SCARABEOAnche detto Kepher, lo scarabeo sacro � simbolo di trasformazione e rinascita. E' l'aspetto del sole all'alba ("Io sono Keper al mattino, Ra a mezzogiorno e Atum alla sera", come recita una nota preghiera del Libro dei Morti). La simbologia di rinascita deriva dall' abitudine dello scarabeo di avvolgere le sue uova in una pallina di sterco, dalla quale fuoriescono i nuovi nati, generati apparentemente da se stessi.
Lo scarabeo racchiude simboli solari (con le ali aperte � l�immagine del Sole nel suo duplice cammino, ascendente e discendente; quando sotterra la palla di sterco rappresenta Ra che cala dietro la montagna; � il sole dell�alba) e lunari (ha 28 ore di gestazione). Sulla mummia veniva messo uno scarabeo (generalmente di oro e argento per unire i simboli di sole-luna) all�altezza del cuore. Esso per� non rappresenta il cuore fisico ma il cuore sottile, sede dell�Intelligenza del cuore, che il defunto non deve perdere e che subisce le trasformazioni. Keper, infatti, � il simbolo della �conoscenza per confondimento�, dell�Intelligenza del cuore, che per�, per creare la coscienza dell�Io, deve essere tradotta tramite le facolt� cerebrali, che rappresentano un altro dei simboli espressi dallo scarabeo.
Lo scarabeo sacro dell�antico Egitto, in genere � raffigurato nell�intestazione di papiri o di importanti raffigurazioni geroglifiche. Trattiene tra le zampe anteriori il disco solare, ed � munito delle ali del falco. Gi� venerato in epoca antichissima, venne imposto come divinit� solare dal clero di Eliopoli. La radice del suo nome indica il verbo sorgere, ed � rappresentato in forma umana con uno scarabeo sul capo, oppure antropomorfo con corpo umano e testa di scarabeo. Nella ritualit� funeraria lo scarabeo del cuore era un amuleto deposto sulla mummia in corrispondenza del cuore; sul ventre recava inciso il capitolo XXX oppure il capitolo LXXV del "Libro dei Morti".
Riprodotto in vari materiali (pietre dure, steatite invetriata, calcare, fa�ence), acquista grande importanza come amuleto e fa spesso parte del corredo funerario; essi sono i talismani egiziani pi� conosciuti nel mondo tuttavia pochi conoscono le vere capacit� di questo simbolo magico.
Sul piano spirituale e psichico questo talismano favorisce l'aquisizione di saggezza ,veggenza e visioni profetiche,nonch� l'evoluzione spirituale. Sul piano materiale protegge contro gli infarti e gli incidenti,neutralizza sfortuna e combatte ogni difficolt�.
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BASTETLe leggende narrano che Bastet avesse originariamente una forma aggressiva e che rispondesse al nome di Sekhmet. Si trattava di una dea con le sembianze di una crudele leonessa, vendicativa, che sputava fuoco contro i nemici del faraone, rappresentava le forze selvagge della natura umana e non a caso era considerata dea della guerra.
Solo il Dio Thot riusc� a calmarla e a trasformarla in gatta, forse a dimostrazione dell'addomesticamento delle forze selvagge e bestiali della natura umana,ossia,il trionfo della civilt� e della diplomazia sul conflitto.
Dalle immagini rappresentate nei geroglifici e nei dipinti funerari si evince che Bastet era una divinit� con ruoli molto diversi tra loro, le veniva attribuito il compito di protettrice della famiglia e della casa ma era anche considerata dea del piacere e del lesbismo, signora delle arti e della generosit�, portatrice di fertilit� e abbondanza, era inoltre la dea del sole e della luna, della verit� e della civilizzazione, ed in fine protettrice dei gatti. Bastet veniva spesso rappresentata con corpo di donna e testa di gatto.
Il centro di culto di questa divinit� era PerBast (per=casa, Bast=Bastet), detta dai greci Bubasti, luogo in cui annualmente le folle di pellegrini portavano in dono oggetti preziosi ed i corpi imbalsamati dei loro gatti: era l'occasione per un grande raduno, un vero e proprio carnevale, durante il quale ci si ubriacava per poter comunicare con la dea e stabilizzare cos� l'energia cosmica.
Il gatto era visto dagli egizi con grande affetto e venerato con devozione, quindi ornato di pietre preziose, viziato e coccolato. La sua ostilit� verso roditori e serpenti lo fece apprezzare come guardiano dei granai ed il suo particolare modo di essere contribu� ad associarlo alla sensualit� ed alla spiritualit�. Originariamente il gatto, importato dall'Etiopia e chiamato onomatopeicamente "miu" o "mau", fu consacrato alla dea Iside e solo successivamente a Bastet.Alla morte dei beneamati felini, i proprietari si radevano le sopracciglia in segno di lutto ed organizzavano un elaborato rituale funebre, i sacerdoti controllavano che il gatto fosse morto di morte naturale, pena la morte dell'uccisore, e successivamente si procedeva all'imbalsamazione ed alla sepoltura.
Fate e maghe, le sacerdotesse di Bastet erano le iniziatrici della magia sessuale. "Egli. il re, � Bastet che protegge i due paesi. Chi lo loda sar� protetto dal suo braccio. Egli � Sekhmet contro quelli che trascurano i suoi ordini. Chi lo contraria sar� oppresso dagli affanni". (insegnamento di Amenemhat III della XII Dinastia).
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