ti Odio di più
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merdazine. Il Santo Natale. Dammi un segno di pace! Piantami un piccone fra le scapole! Mandami un augurio fraterno! Spediscimi un pacco bomba che mi faccia saltare gli avambracci una volta nelle mie mani! numero 21; anno 5°/1999. Dicembre, i giorni del Natale. |
È di nuovo Natale!
È arrivato Natale!
È arrivato il Natale,
ma quest'anno non
mi sento male!
È un Natale normale,
certo,
non c'è niente di speciale,
ma non mi posso lamentare.
Non mi posso
nemmeno preoccupare
non ho nessuno a cui pensare,
non c'è nessuno
che posso amare,
a cui il mio cuore
possa lasciare.
Penso solo a scherzare,
a stronzeggiare,
alle gran cazzate
che continuo a dire,
ma sono così,
io mi riesco a divertire.
Anche gli altri
riesco a svagare,
e giornate allegre
riusciamo a passare,
anche se siamo a lavorare.
Ma oggi è Natale,
e sono a casa,
non vado a lavorare,
anche se mi han chiesto
di ritornare,
sì di andare a lavorare,
in turno di duro lavoro affrontare,
ma io no ce la posso fare,
e ho dovuto rifiutare!
Oggi è Natale!
Ho mangiato come un maiale,
ho mangiato
fino a scoppiare,
ho mangiato molto,
e lo stomaco
si è dovuto dilatare,
per il gran cibo
che ho continuato
ad ingurgitare.
Tutto quanto il mio organo
è riuscito a contenere,
tutto il cibo,
e tutto il bere,
sono crollato!,
e sono rimasto a sedere!
I giorni precedenti
il giorno di Natale,
giorni di baccanale,
serate passate
a bere e a mangiare,
a parlare,
a ricordare,
e molte sigarette da fumare,
per poi tardi di notte
a casa ritornare,
e il mattino seguente,
alzarsi presto!,
per tornare a lavorare!
Ma poi è tornato
Il Natale,
e oggi mi posso riposare,
a nulla pensare,
solo a bere e mangiare.
Ieri sera,
nella notte di Natale,
il Papa,
fukkete a lui,
ha aperto il portale,
il grande Giubileo
è andato ad iniziare,
e tutti con lui
si son messi a pregare,
io dalla tv li stavo a guardare,
mai poi stanco,
mi stavo per addormentare
e quindi ho dovuto abbandonare,
il Giubileo,
e tutti quelli che
se ne stavano a pregare.
Oggi NATALE!
Auguri a tutti!
Vi voglio bene!
E non vi posso scordare,
vi voglio bene,
e non vi voglio abbandonare!
Viva il Santo Natale!
Natale d'amore.
Il Natale è arrivato,
ed io mi sento innamorato!
Sono felice,
di trovarmi in questo stato!
Ho trovato un maschione
che ha colpito la mia attenzione,
ho provato brividi,
ero tutta in eccitazione!
Lui, tutto bello e leccato,
con il bulbo ben laccato,
l'abito perfetto
e tutto stirato,
il suo bicipite muscolato,
l'alito ben profumato.
Sembrava un bel regalo
appena confezionato.
Lui m'ha guardato,
e il mio cuore
ha conquistato.
Io ho risposto al
suo sguardo,
ma anche se ha capito
in ritardo,
alla fine ci siamo capiti,
e dal locale per mano
siamo usciti.
Nessun regalo ho acquistato,
ma un bell'uomo ho conquistato!
E mi sembra molto innamorato!
Il maschione dei miei sogni,
che soddisfa i miei bisogni!
Il Natale sta per arrivare,
ed almeno due doni
sotto l'albero voglio trovare.
Il primo,
un grosso dono,
di cui sento proprio il bisogno.
Un regalo che si consumi di notte,
che mi faccia arrivare al mattino,
tutta pesta e livida, come se avessi preso le botte.
Anche se poi le botte non ho preso,
ho poi preso il "regalo" che m'ha lasciata disteso,
senza forze , né energia,
grazie al maschione che m'ha tenuto compagnia,
e tutta la notte con me ha giocato,
fino a che, arrivato stremato,
non ha ceduto,
e per lo sforzo è caduto:
in compenso ho proprio goduto!
Per l'altro regalo non devo ragionare,
ho tutto ben chiaro in testa,
perché voglio che mi porti fino all'altare.
Chiaro!, all'altare non per parlare,
giocare, dipingere o pitturare,
ma perché lo voglio sposare!
Sua moglie devo diventare!
E a me con la fede nuziale lo voglio legare.
