merdazine
ti Odio di piùmerdazine.
Smerdolamenti e smerdolame anche qui. Numero 2. ANNO 2/1996.POESIA
BELLINA
Ti pensavo bellina.
Non dicevi mai niente
Poi ti dissi: "Cristina,
perché non vieni
con me in piscina?"
Annuisti senza un rumore
poi,
passate sei ore,
ci mettemmo a scopare.
Fu allora che apristi la
bocca. E, come per parlare,
un rigurgito verde
mi riempì di calore.
Un vomito d'acqua
mi toccò l'ogni fibra
e schiattai.
La mano dello afgano
Voglio vivere in Afganistan, perché il giorno è più dolce della notte, perché l' odore della morte ti accompagna, ti guida verso il campo minato, verso l'ordigno inesploso, verso quel tenero mondo di mutilati, di invalidi, di morti affamati. Voglio studiare il Corano nelle scuole dei Taliban. Voglio baciare in bocca il mio Mullah. "La televisione influenza troppo la nostra società."
Devoto insieme agli altri discepoli ascolto in silenzio. "Quando i ragazzi la vedono la notte, poi fanno brutte cose. E usano i televisori per vedere le porno cassette. Sapete cosa accadde una volta a Quetta? Una ragazza rimase incinta, il dottore le chiese come, e lei disse: io e mio fratello stavamo guardando la tv, c'erano certe immagini così lo abbiamo fatto." Andiamo. Rastrelliamo tutte le case, le capanne, le macerie dove vivono ancora famiglie alla ricerca delle tv.
Le trasciniamo per le strade, le malmeniamo, vengono sventrate, eviscerate, infine impiccate. Tubi catodici, circuiti e fili estratti dalle carcasse vengono pestate con furia, trasformate in poltiglia nerastra, quindi le mettiamo sotto lucchetto in uno sgabuzzino della caserma.
Torniamo dal nostro Mullah.
"Le musicassette traviano. Sono proibite perché la musica ha un brutto effetto sulla gente. E poi nel Corano è scritto che un giorno il Profeta, nell'udire una musica, si infilò tappi di cotone nelle orecchie. Il profeta conosceva ogni cosa e noi lo imitiamo. Cantare è lecito ma senza musica. Il possesso di strumenti musicali è proibito. Tu, prendi questa chitarra pakistana e giustiziala". Il giovane si alza, prende la chitarra, estrae una baionetta e la riduce in due tronconi. "Sotto chiave nel magazzino!".
"Pochi giorni fa abbiamo chiuso la scuola infermiere gestita da un'organizzazione internazionale. le ragazze avrebbero dovuto parlare con uomini, toccarli, e poi avrebbero fatto brutte cose". Andiamo. Ci riversiamo nelle poche scuole esistenti, trasciniamo fuori tutte le bambine, le malmeniamo, le minacciamo che non tornino mai più a scuola. "Le bambine devono restare analfabete, nessuno svago è più permesso". Prepariamo le durah, le verghe su cui sono scritti i versetti del corano, con cui battiamo frequentemente le donne che arrestiamo per mezza giornata, per punirle un po', quando sono sorprese a parlare con un uomo che non sia un suo congiunto. "Una donna può essere presa a calci o bastonata se passeggia da sola, se mostra gli occhi o se porta il burka nero, considerato troppo corto e troppo frivolo." Ben detto. "Cento colpi di durah alla donna che va a letto col fidanzato. Se i due sorpresi a letto sono adulteri, la punizione per entrambi è la morte. " A morte gli adulteri sottolineiamo in coro.
Per oggi l'incontro coranico è finito. Mi dirigo così lentamente verso la mia abitazione di fango e sterco. I miei genitori sono contenti che io segua la scuola coranica. Arrivato a casa prego per buona parte della notte, poi mi addormento sul selciato, perché il mio pagliericcio se lo è magnato la settimana scorsa l'asino di mio padre.
Alle prime luci dell'alba veniamo svegliati da urla e dal rumore della nostra porta sfondata. E' la polizia che entra, malmena a bastonate i miei genitori fino a che non si muovono più, mi fermano, insultandomi, sputandomi, mi stappano i capelli, la barba e mi conducono di fronte al mio Mullah. "Per i reati più gravi la sentenza è decisa dai mullah della corte suprema. Al ladro vengono amputati la mano destra e il piede sinistro. Dopodiché gireremo in macchina mostrando la tua mano amputata, a mo' di esempio, ladro di fagioli." Non posso replicare, non mi è permesso né dalla legge coranica, né dalla mia frattura della mandibola. APPLICAMI IL CORANO, posso solo dire.
Mi portano nell'altra stanza, uno di loro mi fa due punture d'anestetico la polso, poi m'appoggia la mano su di un ceppo e con un colpo d'ascia me la tronca come se tagliassero una coscia di pollo.
