Dottore, dottore. Mi sono tutta bruciata al sole: sembro una grigliata mista.

Ottimo! Si condisca con olio d'oliva, rosmarino, aglio e sale grosso, poi ripassi a mezzogiorno: oggi ho un pranzo con gente importante.

ti Odio di più.

 

Che carne ti piace d'estate? Mi piace consumare la carne di tua moglie!

merdazine, la vera fresca alternativa alle carni in scatola estive. Numero 9; anno 4°/1998. Luglio.

Il vampiro va al mare.

Tutti pensano che in Transilvania sia esistito un solo vampiro. Molti pensano che in Transilvania non sia mai esistito un vampiro. Tutti pensano che in Transilvania sia esistito un solo vampiro, il Vampiro, il principe delle Tenebre, il Conte Dracula.

Tutti conoscono il Conte Dracula perché è il vampiro più famoso, reso celebre dalla gran quantità di film a lui dedicati, e da almeno un romanzo celebre del secolo scorso.

Nessuno sa però, che in Transilvania ci sono, esistono molti vampiri, tantissimi vampiri. Oh dio, non sono tantissimi, ma sono parecchi. Anche perché esistono solo in questa regione della terra e in nessun altro luogo.

La Transilvania si trova oggi dentro i confini della Romania, e i vampiri, vivendo in Romania, sono cittadini romeni.

Finalmente dopo la caduta del regime del dittatore Ceausescu alla fine degli anni ottanta, i cittadini rumeni possono attraversare i confini del loro paese e recarsi in luoghi esteri, per lavoro, per turismo o per altri motivi.

Così anche i nostri vampiri transilvani volendo possono partire dalla loro amata terra per andare a visitare nuovi luoghi oltre confine.

I vampiri non lavorando neanche in Transilvania, non si recheranno certamente all'estero in cerca di lavoro. Ma non andranno certamente neanche in cerca di cibo, perché la loro terra gli offre ottimo sangue ben carico di emoglobina delle rubizze contadinotte rumene, che vivono sempre all'aria leggera dei campi della Transilvania.

Infine non si recheranno nemmeno all'estero per turismo: dove può andare un pallido e squattrinato vampiro che vive solo di notte? A vivere le celebri notti di Ibiza? A passare serate nei locali alternativi di Berlino? A cercare di arricchirsi culturalmente nei caffè di Praga? Nelle birrerie olandesi? Nei club inglesi? Dove può decidere di andare un vampiro in vacanza?

Ecco che troviamo in un desolato castello abbandonato della Transilvania settentrionale un giovane vampiro senza età, che a differenza dei suoi simili, a volte nelle lunghe notti solitarie si ascolta la radio, per trascorre un po' di tempo in allegria durante la digestione.

Un giorno ascoltando un reportage che parlava dell'Italia, sentì i discorsi entusiasti delle persone intervistate al ritorno del loro soggiorno nel Bel Paese.

Belle città, bei paesaggi, bella arte, bella gente, ottima cucina. Tutto buono. Belle spiagge e complessi balneari, in cui i turisti rumeni hanno passato belle ed indimenticabili giornate. E il nostro amico vampiro si convinse che una bella vacanza in Italia, magari al mare gli avrebbe fatto bene. Riuscì a prenotare il viaggio in una agenzia di viaggi del capoluogo più vicino, e pagò tramite trasferimenti postali, cosicché non dovette muoversi dal suo riparo nel castello.

Finalmente arrivò il giorno della partenza, e si fece accompagnare al ritrovo da una carrozza, non bella e lussuosa come quella del film di Dracula, ma una carrozza; non era proprio una carrozza, si può dire un carretto ben tenuto di un contadino delle vicinanze. Come ricompensa per il lavoro, salassò ben bene la moglie del bifolco, che diventando molto anemica, perse un po' delle sue forze e smise di rompere i coglioni al marito bifolco. Almeno per un po'.

