ti Odio di più

merdazine

 

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2 novembre 1997. Numero speciale

2 de noviembre 1997. Número especial.

2nd November 1997. Special issue

 

El día del Muerto

 

Las calaveras

>

Las calaveras letterali sono i versi festivi che nel "día del muerto" commentano in forma di epitaffio i difetti di personaggi vivi, che sono presentati come già morti, senza rispettare la sua gerarchia sociale o la sua importanza politica.

Las calaveras

>

Las calaveras literarias son los versos festivos que el día de muertos comentan en forma de epitafios los defectos de personajes vivos, que son presentados como ya muertos, sin que se suela respetar su jerarquía social o su importancia política.

Las calaveras

>

The written "calaveras" are festive verses which comment, as epitaph in the "día del muerto" (the day of the dead person), the faults of personalities. This people is presented like already dead people, without respecting his social hierarchy, or his political importance.

 

the worms crawl in

the worms crawl out.

the ones that crawl in

are lean and thin.

the ones that crawl out

are fat and stout.

your eyes fall in

and your teeth fall out.

your brain goes tumbling

down your snout.

be merry my friends

be merry.

Old Irish traditional song.

Joost Focquet, België.

I vermi strisciano dentro, i

vermi strisciano fuori.

Quelli che strisciano dentro

sono magri e scarni.

Quelli che strisciano fuori sono

grassi e corpulenti.

I tuoi occhi cadono dentro, e i

tuoi denti cadono fuori.

Il tuo cervello ruzzola sotto il

tuo grugno.

Siate allegri amici miei,

siate allegri.

los gusanos se arrastran adentro

los gusanos se arrastran hacia fuera.

los que se arrastran adentro

son flacos y sutiles.

los que se arrastran hacia fuera

son gordos y fuertes.

sus ojos caen adentro

y sus dientes caen hacia fuera.

su cerebro va a caer

abajo de su hocico.

sean felices amigos míos,

sean felices.

Vieja canción tradicional irlandesa.

 

Quella notte dopo Halloween

Eh sì, anche per quest’anno è passata la festa de Halloween, che festeggio tutti gli anni con gli amici. Festa importata, ma sentita, perché ce la festeggiamo tutti gli anni. Tutti gli anni non ci voglio andare, poi mi faccio convincere, mi maschero come uno stronzo..., e alla fine mi diverto, come uno stronzo.

