ti Odio di più

merdazine.  Natale! Festa in famiglia, festa della gozzoviglia.

Trovi inoltre la Vigilia del Natale, il buon Santo Stefano,

e tutte le altre belle festività! Mavalà! Una novità!

numero 34; anno 8°/2002.

dicembre 2002.

sanctus

Caro lettore di alto morale,

abbiamo raggiunto un altro Natale.

Ci sei arrivato in nostra compagnia,

che condividi leale la nostra sinfonia,

che apprezzi sincero la nostra ironia,

che come noi vai a letto con le galline,

ma che ti piace aggirati nelle cantine,

per poi scrivere poesie per la merdazine,

che sono digeribili come zucchine,

che non producono niente di cerebrale,

che ci commuoviamo all'arrivo del Natale!

Cari lettori, un augurone,

ma state allerta, e fate attenzione,

non strafogatevi con il cenone,

salite con noi queste ripide scale,

che portano diritto al  Bianco Natale.

Un abbraccio ed un augurone

a voi che siete delle persone buone!

Un augurone da tutta la redazione!

martedì 24 dicembre 2002

Il Blues di Natale

Natale è arrivato!

Natale è arrivato,

Tesoro!

Però niente ti ho regalato

Perché in tasca

Non ho nemmeno un soldo bucato

 

Ho visto una pensionata.

Mi ha ricordata

Mia mamma che se n'è andata.

Non ricordo più dove l'hanno portata.

Non ricordo nemmeno dove l'hanno interrata.

 

Non ho soldi per farmi

Non ho soldi per bucarmi,

Babie,

Non riesco più a concentrarmi.

Sento il peso che vuole schiacciarmi.

 

Natale è arrivato!

Natale che è santo.

Ma io non lo sento

Nonostante le Domeniche d'Avvento

E le mie domeniche d'avvelenamento.

 

Dove sei Babie?

Vieni qui piccola

Vieni qui Bambola.

Tu sei la mia Cenerentola.

Ma questa è un'altra favola...

 

Seduto sul cesso alla Vigilia,

spruzzo la merda che è una meraviglia,

spruzzo la merda come una conchiglia,

spruzzo la merda che è una poltiglia,

spruzzo la merda come mi è abituale,

in questa santa vigilia di Natale!

Nuovo Natale

Mi ingozzo come un cinghiale.

Per me, è prassi normale.

Mi mangio le tartine di salmone e di caviale,

con maionese e salame di maiale.

Questo Natale

ci potresti regalare

un bel telefono cellulare

ma non un cellulare normale,

un cellulare satellitare

cosicché Echelon ci possa intercettare

e ci possano individuare

mentre cazzate stiamo a sparare.

E che a loro volta ci possano sparare

i loro missili lanciare

a testata convenzionale

ma che ci facciano sparire.

La merdazine dovrà morire.

Allora sì!, che accendiamo la luminaria,

mentre noi saltiamo in aria!

Voi preparate la cibaria!

Vi preparate per il Veglione,

noi per voluta combustione,

ci inchiniamo alla nostra Celebrazione!

(Ormai è pratica comune

Far fuori il nemico, l'indesiderato,

dopo averlo intercettato,

al suo cellulare collegato

addosso avergli lanciato

addosso un numero spropositato

di missili bombardato.

Il nemico è così eliminato!

Collegamento terminato.)

La Vigilia merdazine.

Oggi è la Vigilia,

non è una quisquilia,

questo giorno lo voglio passare in famiglia,

la gatta mi guarda e sbatte le ciglia

al caldo della poltrona il sonno le concilia.

Nelle case della gente lavorano le cucine

la mamma, la nonna e le altre vecchine,

preparano il brodo, il lesso con le patatine

tagliano carne per farne Fiorentine

Io, nella sala ho letto la merdazine,

poi faccio l'Albero delle fatine,

gli appendo gli addobbi con le stelline,

festoni, dolci e colorate palline.

Adesso che è finito accendo le lucine,

tutto brilla alla fioca luce delle Candeline.

Alla televisione ci sono le Letterine,

che si muovono e fanno le carine.

Nell'altro canale ci sono le veline,

un collage di carne e di mutandine.

Dalla televisione solo trasmissione cretine.

Spengo l'apparecchio infernale,

torno nel silenzio della vigilia di Natale,

con la lieta atmosfera tradizionale

Io, nel mio pigiama serale

mentre aspettiamo il lieto fine

scriverete con me, in fondo alle cartoline

Tanti Auguri e…

merdazine!

Evviva il Natale

evviva il cenone regale

ma ciò di cui voglio cantare alla gente

è il giorno festivo seguente.

Del Santo Stefano la festa.

La roba è già diventata indigesta

la pancia riempie la cesta

che conteneva ogni provvista.

A Santo Stefano s'è smesso

solo un rutto è concesso

ma il cibo mangiato s'è trasmesso

lungo il sacco più in basso

e il tubo fesso

dell'intestino crasso

e da lì spinge indefesso

alla ricerca di un cesso.

Gli antipasti e le tartine

saranno già diventati merdine,

i primi e i tortellini

saranno semplici cagottini,

gli arrosti e il lesso

la felicità del cesso,

dessert e dolci e frutta

riempiran la tazza tutta.

Quest'anno sarà il sorpasso

me l'ha detto uno smargiasso

che a far le carte è un asso

più che Nostradamusso:

"Ti do una dritta profetica

la carta da regalo

la danno tutti in calo

vincerà la carta igienica".

              Fabio Monari

 

merdazine.

Finite le feste!

Finite anche queste!

Ne ho piene le tasche,

ne ho piene le marasche,

ne ho piene le palle,

di sta festa del Natalle,

mi getto tutto alle spalle

mi ritiro isolato,

nel mio lenzuolo tutto incrostato!

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