"Noi applichiamo la legge divina. Se altri non lo fanno, non è colpa nostra. Rinchiudetelo in galera senza mangiare fino a che la ferita non sia rimarginata."
Sono solo nel buio della cella. Il polso mi duole. Voglio vivere in Afganistan, perché non saprei dove altro vivere. Voglio vivere in Afganistan, perché sono nato in Afganistan.
LE DIECI COSE PIU' IMPORTANTI
Buttare le Molotov nelle case di riposo
Investire i bambini sulle strisce pedonali, col trattore
Immergere un palestinese in una vasca per cromature
Leccare gli stipiti dell'uscio della stanza 14 del terzo piano del Palazzo di Giustizia
Arare il Campo base dei lupetti di Formigoni
Minare i minatori di carbone sardi
Cementare le coste dell'Isola del Giglio
Seminare la Razza Superiore nelle vergini vallate di Eva Mikula
Trapanare con punte logore le poche zone sensibili del tetraplegico
Uccidere il tuo vicino di casa solo perché è il tuo vicino.
CRONICHE HOSPITALIERE
Salvate gli anziani...
Era già il quarto assistente domiciliare che spariva nel corso del mese di luglio. Lui non ci pensò più di tanto perché capita che qualcuno si stanchi del proprio lavoro e decida di mollare tutto e tutti. Come al solito, composto col pizzetto alla Gonzaga e la valigetta da rappresentante, colma di sonde rettali e dilatatori, si recò dalla Marisa, un'anziana signora ormai costretta aletto per l'età e, ahimè, per le tante sofferenze accumulate. La stanza era buia e silenziosa, come sempre. Lui chiamò l'infermiera che non rispose come al solito, perché impegnata a trombare col tal Spangaro, detto cinghiale sudato dall'arcata sopraccigliare polimorfa.
La nonnina stava emettendo respiro frequente e acido, l'uomo si avvicinò con la sua solita grazia per non far spaventare la poverina. La Marisa aprì dolcemente gli occhi, poi quasi sussurrando chiese all'uomo di porgerle la dentiera, a bagno nel bicchiere con l'acqua gialla e piena di filamenti di fibrina e tartaro. Appena messa la protesi, l'anziana signora ormai posizionata in decubito laterale sinistro, era pronta per la consueta esplorazione rettale per estrarre come da copione, i fecalomi. L'uomo iniziava ad arraparsi nel vedere quello sfintere ragado-eritematoso, poi fu costretto ad avvicinarsi al deretano, per la bieca luce, e proprio in quel momento la vecchia, dopo tre anni di stipsi ostinata, si canalizzò, colmando la camera già malsana di un ammasso di feci steatosiche e colloidali.
L'uomo fu avvolto dalla trappola mortale, le feci gli invasero gli interstizi polmonari fino a provocare l'invasione fecale dei principali apparati. La mmerda d'uomo si accasciò inerte a terra gemendo come un gatto squarciato, sulla carreggiata autostradale e con gli occhi sbarrati e terrorizzati si accingeva a coprofizzarsi.
La vecchia munita di dentiera scese dal letto e tra una crisi convulsa ed un passo a ruota dentata arrivò sulla vittima fetida e con lentezza ed accuratezza incominciò vorace a divorare l'uomo che ancora vivo ma paralizzato dalle feci collose, iniziava a disarticolarsi. La nonnina sbragò gli ipocondri dell'uomo a dentate, usando il cordone ombelicale come cannuccia per nutrirsi delle feci liquefatte digiunali dell'escremento omoniforme.
Ormai dell'assistente non era rimasta che una carcassa putrida e maleodorante, accasciata in terra e mentre la nonna tornava a letto, dalle arterie zampillava il sangue e le mosche assalivano voraci i brandelli di carne insanguinata e piena di merda.
La stanza puzzava di sangue marcio, per la merda che si era mischiata ai tessuti e all'arredamento. Il tanfo era talmente forte e pungente che dalle altre camere, chi trascinandosi in carrozzina e chi zoppicando, giungeva in branchi, di anziani signori che bavosi e ingordi si divoravano i tocchi di carne dolce nella quale le larve di mosca avevano già scavato cunicoli caseosi.
Nel giro di poco tempo gli anziani signori fecero sparire i resti mortali dell'uomo, qualcuno insoddisfatto si sfondava la cassa toracica a stampellate per assaporarsi le pleure, altri a sediate si sbragavano l'addome per gustarsi il fegato spappolato e cirrotico.
Ricordo uno, dolcissimo, che si spezzò la colonna vertebrale a colpi di accetta per succhiarne il contenuto e perché nessuno se ne accorgesse, maniacale, la riempì di merda.
La cosa degenerò un poco, ma una volta riassestati e riconsegnati gli organi vitali ai loro proprietari, tutto proseguì come prima, con la solita monotonia e la costante quiete.