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Nono giorno
Undicesimo mese anno duemilaequatto

�Ci sono momenti che sono solo nostri�

Eolo sul Divano:
Piano con estrema lentezza, adagio il respiro sotto una coperta, osservando oltre la tenda la foschia d�autunno, che ingiallisce anche i pensieri, a farmi compagnia questo Sabato pomeriggio un film, un bel film, almeno � quello che spero. Distendo le gambe sulla sedia, poggiando comodamente la testa su di un cuscino, mentre i nervi si distendono sul divano, appagati da quella strana sensazione di serenit� che pare avvolgermi. Rilassato mi concedo un po� di tempo per me stesso, per fare quello che mi piace, vestito d�una morbida tuta che mai come in questo momento, sento come una seconda e calda pelle. Il resto del mondo � chiuso fuori dalla mia porta e davanti o una nuova storia in cui immergermi. Probabilmente quando sullo schermo scorreranno i titoli di coda io star� gi� simulando di combatter contro qualche �marrano�, perch� � quello il bello, immedesimarmi nei personaggi e sentire, anche solo per poco, che quello che di straordinario possono vivere, in quel momento � come se lo vivessi tu. Cosi sorrido, illudendomi che prima o poi possa accadere qualcosa di insolito, qualcosa che mi stravolga la vita, che mi faccia vivere come in un film, un altro sorriso per�, pi� convinto del primo, mi porta a riformulare quel breve pensiero, scorro la vita di un uomo, i problemi che deve affrontare, le piccole cose, le grandi tragedie, ed alla fine mi rendo conto che i veri eroi siamo noi, noi che �proviamo� a vivere la nostra vita, nonostante tutti e tutto. Possiamo provare ad attaccarci a qualche certezza, ma chiss� per quale motivo le nostre certezze poi sono quelle che a volte ci spingono pi� lontano, che ci ribaltano e ci trasformano il modo di pensare. Ed allora verrebbe da chiedersi a che scopo tutto questo, per quale fine� No, no, meglio fermarsi talvolta e non avanzare nel porsi domande, � meglio recuperare i pensieri e lasciare che gli occhi ritornino a concentrarsi sullo schermo. Ci sono due attori in scena e non sia mai che il significato del film, venga espresso in questo medesimo istante.

Il sabato di Demetra:
La porta che si chiude dietro le spalle, � sabato, la casa silenziosa mi accoglie come un mondo fatato. Finalmente sola. Apro l�acqua nella vasca, la riempio di bagnoschiuma. Accendo le candele, la musica in sottofondo. Entrare in quella vasca � quanto di pi� rilassante mi venga in mente. Chiudo gli occhi e lascio correre la mia mente, fantasia a briglia sciolta, nessuno e�dico nessuno che possa in quel momento impedirmi di sognare. Posso finalmente aprire le porte del mio mondo che a tanti incute timore�l�istinto che prevale sulla ragione. Chiss� quanti si fermano a domandarsi quante volte in un giorno sono veramente se stessi. Forse il guaio � proprio questo. Non ci fermiamo mai. Un�eterna rincorsa verso qualcosa o qualcuno. Un�eterna fuga da noi stessi. Mi piace ritrovare me stessa. Mi piace ritrovarmi e piacermi.

Prometeo non la smette..
� un'altra notte che non dormo, resto a guardare il soffitto mentre prende i colori dell�alba, ed il cuore mi batte forte, nei miei pensieri gli istanti appena trascorsi di una vita al limite, sapendo di essere andato contro le regole, ma ancora troppo in panne per negare davanti allo specchio di farmi schifo. I miei momenti di felicit�, corrono dietro ad una scia, che mi accompagna, facendomi credere di stare bene, facendomi credere che senza di lei non pu� essere una bella serata, eppure se mi vedi , dietro ad un sorriso di plastica, sono felice�almeno credo�almeno in questo istante.

Atena e il compagno:
Un gattino? La sola idea mi riempie di tenerezza. Guardo la foto di mia madre, giovane, bella, con in braccio un gattino. � datata ottobre �63. Ottobre e tutto quel sole, sul balcone di mia nonna, pieno di piante e di fiori. Quando ero bambina mi pareva enorme, come un giardino. E cos� scopro che anche a mia madre piacevano i gatti. Buffo che adesso non le piacciano pi�. O almeno, lei dice cos�. Perci� adesso mi sono regalata un gattino che mi faccia le fusa, che viene a svegliarmi nel letto, che mi salta sulle gambe mentre sono sul divano a guardare la tv. L�idea di farlo crescere in un appartamento, in una citt� � un po� triste, senza un angolino di verde, cos� come non mi piacerebbe l�idea di far crescere dei bambini in questa citt�. Cos�, osservo la mia casa, un po� vuota ed un po� sterile, dove solo le piante hanno il piacere di abitare (io ci passo davvero poco tempo qui dentro), ma ho un mucchio di pelo, un piccolo dolce compagno da cui farmi coccolare.

                                                                                                    Ser Merk
                                    

�Chi ritiene di essere troppo grande per le piccole cose, � troppo piccolo per le grandi�.
Sconosciuto
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