nella continuità del messaggio per rappresentare anche visivamente le molte "fratture" che la vita ci offre, ossia i dolori, le esperienze negative, la morte. L'enjambement in questione serve inoltre ad isolare la parola “viaggio”, sostantivo che simboleggia la vita ed al quale il poeta vuole dare una grande importanza.
Dalla terza riga in poi inizia una similitudine, introdotta dalla congiunzione “come”.
Nella poesia, inoltre, è presente un secondo enjambement tra i sostantivi “un superstite” e “lupo di mare”. Questa divisione dei due vocaboli, come quella precedente, è voluta dal poeta per mettere in risalto “un superstite”, parola chiave della poesia, poiché egli nella sua vita ha dovuto superare numerose difficoltà che lo fanno sentire come un sopravvissuto. L'ultimo verso ha un duplice significato. “Lupo di mare”, infatti, viene utilizzato sia per indicare un uomo solitario, sia per sottolineare le molteplici esperienze negative  che il superstite ha attraversato.
Il testo poetico è caratterizzato dalla presenza di un sentimento ottimista,  ma allo stesso tempo rassegnato.

 

Commento alla poesia di Ungaretti “Allegria di naufragi” -a cura di Agnese Marcelli

La breve poesia, scritta da Ungaretti, composta da 5 versi, “Allegria di naufraghi”, è la metafora delle mille difficoltà che qualsiasi persona può incontrare nel cammino della propria vita. Questa composizione, benché  breve,  racchiude nel suo insieme alcune figure retoriche, la prima delle quali si può riscontrare nel titolo che è un ossimoro. Come alcune poesie di Giovanni Pascoli anche Ungaretti comincia questa composizione poetica con la congiunzione “e”, che riprende qualcosa del passato. Nel secondo verso inserisce il soggetto dell'intera poesia, il viaggio,  che è considerato la metafora della vita, e perciò, essendo l'elemento più importante,  viene “isolato” in unico verso. Dopo ciò il poeta, inserisce una similitudine che introduce la parola chiave di tutta la composizione, “superstite” che rappresenta colui che è sopravvissuto a qualcosa di terribile. L'ultimo verso, infine, “lupo di mare” simboleggia sia la solitudine,  sia colui che è esperto in qualsiasi tragico avvenimento. Inoltre si possono riscontrare due enjambement,   un artificio metrico per il quale parole strettamente legate sul piano sintattico, sono separate dalla pausa di fine verso. In generale si può affermare che questa poesia così concisa e semplice, nasconde un significato autobiografico. La poesia risulta di conseguenza triste ma anche ottimista; ciò è dovuto alla speranza  nella vita ( il viaggio), che è la forza che fa superare ogni momento di difficoltà.

Allegria di naufragi – di G. Ungaretti – a cura di Christian Pradelli 

 

 

“Allegria di naufragi”, lirica composta nel 1919 da Giuseppe Ungaretti, fa parte della prima fase della stagione creativa del poeta (quella fase che prende il nome di Ermetismo). Durante questo periodo, Ungaretti compone poesie brevi, con lo scopo di trasmettere significati profondi e di raccontare l’inenarrabile. Nel componimento si può notare una massiccia presenza di figure retoriche, a partire dall’ossimoro presente nel titolo. In questo caso, infatti, vengono accostati due sostantivi dal significato opposto. Secondo un’interpretazione mia e dei miei compagni di classe, il poeta vuole sottolineare le mille difficoltà, i mille ostacoli della vita.

    La congiunzione “E”, utilizzata da Ungaretti all’inizio del primo verso, implica che il discorso trattato nella composizione è un discorso già iniziato precedentemente: il viaggio interrotto riprende il suo corso. E’ facilmente intuibile che l’enjambement presente tra il primo ed il secondo verso voglia mettere in risalto il tema centrale della poesia: è proprio il viaggio, sospeso (come già detto precedentemente) e ripreso. Ed anche la vita vive di queste fasi altalenanti: si ferma davanti ad un ostacolo fino a quando non riesce a superarlo, fino a quando non riesce a riprendere il suo cammino. Nel terzo verso si parla proprio della sospensione di questo cammino: “come dopo il naufragio” è una similitudine riferita al viaggio. In particolare la parola naufragio sottolinea proprio la brusca interruzione del percorso della vita. Il quarto verso, come del resto il secondo, è composto solamente da un articolo e da un sostantivo. Qui il poeta decide di utilizzare la metafora del superstite per sottolineare l’immane gravità delle sofferenze; gravità così grandi da poter rischiare di morire. Il quinto verso “serve” al poeta un po’ per caratterizzare questo superstite. “Lupo di mare” appare proprio l’espressione più adatta per definire la persona esperta che cerca di superare le difficoltà. Da annotare che tra il verso quattro ed il verso cinque è presente ancora un enjambement. In conclusione possiamo affermare che “Allegria di naufragi” non è altro che una metafora della nostra esistenza. Nel corso di essa andiamo inevitabilmente incontro a tante difficoltà che solo in un modo possiamo superare: con la forza della vita. Chiedere a Raf…

 

Christian A. Pradelli

Cl. 2°D

 

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