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Mi bevo lo spumantazzo, mi magno il panettone, poi sfiato come un Trombone! Buon Natale, cinghialone! |
ti Odio di più |
merdazine.
Che c’è di male se ti Odio anche a Natale?n° 4; dicembre, ANNO 2/1996
BUON NATALE!
Ho sempre avuto difficoltà a trovare il giusto regalo per ogni festa. Sicuramente non ho abbastanza fantasia. Sicuramente non penso abbastanza intensamente alle tante sfaccettature caratteriali di chi deve ricevere il regalo. Sicuramente è sempre difficile trovare il miglior regalo nel miglior periodo. Il Natale passato regalai a mia moglie il solito profumo, come quasi tutti gli anni. Mi sembrava bello regalarle un buon profumo, o un buon bagno schiuma. Però l’ultima volta non lo accettò di buon grado, anzi, lo ha ricevuto piuttosto freddamente. Non è che mi abbia sgridato, però il suo comportamento parlò in sua vece. Inoltre non vidi mai più in giro l’ultima bottiglia di profumo natalizio. Così, quest’anno mi sono fatto più furbo. Ho seguito i consigli dei programmi televisivi per le famiglie. Dicono di fare i regali intelligenti. E così farò. UN REGALO INTELLIGENTE. Ho già raccolto tutto quello che mi serviva per confezionare il pacco bomba. Della potenza giusta, senza esagerare, quanto tritolo basta. E poi il resto è fatto. Collego il detonatore alla chiusura del pacco dono, così al semplice gesto dell’apertura, bum, il gioco è fatto. Sarà sicuramente una grande sorpresa, quest’anno per la mia amata moglie. Sicuramente non si lamenterà per il regalo. Si lamenterà per altro. Passano i giorni, e arriva il Natale. La magica notte di Natale. Ed eccoci allo scambio dei regali. Mia moglie insiste che sia il primo ad aprire il regalo. Il suo regalo. Un caldo pigiama per il freddo inverno. Vedo già nel suo volto la voglia di scoprire il nuovo regalo di quest’anno, perché il pacchetto non può contenere né profumo, né bagnoschiuma. È curiosa. Lo rigira lentamente, lo soppesa, poi, va bene, lo apre. Con calma e con grazia slaccia i nastri che chiudono il pacco dono. Li toglie. Non succede niente. Mi chiedo il perché. Poi, con le unghie, strappa la carta natalizia. E allora sì, che scoppia la sorpresa. Un lampo accecante e una nuvola calda ci avvolge. Quando si disperde un po’ il fumo vedo alle estremità delle sue due braccia due moncherini affumicati, anzi, abbastanza strinati. È sconvolta e grida. I moncherini non sanguinano neanche. Però con sgradita sorpresa vedo che la deflagrazione le ha portato via anche un occhio. Maledizione, questo non era stato previsto. Sì, perché il mio lavoro è di meccanico ortopedico. Tutto il giorno costruisco protesi di arti. Però ho sbagliato l’ultimo lavoro, in effetti ho sbagliato le misure di due belle protesi gemelle di due bei avambracci destri. Ora, ho già modificato uno dei due, facendolo diventare sinistro, così sono già belli pronti per mia moglie. Inoltre le cose non vanno a meraviglia, non navighiamo nel lusso, e non potevo permettermi di caricarmi le spese delle protesi che ho sbagliato a fare. Così la USL adesso ce le rimborserà. Non avevo previsto però la perdita dell’occhio destro. Però, conosco un buon oculista...
DOPO NATALE, L’ULTIMO DELL’ANNO!
Natale è già passato. Come tutti glia anni arrivo a questo periodo pieno di calorie e con la digestione rallentata per i cibi troppi ricchi magnati nei giorni scorsi. Esci con gli amici per riunirsi prima di Natale. Si magna. Esci coi colleghi di lavoro, per la cena che riunisce e che cancella tutte la discordie passate nell’ ultimo anno di lavoro insieme. Tutti amici, tutte le gelosie cancellate. E si magna. E si magna pure alla vigilia. E si magna pure il giorno di Natale. Vai a trovare la zia. E si magna. La nonna, magna il panettone, bevi lo spumante. Però, me ne frego, domani parto e vado a passare l’ultimo dell’anno a Parigi. Voglio vivere il casino dell’ultima notte dell’anno in mezzo ai parigini e agli stranieri che passano il capodanno colà.
Così il giorno della partenza arriva, e si vola a Parigi. Aspetto quei due giorni ed arriva anche il 31. San Silvestro. I Champs Élysées illuminati. La torre Eiffel. Dove cazzo vanno i turisti? A passare la nottata guardando i fuochi artificiali e spettacoli pirotecnici sotto la torre. A guardarsi sballati con altri gruppi che ridono, si versano addosso spumanti, Champagne e altre bevande alcoliche. Ci si parla, non ci si capisce, però si é contenti di stronzare insieme in questa serata.