Oggi è la sera dopo la sera di Halloween, e il nostro amico stronzo sta camminando per la strada che lo riporta a casa, che passa ai bordi del parco cittadino. Antico parco che è il limite del centro abitato, dopo di che si apre la campagna, fredda e nebbiosa, nella fredda e nebbiosa sera di novembre. Sono uscito ieri sera, alla festa, dove ci siamo lasciati andare un po’ con tabacco e Bacco. Esco anche stasera, a trovare amici, che mi offrono Bacco e tabacco... e domani di nuovo a lavorare. Finite le serate di festa, di nuovo una noiosa settimana di lavoro pesante e monotono, con le colleghe che sono pesanti e monotone come il lavoro. Camminando nei suoi pensieri, il nostro amico dà un’occhiata veloce e distratta all’interno del parco, forse perché attratto da qualcosa inconsciamente. Gli sembra di vedere del movimento, ma non ci fa troppo caso, perché assorto nei suoi ragionamenti che gli sembrano più importanti. Però adesso vede chiaramente un’ombra, una figura che si muove tra le poche foglie e i rami spogli dei cespugli del parco. Adesso guarda con un poco più d’attenzione verso il cento del parco, seguendo sempre la propria strada. Si ferma. Ha sentito chiaramente delle voci. Sì, sono voci. Sembra che qualcuno stia cantando. E mi sembra accompagnato da un suono di violino. Si ferma, si avvicina alla bassa recinzione metallica, si punta coi piedi, e si sporge all’interno del parco per vedere qualcosa ed ascoltare meglio. Passano alcuni secondi nel silenzio. Sì, sembra proprio che stiano cantando in lontananza. Sente un brivido per tutto il corpo. Il freddo, o qualche emozione che si fa sentire? Ecco, ho visto un lieve bagliore, fuggente là in fondo... Io vado a vedere. Con un salto scavalca facilmente la bassa recinzione, e cammina spedito nel parco, pestando le foglie umide che assorbono il rumore dei suoi passi. Sente chiaramente il canto, è un coro di più persone che cantano allegramente insieme, in una lingua che non conosce. Il canto è accompagnato da violini, fisarmoniche e chitarre. È sicuramente una qualche festa di folclore locale che festeggia una qualche ricorrenza sotto al periodo dei morti. Adesso che è già più vicino, vede alcuni fuochi accesi che illuminano e scaldano i presenti. Continua la sua marcia spedita fino a che non si ritrova nel mezzo della festa. Ad un tratto i presenti smettono di cantare e di suonare. I presenti hanno visto il nostro amico. Il nostro amico ha visto i presenti. Vedo i presenti, ma non posso credere a quello che vedo, anche se sono sicuro di vedere e di non sognare. Era finito in mezzo a scheletri danzanti, cantanti e sonatori. Era finito in mezzo alla festa degli scheletri. Non poteva immaginarsi che gli scheletri possedessero una "vita", se così si poteva chiamare. Dall’altra parte, gli scheletri non si aspettavano la visita di un vivo, se così si poteva dire. Con grande fatica e voce strozzata dalla paura dico: "Cazzo fate qua?". Silenzio profondo. Nessuna risposta. Tutti tacciono. Sono tutti fermi, immobili, sembrano aver perso di nuovo la vita. I fuochi si muovevano col vento, portando col loro movimento anche le ombre del giardino. Paura. "Va bene, scusatemi, ho sbagliato. Adesso me ne vado. Torno a casa e mi scordo di tutto. Non esiste niente, sono solo ubriaco". "Invece esiste. Esistiamo." Risponde uno degli scheletri. "Parlate anche!", gli dico. "Parliamo? Cantiamo!" E cominciò ad intonare una canzone, seguito quasi subito da tutti gli altri scheletri in coro. "E balliamo!". Tutti ballavano, cantavano e i sonatori suonavano gli antichi strumenti. Il nostro amico era sorpreso. La notte del día del muerto gli scheletri ballano, come nelle feste messicane. E ballavano, ballavano, sulle note di allegri canzoni e ritmi a lui sconosciuti. Mi piace sta musica, mi piace sta festa. E così senza accorgersene, si ritrova a ballare con gli scheletri, contenti di avere un’ospite nella loro festa. In un momento di riposo, stanco il nostro amico domanda allo scheletro che ha parlato e lo ha invitato alla festa: "Vedo che siete tutti allegri e contenti. Ma come fate ad essere contenti se siete morti?". "Vedi, questo è il nostro mondo, noi viviamo qua per l’eternità, un’eternità sempre uguale, con poche novità. Per questo che nel día del muerto siamo così contenti, perché è l’unico giorno in cui possiamo festeggiare, e poi via, la vita sempre uguale fino all’anno seguente." "E siete felici?". "Sì, siamo tutti felici. Sto meglio qua. Qua nessuno che ordina, nessuno che comanda, nessuno che dice fai questo, fai quello, nessuno che ti sgrida, nessuno che ti umilia perché fai qualcosa di sbagliato o qualcosa che è differente dalla norma. Nessun padrone, nessuno che ti sfrutta, nessuno che ti compera, nessuno che ti rivendica, nessuno sfruttato, nessun povero, nessun morto di fame, anche perché siamo già morti. Nessun ricco. Nessuna ingiustizia. Siamo tutti uguali, non esistono più le differenze e le classi sociali della vita. Tutti abbiamo la stessa occupazione. Non si fa niente dalla mattina alla sera. Non si fa un tubo per l’eternità. Si sta bene. Non si odia. Non si ama nemmeno. Niente pene d’amore, niente odio e cattiveria d’amore. Non si compatisce. Se proviamo pena? Non per noi, ma per gli altri. I vivi. Anche noi siamo stati vivi, e adesso stiamo meglio. Nessuno di noi vorrebbe tornare nel tuo mondo. Quando eravamo in vita, tutti avevamo paura della morte. Ma ora conosciamo e sappiamo. Da morti si sta bene, è da vivi che non si sta bene." Ho capito. Ho capito, se non tutto, ma abbastanza. Silenzio." La festa continua, continuiamo a festeggiare. Domani è uno dei soliti giorni, sia per te che per noi. Non ci pensare per stanotte, ma canta e balla con noi!". La musica rincomincia. E rincominciamo a ballare.

 

VILLA CHIARA

N

Private Hospital dispensed medical services many of these refunded by National Health Service.

Every day had a party, every day someone went out with his feet ahead , everyone, and they are many.

They said a lot of good words: we give to the people a great medical service they can’t find somewhere else.