Eccoli arrivati al ritrovo. Molta gente. Per fortuna il ritrovo era nel cuore della notte, così il nostro amico vampiro non dovette trovare stratagemmi per difendersi dalla luce del giorno, nemica mortale di vampiri. Il contadino gli depositò i bagagli nel baule del pullman e ripartì verso casa, un po' più tranquilla perché la moglie se ne stava a letto anemica senza forze e con due punture da canini sul collo tozzo ed abbronzato della bifolca rumena.

Il pullman parte per l'Italia, carico di turisti e turiste rumene che vanno per la prima volta a conoscere l'Italia. Il pullman non è certamente di prima classe, non possiede l'aria condizionata e porta sul suo motore parecchi anni e parecchi chilometri. L'atmosfera all'interno del torpedone è pesante e fetente: Gorgonzola umano in produzione continua ed esponenziale, sempre bello fresco, pecorinato e condito con paprika, aglio, e scoregge.

Il confine con l'Italia. L'autista deve per forza aprire le porte del pullman per esibire i documenti e fare entrare le autorità di confine italiano. La porta si apre a fatica, e quando i sigilli di gomma allentano la chiusura, uno sbuffo di gas ad alta pressione ed alta temperatura esce dall'interno del pullman ed investe il finanziere, che muore all'istante al contatto col gas letale. Un vero gas nervino.

Il poliziotto di confine, avendo visto la scena, ed avendo già l'esperienza di pullman provenienti dall'est europeo, aspetta che l'ossigeno entri nel vano abitato del corrierone, per poi salirvici con calma e con riguardo. Passa per il corridoio e guarda le facce assonnate dei formaggieri rumeni in riposo. Li scorre tutti, ed ecco che la sua attenzione è attirata da uno strano soggetto, di età non ben definibile e particolarmente pallido. Gli si avvicina e gli domanda se stesse bene. Ovviamente il vampiro rumeno non capisce una parola di quello che dice il poliziotto, e lo guarda tacendo. Allora gli chiede da dove viene, come se no lo sapesse che è rumeno. Nessuna risposta. Qual è il suo bagaglio. Allora il vampiro si spazientisce ed apre la bocca per dirgli che la smettesse di parlargli, che tanto non capisce, ma dalla bocca esce un'alitata di sangue marcio e semi-digerito, più aria stantia di bara ammuffita di cripta transilvana, che lo avvolge e lo avvelena. Muore all'istante anche il poliziotto esperto di turisti dell'est.

Allora arrivano gli spazzini di confine, raccolgono le salme delle autorità defunte, li buttano tra gli altri rifiuti e buonanotte.

Buonanotte. Il pullman riparte verso le autostrade italiane. Fra poche ore i turisti raggiungeranno le loro destinazioni di vacanza.

E così è. Il nostro amico vampiro viene scaricato davanti all'ingresso della pensione a conduzione familiare ai limiti del centro abitato della sua meta delle vacanze estive: la spiaggia di Lignano Sabbiadoro.

È sera tardi, il sole non c'è più, è già tramontato, e il vampiro si può muovere senza problemi. si deve portare i pochi bagagli in camera da solo anche se non ne ha voglia, perché non ci sono né garzoni, né fattorini ad aiutare i turisti rumeni.

Finalmente è arrivato al mare! Finalmente potrà vedere cosa succede nelle spiagge italiane, potrà rendersi conto se sia tutto vero quello che ha sentito per radio, nelle interviste dei suoi connazionali rumeni al ritorno delle loro vacanze.

Decide di trascorrere il resto della notte in camera, guardando le luci della città dalla finestra. Sente in lontananza il rumore del mare, appena percettibile, coperto dal rumore della strada e dal suo traffico. Dalla finestra aperta entra il tipico odore salmastro dei luoghi rivieraschi. Un odore che il vampiro non conosce, ma che gli risulta gradevole. Ne respira a pieni polmoni.

