ti Odio di più, ... molto di più...

merdazine. Pasqua di Resurrezione, mi sento santo come un agnellone.

numero 15; anno 5°/1999. Aprile, la nostra Santa Pasqua.

 

Pasqua con chi vuoi.

I miei si lamentano ancora. Eppure glielo avevo detto che per il periodo di Pasqua, quando avrò alcuni giorni di ferie, perché aziende produttive riducono le attività, me ne andrò in vacanza. In giro. Quindi possiamo permetterci di stare alcuni giorni a casa dal lavoro, per andare in vacanza, a fare un piccolo viaggio, perché non possediamo molti giorni disponibili. Però questo non ci ferma, né ci frena dall'intraprendere il viaggio.

Quindi io i miei genitori li avevo già avvertiti, che per Pasqua non sarei stato a casa.

Ma loro si lamentano, soprattutto la mamma: "Sei sempre in giro, non possiamo mai passare le festività insieme! La famiglia non riesce mai a riunirsi completamente, neanche per le festività!"

Ma se il Natale scorso sono stato a casa!? Ho passato il giorno di Natale tutto il giorno chiuso in casa, che c'era pur tutta la famiglia intera, i nonni, il vecchio zio, perfino la suocera che è ricoverata in casa di riposo ha passato il Natale con noi: quindi la famiglia era al completo. E non sono passati che tre mesi!

Il Natale l'ho passato con i miei, e la Pasqua la passo con chi voglio. Quindi mamma, me ne vado e ci rivediamo dopo le feste di Pasqua.

Parto così in modo repentino, saltando sul mio motorino. Che in verità non è un motorino, né una vespetta, ma una grossa moto sulla quale sfreccio in tutta fretta. C'ha un grosso motore, una grossa cilindrata che sviluppa una grande potenza, una coppia eccezionale, che mi trasmette all'albero motore, tutta l'energia, in tutto il suo splendore. E mi lancia leggero per le strade affollate, ma anche in quelle deserte, dove corro con le braccia aperte.

Oggi e giovedì santo, molti non lavorano più, molti altri lavorano ancora, alcuni lavorano sempre, anche sabato e domenica. Però io no, sono già in ferie, e me le voglio godere al meglio. Non so ancora dove andare, però sulla moto voglio sfrecciare, verso il mare, e poi stiamo a vedere.

Non voglio prendere l'autostrada, perché la guida è molto noiosa, metto a tavoletta, la moto va a cannetta, e poi mi fermo al casello, senza fare lavorare il cervello. In poche ore raggiungo la località balneare, che sta uscendo dal periodo invernale, per poi di nuovo prosperare, sta ad aspettare i turisti, che ritornano fedeli nei loro luoghi preferiti.

Così scelgo la statale, una strada più normale, più a misura d'uomo e di moto, con un traffico regolare ed intenso, ma che non ci preoccupa, anche se qualche volta incontriamo un qualche semaforo, che posso trascurare e poi passo col rosso, a tutta velocità, schivando il pedone e la bicicletta, che attraversavano la strada senza fretta. Li sento imprecare, ma ormai sono lontano, ed apro la valvola del carburatore, facendo un gran rumore, e le voci più non sento.

Nel ponte pasquale mi lancio nella statale. Passo tra i veicoli a gran velocità, scartando quelli lenti e superando quelli più veloci, che certamente non raggiungeranno i miei chilometri orari.

Ma ecco un imprevisto, un grosso camion per il bestiame, che si trascina lento lungo la statale, occupando tutta la carreggiata. Un rimorchio pieno di animali, penso siano agnelli, o capretti pasquali, pronti per essere portati nel macelli comunali e ridotti in costolette e pietanze tradizionali.

Agnello sacrificale per la festa pasquale!

Il camion non si muove, ormai gli sono vicino, ma non si sposta dalla mia direzione, anche se lo segnalo con l'avvisatore acustico e uno sfanalamento di abbaglianti. Lui imperterrito segue la sua marcia e produce una nube di fumo tossico e nero, che esce dalla sua marmitta sporca.

Sono vicinissimo, vedo le bestie guardarmi e belare...Cazzo!, devo frenare!!