As a matter of fact, the gain is the only important thing; I give you a service, I get refund; money!

Users, patients, sick people, workers, everyone were only lucrative income’s vector.

And in the Operating theatre every day is the same history:

Run about! Run! Run, cut. Run, stitch. Run headlong, run, that you yield even more. More you work, most I gain, Hurry! Run! You arrive sooner, Quick! Hurry up! You are in a hurry.

Run patient, run nurse, run cook, run banker.

Run gravedigger, run even you, that everything has fallen in the grave!

Private Hospital has buried itself.

 

VILLA CHIARA

N

Casa di cura privata, di servizi sanitari era dispensatrice, molti rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Sempre una festa, tutti giorni uscivano coi piedi in avanti, tutti quanti, e sono tanti.

Grandi si facevano di parole buone: all’utente viene elargito grande servizio che non può ricevere altrove.

In verità tutto gira sul profitto; beccate stu servizio, che me becco stu rimborso.

Tutto faceva cagare: utenti, pazienti e malati erano solo vettore di lucrosi introiti.

E in sala operatoria tutti i giorni la stessa storia.

Corri, taglia, corri cuci, corri, corri che più produci. Più produci, più guadagno, corri, corri che arrivi prima, corri, corri che fai più presto.

Corri paziente, corri infermiere, corri cuoca, corri banchiere.

Corri becchino, corri anche tu, che correre, correre, tutto il baraccone è corso dentro la fossa, tutto tace finché seppellì se stessa.

VILLA CHIARA

N

El hospital privado dispensó servicios sanitarios muchos de éstos reembolsados por Servicio Sanitario Nacional.

Cada día tiene una fiesta, cada día alguien sale con sus pies adelante, todo el mundo, cada uno, y son muchos.

Dijeron muchos de buenas palabras: damos a la gente un gran servicio médico que nadie no puede encontrar en ninguna otra parte .

De hecho, la ganancia es la única cosa importante; Le doy un servicio, yo consigo reembolso: dinero!

Todo hace cagar: Los usuarios, pacientes, gente enferma, trabajadores, cada uno era solamente vector de cobros lucrativos.

Y en el salón de operaciones cada día la misma historia:

¡Ejecútese alrededor!

¡Corre, corta!

¡Corre, cose!

¡Corre, corre, que arrojas más!

¡Más produce, más cobro!

¡Corre, corre, que llegas más pronto!

¡Corre, corre, que te das prisa!

 

¡Corre, paciente!

¡Corre, enfermera!

¡Corre, cocinera!

¡Corre, banquero!

 

Corre, sepulturero, corre tú también, que corriendo, corriendo, todo el barracón ha corrido a la fosa,

ahora todo se calla, hasta que el hospital privado se ha enterrado.

¡Todo ha caído en el sepulcro!

STEFANO

N

Grande artista, con un debole per la barista.

Per la barista, si, ma per la segretaria, la gelataia e la ferroviaria.

La maestra e la bidella, sempre dietro alla gonnella.

Alla fine della nottata tra i gran seni dell’amata, ritrovandosi stanco e stremato, tra le due gran poppe rimane soffocato.

"Tumulato felice", chiunque lo pensa, ma nessuno lo dice.

STEFANO

N

Great artist, he likes the barmaid.

Oh, yes, he likes the barmaid, but he likes also the secretary, the ice-cream maid, and the railwaywoman.

The school mistress and the school caretaker, he is always following the miniskirt.

At the end of the night, between the great breast of his lover, he was tired and jaded, he got killed between two great tits.

"He passed away glad!", anyone thinks that, but no one says it.

 

Simone Rondelet, USA

DAVIDE

N

Siamo tutti a piangere il nostro amico, da tutti ben voluto.

Sempre disponibile, tranne quando non poteva.

Sempre bello era dividere con lui il suo eccedente tempo libero, tranne quando non ne aveva perché impegnato.

Pianificava, organizzava, incontrava, lavorava.

Tutto il tempo a lui disponibile era impegnato in tutti i modi.

Per far fronte a tutti gli impegni, doveva pianificare ogni minuto della sua vita, e scriverselo nell’agenda per non dimenticare.

Tranne quel giorno, in cui ha tralasciato di scrivere di respirare...

 

GOMEZ

N

Confuso e triste era il suo essere, con difficoltà trovava la felicità.

Disorganizzato scorzava e scagazzava, culo e mutande inzaccherava.