Il tempo scorre, il rumore della strada diventa sempre più debole, la gente va a letto, ma sempre più forte è la sua sensazione di fame. Fame. Fame di sangue fresco, o anche scaldato dalla calura estiva, ma sangue, di giovane donna.

Aspetta.

Fame.

Non aspetta più. Si veste coi suoi abiti neri, e scende in strada. Niente trasformazioni, niente vampireschi voli notturni. Si cerca il cibo camminando.

Vede un mondo che non conosce. Ragazze, belle e giovani, che camminano per le vie del centro a tarda ora. Tutte accompagnate, o dal fidanzato o da altre amiche. Tutte magre, tutte quasi nude. Anche di grasse e grassocce, ma tutte nude. In Transilvania non ha mai visto donne vestite in questo modo.

Ha fame. Cammina nella penombra, cercando di evitare la luce dei lampioni.

Ecco due ragazze sole, seminude, una brutta e l'altra poco bella. Ma il nostro amico vampiro non cerca la bellezza, non cerca belle ragazze, cerca solo ragazze, per consumare la sua cena.

Le due si fermano. Parlano una lingua a lui incomprensibile. Le si avvicina e le dice qualcosa in una lingua incomprensibile a loro. Ci riprova. Le due smettono di parlare e ridere. Lo guardano con aria interrogativa e spaurita.

Il vampiro capisce che non può colpirle col suo fascino; o volare ed attaccare come pipistrello, o cambiare bersaglio.

Ha fame. Le due ragazze si rimettono in cammino, e si allontanano veloci.

Cambia così obiettivo, e vede una prostituta all'angolo della strada e la statale. Questa gli parla in mille lingue ed il vampiro riesce a capire che lei gli da qualcosa in cambio di denaro.

Forse in Italia il sangue si compra?

Guarda nel portafoglio, estrae una carta, una banconota strana e gliela allunga. La prostituta l'accetta, prende per mano il vampiro e si dirige chissà dove.

Appena gira l'angolo, in una strada più buia, il vampiro l'avvinghia e la morde forte al collo. Lei non dice niente e rimane senza fiato.

Consumata la cena, il vampiro torna soddisfatto e sfamato all'albergo.

Domani sarà un grande giorno, perché andrà in spiaggia.

Si mette di nuovo alla finestra ad aspettare il domani, che puntuale arriva. Alla vista dell'alba, il vampiro si rinchiude e si prepara per la mattina.

I vampiri muoiono alla luce del sole. Però ha studiato un modo per proteggersi dalla luce, con una tecnica combinata di vestiti pesanti che non fanno filtrare la luce, e creme solari ad altissima protezione. Ecco, è pronto. Il grande momento è arrivato. Finalmente il vampiro curioso riesce ad andare a vedere la vita di spiaggia, in un paese straniero, lontano dalla sua amata, povera ed umida Transilvania, dove le contadinotte sono più vestite ma più disponibili a farsi succhiare il sangue.

Arriva in spiaggia. La gente lo guarda. Forse perché è troppo pallido e vestito per camminare così per la spiaggia.

Ma è contento. Se la sera prima aveva visto donne che reputava nude perché indossavano vestiti leggeri, magliette attillate, top, e mostravano le gambe nude, in spiaggia le donne sono veramente nude. Tranne un sottile e colorato striscio di stoffa che le copre il pube, non indossano niente.

Tette, cosce, culo, gambe, ombelichi, caviglie, spalle, capezzoli, addomi; tanta carne al fuoco del sol leone.

Comincia a sudare, per il caldo si, ma soprattutto per tutta quella dolce carne arrossita o dorata che sta vedendo. "Guarda che due tette sode che ha quella..." pensava.

"Quella che sta entrando in acqua c'ha un perizoma che gli entra tra le natiche... chissà che caldo e che sudore là in mezzo..."

E suda, e guarda. Però sta sudando troppo, e dalla fronte comincia a colargli la protezione solare. Poi anche dalla faccia. Si asciuga le gocce con la mano e...

