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| Diciottesimo giorno, Terzo mese dell�anno Duemilaecinque ��Il barone Reddausen secondo canto�� Mio caro amico Ser Merk, vi avevo lasciato tempo addietro, con il racconto della mia prima avventura nella quale ero stato protagonista di un �sinistro� incontro; tuttavia come ben sapete sono un cuore impavido e nonostante la mia giovane et�, ho saputo render �Pan per schiacciatina� al nemico. Se avete per� letto con attenzione la mia missiva, vi avevo gi� accennato di un'altra avventura che mi � capitata e venendo al sodo vado subito a narrarvi i fatti. Mi ero recato in visita alla citt� di Sesjovan a portare i saluti della mia famiglia ad un vecchio amico, il Marchese Budi de la Trompi�. Il cammino era stato tranquillo fino al valico dei Baldes, dove avevo dovuto scalare a mani nude la cima, con il mio fido purosangue �Gullit� legato alla schiena, per poi discendere dall�altra parte. Raggiunta per� la dimora del caro Budi, fui accolto a braccia aperte, come si conviene ad un salvatore, dai suoi inservienti che mi raccontarono in breve ci� che era accaduto di recente tra le stanze del castello. Pareva difatti che un�oscura presenza imperversasse nelle notti di luna piena, trasformando le ore atte al riposo, in un incubo, tanto che il Marchese, era stato colto da una strana forma di malattia mentale che lo aveva reso muto. Merk credetemi, mi sono sentito come un alveare di miele che attira il goloso olfatto degli orsi, infatti, quella notte indovinate un po�, la luna avrebbe irradiato la sua pallida luce in tutta appieno. Pare che il fato volesse dunque mettermi un'altra volta alla prova, cosi dopo aver recato i saluti e gli omaggi all�amico Marchese �ammalato�, mi congedai nelle mie stanze per prepararmi a viver la notte. Avevo preparato tutto nei minimi dettagli: Sciabolone da Maragi� in puro acciaio Inox, costruito dal mio buon nonno (pace all�anima sua), fondendo la batteria di pentole della nonna (ancora viva e in una forma smagliante, da fare invidia a molte giovin donzelle). Lancia da caccia ai rinoceronti con mirino e finiture in resina di Acero, pugnale da lancio fatto a boomerang utilissimo per fare le finte ai nemici (il rischio � quando non centra i nemici, ma ritorna verso di me) ed infine il tocco da guerriero, in altre parole, fascia �sudorale e grintosa� alla fronte, chiaramente di colore Rosso sangue per intimorire l�avversario. Sistemate le ultime cose, mi metto comodo su di una poltrona al centro della stanza, attendendo che la luce della luna filtri dalle finestre, nel frattempo sgranocchio qualcosa, di modo da avere le energie necessarie per affrontare un�eventuale battaglia, cosi se ne vanno un kilo di biscotti, due cosce di fagiano, una brocca di vino rosso rigorosamente fermo, per accompagnarsi alla zuppa di fave, aglio, gianduia e fagioli rigorosamente della valle dei morti (difatti come ben saprete l� la terra � ricca di concime e le verdure vengon su che � un piacere). Nonostante per� il tempo corresse via bivaccando, nulla di strano pareva disturbare la notte al castello, tranne un lagnoso miagolio di gatti in calore che alla fine m�innervos� al punto tale che lasciai la mia posizione guardinga per dirigermi verso la porta e guardare fuori nel corridoio da dove giungeva il fastidioso suono. Credetemi Merk, lo stupore fu tale che prima ancora che capissi cosa stesse accadendo, una bestia pelosa e dalle forme feline, balz� sopra di me scaraventandomi a terra. Avrei potuto supporre che poteva esser una pantera dal colore, l�unico problema erano le tre teste che in men che non si dica, aprirono le fauci pronte ad azzannarmi. Fu allora, privo di alcun�arma, che ricordai gli insegnamenti del vecchio Sensei �Miaghi Angelo San� e infilai il braccio destro nelle fauci della prima testa, il sinistro nella seconda ed il piede sinistro �scalzo� nella terza, cominciano a prendere a cazzotti e pedate le povere tonsille del �micione��ci misi poco a farlo desistere dall�attacco, finendolo con il colpo segreto Naso-cervello. Si sa amico caro, che avrei dovuto colpirlo 21 volte mortalmente per poterlo definitivamente chiamare carogna, ma sono in ogni modo un amante degli animali e cosi nella mia magnanimit�, lo presi per il coppino e lo lanciai fuori dalla finestra, promettendogli che se sarebbe tornato, non sarei stato tanto buono. Fu cosi che anche il mistero del Castello del Marchese Budi si dissolse, come il miagolio del gatto a tre teste, ed io potei lasciare Sesjovan fiero di una nuova avventura� Il Barone di Reddausen al suo amico Ser Merk "Quello e' il duro pi� duro che abbia mai incontrato in vita mia. Avete visto che faccia di cuoio? Se non fosse per gli occhi sembrerebbe un mocassino!". Billy Crystal (Mitch Robbins) in Scappo dalla citta' |