Tutto il tempo agonizzava, perchè pace non trovava.

Ma adesso è rinato, perché il fulcro ha trovato.

È il cesso il suo mondo, tutto ad esso gira in tondo.

Scrosci, scorze, clisteri e svuotamenti intestinali, sono pratiche normali.

Mera vita incrostata.

Fino a quando troppo pieno, svuota il cesso il contenuto, dallo sciacquone risucchiato, il nostro mondo ha lasciato.

GOMEZ

N

Confuso y triste era su ser,con dificultad, encontraba su felicidad.

Desorientado se peería y cagaba, culo y calzoncillos enlodaba.

Por todo el tiempo agonizaba, porque la paz no encontraba.

Pero ahora ha renacido, porque el fulcro ha encontrado.

Es la letrina todo su mundo, todo en ésta el corro.

Chaparrónes, cuescos, clisteres, y vaciamientos intestinales, son ejercicios cotidianos.

Mera vida incrustada.

Hasta cuando demasiado llena, la letrina vacia su contenido, Gomez ha dejado nuestro mundo, porque la enjuague en su mundo le ha llevado.

GOMEZ

N

Untidy and sad was his nature, he found his happiness with difficulty.

He, disorganised, farted and crapped, arse and under-pants dirtied.

He always languished, because he didn't find peace.

But now, he is born again, because he has found the fulcrum.

The bog is his world!, everything rotates around it.

Roars, farts, enemas and intestinal emptying are usual activities.

Mere encrusted life.

Till when it will be too height, the bog empties his contents, and he is sucked in the flush. He left our world in this way.

 

GAMBA

N

 

Gatti, gatti richiamava, ma li gatti non l’ascoltava.

Troppe paglie si fumava, però mai se ne comprava.

Nel laboratorio lavorava, sui controlli s’affaticava.

Qualità certificava.

Non rispettava i patti, e gridava gatti, gatti.

Tra la pausa e caffè lavorava, duramente controllava. Qualità certificava.

Sigaretta accesa restava.

Fino a quando fu trovato, sotto il peso del lavoro, il suo corpo ha ceduto.

Tutto un botto è crollato, al di là è trapassato.

Non più un certificato di qualità vien rilasciato.

Jack,che sei il Re delle Zucche nella festa di Halloween, e che fai paura a tutti i bambini...

Ven ün pochîn qui, visin a mi, che të guant, e con tu testón me prepao li Tortei cã Süca!

Che me piasen tânt!

 

CICCIO

N

Lavorava, lavorava, la bistecca tagliava, la zuppa preparava, ma con Franco brindava.

Taglia, brinda, brinda taglia...

La coscienza s’imbarbaglia.

Quel mattino si ritrovò nel pentolone, a bollir col minestrone.

FEDERICO

N

Grande studioso, quasi ingegnere, aspetto morboso di un trombettiere.

Badava a magnare per poi ingrassare.

Col cellulare, seguiva il suo compare, che lo portava a lavorare.

Lo ha seguito, adorno, nella via senza ritorno.

 

VERA

N

Carne di porco cuore di maiale una gamba ti torco finché non fa male.

La panza gonfia, di culo sgonfia.

Nei giorni di riposo non si alzava dal letto.

Sarai contento adesso che non ti devi più alzare dal tuo eterno comodo asciutto letto.

SIMONE

N

Mio caro Simone, ti spacco la testa con un pistone!

Metti la macchina nel lavaggio, ti spacco la testa con un ingranaggio!

Di benzina la macchina è vuota, ti spacco la testa con una ruota!

Ti vendo una bella macchina usata, ti spacco la testa con una biellata!

Simone, amico caro, ti seppellisco nel cimitaro...

JESSICA

N

Siamo qui a piangere questa magra ragazza, se ne stava tutto il giorno in terrazza, sorseggiando cioccolato in tazza.

Ogni giorno lamentava un nuovo dolore, male alla pancia, dolore al ginocchio, ora il colon, l’appendice, alito pesante, male all’occhio, prendo l’enterogermina, mi scoppia l’ovaio.

Giorni di magra per il suo dottore, che da quando è mancato il miglior cliente, salta i pasti regolarmente.

girl

who

shits

& pisses

in the street

289 4607

I EAT SHIT

I SHIT

IN YOUR MOUTH

405 2932

Simon Warren, U.K. 