Tiro il freno e scalo di una marcia, ma è troppo tardi. Dal vetro del casco vedo l'occhio terrorizzato di un agnello, che mi guarda e mi chiede pietà.

Però non gliela concedo, e con tutta la moto entro nel rimorchio, facendo degli agnelli un grande sfacelo.

Giovedì santo, un grande schianto, un botto tremendo, un botto infernale nel week-end pasquale contro il camion bestiale.

Ferro e lamiere che sfracellano e tempestano teneri carni di poveri agnelli innocenti. Ma questo acciaio inossidabile ed arrugginito mi castiga anche me sfracellandomi il corpo, la carne le ossa i tendini e la pelle. Un mucchio di carne umana irriconoscibile dai tranci di agnello, tutto rimescolato con sangue rosso e vivo. Pelle e pellicce uniti nel frullamento di organi e carni nel ridicolo rimorchio in ritardo per la Pasqua.

Arrivano i soccorsi, che non sanno se chiamare la nettezza urbana, il macello pubblico o fare già un banchetto pasquale, perché il fuoco ha già arrostito le carni umani e d'agnello. Qualche pompiere ha già cominciato il pranzo, addentando brandelli d'agnello al sangue, condito da olio minerale di motore di motocicletta.

Una delizia!

Buna Pasqua a tutti quanti, e non mangiate troppo agnello, che potreste trovarvi costolette del mio magro corpo di motociclista pasquale...

Pasquetta

Oggi è pasquetta

È una bella giornata,

vado a fare un giro in bicicletta.

Non c'è fretta

Mi posso rilassare,

tanto oggi non vado a lavorare.

Il sole fuori splende,

allora io tiro le tende.

Mi preparo il cestino

con le merende:

frittata

pollo freddo

panini alle salse

e formaggini

insalate di carni

e maionese

pesce fritto

sottaceti

formaggi di stagione

cotolette d'agnello

costolette di capretto

frutta fresca

banane mature

profumosi agrumi

uovo di pasqua

e colombe pasquali

Salto sul velocipede

parto col cestello,

tutto quanto mi sembra bello!

Andiamo verso il parco

è una bella giornata

La primavera è

appena cominciata.

Mi stendo sopra il prato

nel mio plaid tutto

quanto ho già apparecchiato.

Ma piccoli insetti

arrivano dal circondario

ed invadono il mio territorio

Tutto è in mostra

ma arriva una piccola mosca

che schiaccio brutalmente

la sfracello solamente

e la scollo dalla mano

Comincio il mio pranzo

con il panino con il manzo

Ma è pieno di formiche!

Le scrollo dal mio piatto

Mi dimeno come un matto!

Più ne caccio,

più ne ritrovo

nel mio panino

e nel mio cestino!

Sul mio corpo

cominciano a salire

a me vien voglia

di fuggire

In un giro di lancette

mi ritrovo pieno

di ste piccole formichette

Di formiche sono nero

ho cambiato colore,

non mi sembra vero!

Hanno riempito ogni mio

centimetro di pelle

stanno riempiendo

tutte le libere caselle.

Mi mordono

M'assaggiano

Mi penetrano in

ogni mio passaggio

Sento dolore

Non mi riesco a liberare

Chiamo aiuto,

ma non riseco a parlare

Mi dimeno come un matto

mi contorco come un gatto

I bambini mi

stanno a guardare

nel mio ballo

da giullare

Sono esausto,

cado a terra

le formiche mi rodono

già le cervella

Il pranzo è terminato

banchetto è finito

mi ritrovo spolpato

fino in fondo all'ultimo dito.

Le formiche ritornano

nella loro casa ordinate

felici e contente

che si son ben ingrassate.

Arrivati a questo punto

nella luce del tramonto

rimangono ossa bianche

nel loro candore

sotto il cielo in tutto

il suo rossore.

Finale

di questo pranzo fuori porta

del periodo pasquale.

Pasqua: sono tondo come un uovo di cioccolata, con la colomba come fidanzata, l'agnello come amante, ho mangiato come un cervo volante! Che bello! Una pasqua veramente eccitante!

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