Bene, adesso ci mettiamo il Natale ad aspettare,
che fra pochi giorni deve arrivare,
e io pronta a festeggiare,
col mio nuovo fidanzato,
che Gesù Bambino m'ha regalato,
me lo tengo stretto ed a me attorcigliato,
sento il suo corpo e il suo calore.
Mi sento proprio bene e sollevata,
un Natale da innamorata!
Natale di merda.
Sono nella merda,
come sempre,
nuoto nella merda,
e anche se è arrivato
il Natale,
sono nella merda ugualmente.
Vedo merda
dappertutto,
che gira per
le strade,
in scooter,
in automobili riscaldate,
abbandonata sul
marciapiede
da scaltri cani.
Sento la merda
dappertutto!
Sento la merda
che mi segue,
in autobus
si siede vicino a me,
mi guarda,
mi ascolta.
Il Natale
È arrivato,
e mi dice
"MERDA!,
stattene con la
tua merda,
che se anche
è Natale,
per te sarà
un Natale di merda!"
Natale di merda,
mangio solo merda,
in questa solitudine
di merda.
Mentre nelle famiglie
di merda,
lauti pranzi
di merda,
s'ingozzano,
magnano fino alla nausea,
li sento,
sento le loro
mascelle che
lavorano
i loro cibi elaborati,
per essere poi
trasformati
fra poco
in vera merda.
Mentre io,
mi mangio
la mia merda,
già,
tre pezzi freddi
di merda solitaria.
E mi dicono uomo di merda!
Voglio vedere chi
lo può negare!
Chi può dire il contrario!
Viva il Natale!
Viva la merda!
Viva il Natale di merda!
Natale gitano.
Qua nel nostro carrozzone,
il Natale è arrivato in silenzio,
però noi siamo pronti per la sua celebrazione.
Il grande fuoco è già acceso,
e da giorni che è in funzione,
che scalda i passanti,
ed ogni singola abitazione,
nel centro del campo nomadi,
in periferia, dietro i binari che portano in stazione,
che è pieno di roulotte di noi gitani,
allegri e festosi in ogni stagione.
Gli uomini hanno già ucciso il montone,
che verrà consumato per colazione,
mentre i suoi visceri stanno bollendo nel pentolone,
e le donne buttano i condimenti nel calderone,
mentre il vecchio, appoggiato al suo bastone,
guarda da lontano, e controlla la situazione.
I giovani accordano le chitarre e intonano la loro canzone,
i bambini che corrono e giocano con la loro allegra confusione.
Il Papa ci ha già dato la sua benedizione,
mentre Santa Sara sta con noi e ci da la sua protezione.
Forza amici! Venite con noi a festeggiare!
Compagni! Uniamoci insieme, ed andiamo a mangiare!
Oggi è Natale, la cara festa che dobbiamo celebrare!
Venite con noi che andiamo a brindare!
Che nel nostro campo troverai sempre allegria,
anche se a volte mi viene la nostalgia,
delle nostre terre lontane,
che abbiamo dovuto abbandonare,
per la guerra, l'odio e alla morte siamo dovuti scappare,
la terra dove son nato ho dovuto lasciare,
scappare, e di corsa fuggire,
e in un paese straniero sono arrivato per non dover morire.
Ma oggi è Natale! Tutto è più bello!
Venite a festeggiare con noi, col montone e con l'agnello!
Siamo qua riuniti in famiglia,
abbracciati ai nostri bambini,
che sono tanti, alcuni grandi, altri più piccolini,
tutti congiunti nell'amore famigliare,
stare insieme in famiglia, è l'unica cosa che posso desiderare.
Oggi è Natale, possiamo festeggiare,
un Natale vero, che non è contaminato dal clero,
un Natale nella nostra natura, un Natale vero,
dove ci si abbraccia e ci si scambia un augurio sincero,
qui parla direttamente il cuore, non vi è alcun cattivo pensiero,
nessuna falsità, nessun gesto menzognero.
I nostri avi hanno intrapreso il cammino e noi continuiamo per il loro sentiero,
questo è il nostro destino, l'eredità che lasciamo ai nostri figli di un futuro veritiero.
Un Natale in famiglia, allegro, sì, ma col pensiero
per un Paese lontano,
un Natale gitano.
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Natale! È finita la festa, mi è rimasto solo un gran mal di testa. Ho mangiato come una bestia, ho riempito la mia cesta. Di cibo mi sono stivato, sono qua che non tiro il fiato. Mi si blocca anche il respiro, i miei pantaloni sono in tiro. Sono pieno come un uovo, sono gonfio che non mi muovo! Però mangerei di nuovo, magari uno spiedino come spuntino, o due o tre fette di buon panettone, per arrivare dritto al cenone. Natale! Che grande invenzione!! |
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