 

El día de Muertos es una celebración anual de raíces prehispánicas y modalidad cristiana, que se lleva a cabo el día 2 de noviembre para conmemorar a los fieles difuntos. Aunque se presenta múltiples manifestaciones según la religión en que se practique, es muy común encontrar en los hogares mexicanos altares que permanecen varios días, adornados con papel picado y flores de zempasúchil, en los que se colocan vela, veladores, imágenes de santos o de difuntos, pan de muerto, dulces, dependiendo de la zona o región donde se monten.

Generalmente las ofrendas son tomales, moles, atoles, y en general todos aquellos platillos que prefieren los difuntos.

Esos días se consume "pan de muertos", hogazas hemisférica adornadas con "huesos y lagrimas" de la misma pasta, dulce de calabaza y calaveras de azúcar o chocolate que llevan nombres propios y son regalo común.

¡Feliz Día de Muertos!

 

The "Día de Muertos" is an annual feast with pre-Hispanic roots and Christian form, which falls on the 2nd of November, to commemorate the loved ones dead. Even if it presents multiples manifestations according to the religion that they practise, it is very frequent to find in Mexicans' houses altars which remains for few days, adorned with paper and zempasúchil flowers, where there are candles, candelabrum, pictures of saints or dead, " bread of dead ", typical sweets of the region.

In general, offerings are "tamales", "moles", "atoles", typical Mexicans' dishes, or in general, all of dishes that the dead prefer. In this days, they eat "pan de muerto", an half-sphere flat bread, adorned with "bones and tears", made with the same pastry; pumpkin's sweets, skulls of sugar or chocolate, that have Christian names and it is an usual present.

Happy Día de Muertos!

El día de Muertos è una festività annuale di radici preispaniche è modalità cristiane, che ricorre il 2 Novembre per commemorare i cari defunti. Anche se presenta manifestazioni multiple a seconda della religione d’appartenenza, è molto comune trovare nelle case messicane altari, che permangono per alcuni giorni, adornati con carta e fiori di zempasúchil, dove si collocano candele, candelabri, immagini di santi o di defunti, "pane dei morti", dolci tipici della zona o regione d’appartenenza.

Generalmente le offerte sono "tamales", "moles", "atoles" (sono tutti piatti tipici messicani), o in generale tutti quei piatti che preferiscono i defunti. In questi giorni si consuma "pan de muerto", una focaccia semisferica adornata con "ossa e lacrime", fatte con la stessa pasta; dolci di zucca, teschi di zucchero o cioccolata, che portano nomi propri e sono regali comuni.

Felice Día de Muertos!

 

Il Tango del Morto

"Mi permetta signorina di portarla in questo prossimo ballo."

La signorina accetta con piacere, finalmente ha trovato il cavaliere. Tutta la sera è rimasta seduta sulla sedia al bordo della pista, a guardare le altre coppie ballare.

Il cavaliere prende la mano scarna della damigella, e la porta nel centro della pista. L’orchestra inizia a suonare: un Tango. Lei adora il Tango. Suonano "Jalousie".

I due sono stretti l’uno all’altra nella pista da ballo. Lui le cinge la stretta vita col braccio, poi lentamente la mano scivola e si ferma sul bacino evidente.

"Il tuo volto è così pallido", le sussurra. Lei lo guarda, ma non dice nulla. "Così bianco e brillante... seducente." Lei abbassa lo sguardo, però non arrossisce. Non può.

Lui porta una cravatta che spesso gli entra fra le costole. Lei ha delle scarpette antiche, ma ben tenute.

La musica continua, e i due ballano in perfetta armonia, completamente in sincronia, guidati dal passo fermo del cavaliere.

Adesso i due scheletri sono armonici nel Tango. A volte sembrano scambiarsi qualche osso, però nessuno può giurarlo.

The Tango of the Dead man

"Miss, let me take you in this next dance."

The Miss gladly accepts, finally she has found her escort. All the evening she has remained seated on the chair in the dance floor's edge, to watch the other pairs dancing. The escort takes her lean hand, and takes his bridesmaid to the centre of the dance floor.

The orchestra begins to play: a Tango. She adores the Tango. They play " Jalousie ".

The two are tight one to the other on the dance floor. He grids her delicate waist with his arm, then slowly the hand slips and stops on the evident pelvis.

"Your face is so pale", he whispers to her. She looks at him, but she does not say anything. " So white and bright.... seductive ". She lowers her look, but she does not blush. She cannot.

He wears a tie which enters often between the ribs. She has little old shoes, but well preserved.