Si sente bruciare in faccia. Si guarda le mani, che stanno fumando. LA PROTEZIONE. Se l'è tolta.

Sente il panico che lo assale, vuole gridare, ma è troppo tardi, ormai avvolto da fumo, il sole gli raggiunge la pelle.

E come una capocchia di fiammifero sfregata, prende tutto fuoco contemporaneamente, una fiammata unica ed indomabile che avvolge tre o quattro ombrelloni, alcuni sdrai e due lettini. Nell'incendio devastante ed incontrollabile rimangono vittime due pensionati che dormivano al sole.

La gente della spiaggia gradisce lo spettacolo pirotecnico: oggi è ferragosto, ed alcuni ragazzini cercano di spegnere il rogo a colpi di gavettoni.

Oggi è festa, questo sarà stato l'inizio dello spettacolo che si concluderà stasera con la festa organizzata dalla pro loco, orchestra di liscio, grigliata di pesce e vino bianco.

In Transilvania rimane un castello vuoto, e tante contadinotte molto coperte in attesa di essere salassate.

Chi curerà i miei animali?

Io amo gli animali. Da sempre amo gli animali, infatti già da piccolo giocavo coi cani dei vicini, coi gatti randagi del cortile, che gli portavo da bere nei caldi pomeriggi estivi.

Ero curioso degli insetti, osservavo per ore il movimento attorno ai formicai, inseguivo per tutto il pomeriggio le farfalle, cercavo di catturare le cavallette, ammiravo le libellule volteggianti.

Così fin dalla infanzia sono stato circondato da graziosi ed amichevoli animaletti.

Che mi sono portato dietro fino ad oggi.

Ma quest'anno per la prima volta ho un problema: tutti i componenti della famiglia vanno in vacanza nello stesso periodo, così dovremmo lasciare la casa incustodita per almeno dieci giorni. E con essa, anche i miei cari, amati animaletti.

Come farò a lasciare soli gli animaletti?

Chi potrà sfamarli durante la mia assenza?

Chi me li accudirà?

Lascerò soli i miei animaletti che popolano la mia casa: le centinaia di scarafaggi, neri e grossi o i rossi longilinei e veloci.

Tutti i topi che mi aprono i pacchi di pasta e ci cagano dentro.

Formiche di tutte le dimensioni e di tutte le specie, che mi fanno compagnia mentre pranzo, e si spolpano i cadaveri che trovano.

Le serpi che allevo in seno?

Come faranno a sfamarsi i miei poveri acari della polvere, le piattole nell'asciugamano, le mie cimici, i pidocchi sul cuscino, i ragni nei buchi, gli scorpioni, tarli nelle travi portanti, i millepiedi nei portasapone?

Pappataci, le zanzare affamate, le mosche merdose, moscerini, tarme e farfalline del grano?

Vespe, calabroni, imenotteri dalla puntura mortale ed api assassine?

Pipistrelli, vampiri, cani volanti, condor, civette e piccioni cagatori?

Infezioni, lebbra e tisi che mi corrodono?

Vermi e cisti cerebrali, echinococchi nel fegato e chilometri di tenie che mi succhiano l'intestino?

Funghi che mi sciolgono la casa, muschi che m'appiccicano i muri e gli angoli della casa?

Non potrò mica abbandonarli ai bordi dell'autostrada?

Sento troppo amore per ucciderli o abbandonarli a morte certa.

Devo trovare una soluzione, o rinunciare ai miei viaggi vacanzieri...

Potrei pagare una baby-sitter che vada tutte le sere a portare amorevolmente il pasto quotidiano ai miei amati. Meglio se si lavasse poco, così gli animaletti gradirebbero di più.

Per il momento rimango qui a pensare, circondato dai miei amorosi piccoli amici, che mi fanno compagnia e mi riempiono questa vita tanta vuota.

Finalmente arriva l'estate, tanta carne al fuoco, che m'accende il fiammiferone!


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