Classe, rimembri ancora
quel tempo della tua vita scolare
Quando Manini, Orsini e Cataudella
Facean gridare persino la bidella?
Risonavan le nostre aule e le vie d’intorno
Allor che ai giochi vi dedicavate
E neppure a pregarvi studiavate!!!
Io due chili di gessi al dì compravo
E nella borsa di scuola li ficcavo
Per non restarne priva all’occorrenza,
e non svelar di Orsini la scemenza.
Che schiamazzi, che note allor, o classe mia!
C’era Venier che, mamma mia,
Al pensiero del sangue già tremava
E Cannarozzi, un poco evanescente
Che giorno e notte ognor fantasticava,
e del tema capiva poco o niente,
per non parlar del prode Golia Andrea
che ad ogni test la soluzion copiata avea!
E che dir dell’alunna Alippi Marta,
Un tempo attenta e giudiziosa,
Divenuta vieppiù men industriosa
Che pensava soltanto alla sua quarta,
sezione C, la gioia dei suoi occhi,
ormai priva della vista di Fratocchi?
Amori nati, sepolti e ricreati,
amori nuovi, dal nulla or or sbocciati
Sui banchi della mitica sezione:
c’era Manini a fianco di Tirone
e Cataudella, simile a un moscone
che con tutte a turno ci provava,
ma spesso a mani vuote sen tornava!
Per non parlar del grande Capitani,
alla parvenza serio e compassato,
che con molte compagne oggi o domani
di sicuro un approccio avrà tentato!
Chiara Di Paola, sempre un po’ imbronciata,
nell’ora di latino scuse assurde
Cercando andava per essere graziata,
Inventando partenze di zie curde.
Per non esser da meno Bergamaschi
Fingea malanni a causa di piovaschi.
Modanesi disinvolta or si offriva volontaria,
ma spariva per sei mesi, forse per cambiare aria.
La Ferretti e la Villaschi,non volendo fare fiaschi
proponevan discussioni su problemi ed opinioni.
Da due anni Bellantoni circolava col cd
Per mostrare ai professori il lavoro suo indefesso
E richieder lì per lì di ottenere un compromesso.
Esigenze corporali improvvise e molto urgenti
Costringevano Miliano, nelle ore di italiano
Ad uscite assai frequenti ai WC del terzo piano.
In un angolo appartato stavan Trebbi e Zanirato
Per discuter di nascosto chi dei prof fosse il più tosto.
Silvia, rimembri ancora, quando con fare Serio
proponevi assemblee nella mia ora?
Si parlava di tutto, di nozze e d’ adulterio,
di parenti, d’amor, della zia suora…
Incalzava Dayan, con fare astuto,
allargando il discorso all’Istituto
e chiedendo il parere di Marcelli
su scuola, prof. e pure sui bidelli.
Il grande Christian, di rime assai esperto
A viva voce un carme declamava
Come leggesse su di un libro aperto,
e l’intervento mai non terminava.
E’ l’appello ormai finito:
mancan Freddi e la Gremito
che col loro far cortese
portan lustro al Bel Paese
e ricevono ovazioni
dai compagni del Marconi.
(Gisella Malagodi)