Però c’è uno che è il più contento di tutti in questa serata. È il magna straniero durante la ultima notte dell’anno, però non sempre, ma solo quest’anno. Si perché non ha mai agito, non ne ha mai avuto voglia. Ha sempre passato l’ultimo dell’anno nella sua fredda stanza da solo. Fredda perché, essendo anche un po’ stronzo, puntualmente si scorda di fare arrivare la bombola di gas nuova l’ultimo giorno, prima che la ditta chiuda per le feste. Ma quest’anno si sentiva bene, ed è andato lui stesso a ritirare la bombola del gas. Però sapeva che non sarebbe stato in casa quella notte, così portò con se l’ultima nuova bombola piena di bello gas butano. Può essere sempre utile. E così fu. Aggirandosi nelle vicinanze della torre Eiffel, muovendosi con circospezione tra i cespugli del giardino, la vede, la sceglie. La prima vittima. Scivolando tra le gambe della gente che guarda verso l’alto gli spettacoli notturni, infila un tubo, abbastanza sottile, nel buco del culo di una giovanotta straniera con la minigonna e le cosce belle rotonde e rubizze per il freddo. Al momento dell’infilamento ha un tremito, ma le passa quasi subito. Apre il rubinetto del gas collegato al tubo in culo della rotondetta, la quale diventa ancor più rotonda per il gas che le entra in corpo e le espande i visceri. Però il mangiastranieri sbaglia dose, troppo gas, e la vittima galleggia nell’aria e prende il volo. Come cazzo può fare per rimediare allo sbaglio. Facile, gli spara un colpo di pistola, il cui rumore si confonde nel grande rumore della nottata. Colpito il bersaglio volante, la giovane panzona straniera piena di butano scoppia in un boato, con palla di fuoco che rischiara e riscalda il sottostante pubblico. Grande effetto, tutti gradiscono ed applaudono per l’evento, ignari del reale motivo dell’esplosione.
Io che sono lì sotto rimango sorpreso dall’effetto, e ne sono contento. Poco dopo mi si spatacca in faccia un omento lurido, smerdolato, bruciato e caldo, che scambio per l’involucro catramato del razzo appena esploso. Me lo scollo e lo lancio in mezzo alla gente, con un urlo indeciso.
Il magna straniero però non è contento, perché vede sfumarsi il primo pasto. Cazzo fare adesso? Come procurarmi la prossima cena, il cenone dell’ultimo dell’anno? Meglio farsi più furbi, e far sì che la cena vada da lui spontaneamente. Quindi si mette ad inscenare un poco credibile albero di Natale, formato con un cespuglio trovato lì vicino, avvolto dai cavi dell’alta tensione della illuminazione pubblica, adornato da lampade di alcuni lampioni raccattate nelle vicinanze. Dopo alcuni minuti di lavoro febbrile, ecco l’osceno albero di Natale già pronto. La trappola è costituita appunto dai cavi dell’alta tensione che in alcuni punti sono scoperti e possono quindi fulminare, ed anche un po’ cuocere, le vittime che si avvicinano per vedere il natalizio evento. Attacca la corrente, e l’albero si accende. I fari dei lampioni stradali si illuminano ad intermittenza, mentre dai cavi scoperti esce un sibilo sinistro, accompagnato da qualche sporadica scintilla. L’albero non attira i festeggianti, che continuano a passare le ore della notte al freddo. Improvvisamente l’albero prende fuoco, e comincia a volteggiare su se stesso, srotolando i cavi dell’alta tensione, che impazziti, cominciano a frustare la gente vicina. I colpiti in un primo momento s’irrigidiscono, poi carichi di energia elettrica cominciano una strana e sgraziata danza semi automatica. I branco di danzatori imbufaliti balla strascinando, sbattendo e pestando le persone normali (normali...?), che rimangono travolte, e calpestate fuggendo. Tra i calpestati il nostro magnaturisti, o per lo meno, quello con l’intenzione di magnarsi lo straniero e non riesce a raggiungere lo scopo. A stento riesce a uscire dai danzatori imbufaliti, e tirarsi da parte. Travolto dagli stessi eventi, ansimando si riposa e medita. Rimarrà senza cena nella notte in cui è d’obbligo divertirsi?
Sconsolato, il magna straniero, che non è riuscito a magnarsi lo straniero, si sfama mangiando una vomitata appena prodotta, bella diluita di spumantazzo, o moscatazzo italiano di infima qualità regalato dal datore di lavoro di quel coglione là che è venuto dall’Italia fin sotto all torre Eiffel per ubriacarsi... anche se è l’ultimo dell’anno. Mentre per quello che mi riguarda, ho appena vomitato per aver troppo bevuto, e c’ho una fattanza che mi sembra di vedere uno che si magni il mio vomito. Sotto la torre Eiffel.
Auguri anche a te!