The music keeps on, and the two dance in perfect harmony, completely in synchrony, conducted by the firm step of the escort. Now the two skeletons are harmonic in their Tango. Sometimes the couple seems to exchange some bones, but no one can swear it is true.

Grazie per la collaborazione:

Muchas gracias a:

Many thanks to:

Juanita Claudia Gerrero Cervantes, Distrito Federal, México.

Joost Focquet, Waregem, België.

Marie Hamard, Latouville, Lentillac, France.

Simone Rondelet, New York, United States of America.

Alan Turner, London, United Kingdom.

Simon Warren, Herts, United Kingdom.

Kenia Lugo Vega, La Habana, Cuba.

Claudio Pasquini, Casalecchio di Reno, Italia.

Marie Hamard, France.

Alan Turner, U.K.

La Muerte

 

La muerte tan fría y sola

si la acogieran, no andaría sola.

Salvación de muchos,

desgracia de otros.

Son tantos, muchos

los que la aclaman,

muchos y tantos

los que no la llaman.

Se siente discriminada y sola,

siente envidia de la vida

está tan sana

ella tan vacía y tan llana.

Si la mencionaran, pero, no;

No la llaman.

No es mala, no, es sana,

nos guía al ensueño de,

tan triste llanto.

No es su culpa no,

es porque no la llaman.

Con su guadaña al hombro

Siempre sabia y solitaria,

anda extraña,

viene y se esconde

se va y vuelve sola,

sin alma que la acompañe,

siempre sola,

así vuelve la muerte

descaminada y sola

porque al ver alegría perdona.

Kenia Lugo 95

La Morte

 

La morte tanto fredda e sola,

se la accogliessero, non andrebbe sola.

Salvezza di molti,

disgrazia per altri.

Son tanti, troppi,

quelli che la acclamano,

molti e tanti

quelli che non la chiamano.

Si sente discriminata e sola,

sente invidia de la vita

è tanto sana

lei, tanto vuota e tanto piatta.

Se la menzioneranno, però, no;

non la chiamano.

Non è ammalata, no, è sana,

ci guida al sogno del

tanto triste pianto.

Non è colpa sua no,

è perché la chiamano.

Con la sua falce in spalla,

sempre saggia e solitaria,

va estranea,

viene e si nasconde

se ne va e torna sola,

senza un'anima che la accompagni,

sempre da sola,

così torna la morte,

scansata e sola,

perché nel veder allegria perdona.

†††††††††††††††††††††

 

 

Siamo qua giunti alla pagina finale della merdazine.

Merdazine’s last page.

Última página de esta Merdazine.

ti Odio di più

merdazine

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MERDAZINE

N

Trattava di merda,

scriveva di merda,

raccontava merda,

leggeva merda,

stuprava merda,

si nutriva di merda,

scriveva merda,

uomo di merda,

cicloni di merda,

sogna merda,

vita di merda,

finiamola con sta merda.

È morta sta merda.

Funerale di merda...

Però insisto con... la merda!

MERDAZINE

N

It treated of shit,

it wrote of shit,

it told of shit,

it read of shit,

it raped shit,

it fed oneself of shit,

it wrote shit,

he was a man of shit,

cyclones of shit,

it dreamed of shit,

life of shit,

let’s stop with this shit.

This shit is dead.

Funeral of shit.

But I insist about... la merda!

MERDAZINE

N

Trataba de mierda,

escribía de mierda,

contaba de mierda,

leía de mierda,

estupraba mierda,

se nutría de mierda,

escribía mierda,

era un hombre de mierda,

ciclones de mierda,

soñaba mierda,

vida de mierda,

dejemos con esta mierda.

Se ha muerto esta mierda.

Entierro de mierda.

Pero insisto con...la merda!

El Día del Muerto se acaba.

Ahora te esperamos por el número navideño.

Envíanos tu contribución.

Ayúdanos a tener una Navidad más colorada.

Con tus colores.

¡Hasta la merdazine navideña!

¡Feliz Navidad!

Finito lo speciale del Día del Muerto, ti aspettiamo per il numero natalizio.

Mandaci il tuo contributo, aiutaci ad avere un Natale più colorato.

Coi tuoi colori

Arrivederci alla merdazine natalizia!

Il nostro...

Felice Natale!

The Día del Muerto’s special issue is now finished.

We wait for you at next Christmas issue.

Send us your contribution, help us to have a new happy and more coloured Christmas.

With your colors.

See you at Christmas issue!

Happy Christmas!

 


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