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merdazine. Ma guarda te quanti speciali in sto' numero speciale!

Anno 1995. n° speciale

Domani sera vado ad una festa di Halloween.

Sono ubriaco fradicio, lo so che non riesco a reggere più di ¾ di litro di tequila,... però mi sono ritrovato con gli amici. Uno di loro, di ritorno dal Messico da meno di una settimana ci ha invitato a casa sua per bere la migliore tequila del mondo. Ed ha ragione.

Seguendo i suoi ragionamenti e ricordi, camminava solo nella notte umida e fredda, con andatura lenta ma lineare. Si sentiva la lingua pesante e ruvida. Forse era per il sale usato per la tequila. O forse era per la tequila stessa.

L'impermeabile era slacciato e gli sembrava che la strada che seguiva fosse quella buona per andare a casa.

Domani notte un'altra festa. Domani notte è la notte di Halloween. Cazzate, qui siamo in Italia e non abbiamo bisogno di surrogati di tradizioni per grassi e stupidi bambini americani. SCHERZETTO O DOLCETTO, ci cago sopra.

Ridda e sabba... forse nel medioevo. Scheletro e uomo lupo...

Come cazzo mi debbo vestire per la festa?

Com'è buia questa notte.

Improvvisamente cozzò contro un'altra persona. Si fermò e rifletté sull'accaduto. In piena notte, con strade e marciapiedi deserti, questo disperato deve sbattermi proprio contro...

Non sembrava un disperato, anzi era un signore distinto, con soprabito, capelli pettinati all'indietro, sopracciglia folte e nere, ... Ehi ma io ti riconosco... TU SEI... gridò l'ubriaco.

No io faccio l'anestesista, rispose lo sconosciuto aggiustandosi il soprabito. Si scusò. L'ubriaco alzò gli occhi verso lo sconosciuto. Non c'era più, era misteriosamente scomparso nel nulla. Nessuna traccia in nessuna direzione.

Che stronzo sono, pensavo di aver incontrato il Conte Dracula dei film. Si mise a ridere da solo. Improvvisamente si sentì la lingua molto pesante, sempre più pesante. In pochi istanti la lingua gli riempì la bocca, spingendo sul faringe. Aumentò repentinamente il suo volume in un tempo così breve e di dimensioni tali da fargli scoppiare la testa violentemente, con un suono secco ed intenso. Il corpo cadde senza testa. Cranio e frammenti encefalici sanguinanti erano sparsi per tutta la via, appiccicati ai muri, alle auto parcheggiate.

Domani sera vado alla festa di Halloween?

E' Natale per tutti

Caro Babbo Anale,

anche quest'anno mi rivolgo a te per richiederti il mio piccolo regalino che mi faccia passare delle buone feste, tra godimenti, urla strazianti, sanguinamenti e sborramenti.

Da quel bravo bambino che io sono, e mi sono comportato bene, vengo per chiederti l'ambita novità di fine anno: Il devastatore sfinterico con percussore anale, che sfracellerà il mio didietro con effetti lacero-turbanti e catalizzatore d'orello. Fammi passare un Natale insanguinato in compagnia del prolasso mucoso e dell'incontinenza fecale.

Questa era la richiesta di un normalissimo maso-gay con la minchia ridotta ad una borchia mummificata.

Ma come tutti sanno, Babbo Anale è un po' stronzo, ma questa volta è stato anche più testa de cazzo del solito. Invece del devastatore sfinterico portò il fallo spinato corredato di petardi e lame spiraliformi. Lo stava indossando.

Si pregustava già il Natale di sodomie incatenate. E per fare la testa di cazzo totale, invece di presentarsi a casa del maso, entro nella casa di fronte dove viveva una famiglia felice con un figlioletto felice.

Entrò, abbracciò il bimbo, estrasse l'arnese torturatore, e si penetrò il pargolo senza neanche preoccuparsi di calargli i calzoncini.

Una volta in sede attivò il fallo micidiale che incominciò lesto il suo servizio nel giovane canale anale. Però il fallo era tarato per un adulto, e visto lo scarso peso del disgraziato bambino, fece scempio dell'intero corpicino roteandolo nel vuoto col suo movimento. Al momento dell'accensione dei petardi il bimbo venne proiettato con velocità supersonica contro la parete trasformandolo in un non ben definito graffito.

Anche quest'anno abbiamo passato un BUON NATALE... a tutti.

Il concorso al palazzo dello sport

Finalmente arrivò il tanto atteso giorno del concorso pubblico. A parteciparvi erano in quattromilacinque. Eravamo tra i quattromila e cinque e non era la prima volta che partecipavamo ad un concorso pubblico per entrare a lavorare nella pubblica amministrazione.

Eh sì, in Italia tutti vogliono andare a lavorare nel pubblico. Due ore e mezza per entrare. Un'altra oretta per sistemare noi poveri concorrenti, e distribuire il questionariazzo da compilare digitalmente per la lettura ottica. Vedo là in fondo il gruppo di amici che erano a scuola insieme. Vedo nel centro del palazzo dello sport la commissione tra i quali membri c'è un pachiderma ippopotamato-triceratopesco. Sicuramente il suo intestino è pieno di merda torbida.

Sulle teste dei commissari pende il tabellone elettronico del punteggio digitale della squadra ospite (?).

"Che abbia inizio la prova scritta" tuonò una voce dal microfono dei commissari. Gemiti, sudore e sicuramente anche qualche scoreggia si sollevò dal popolo scrivano concorrente. Ho visto uno sputare e uno cagare nella sciarpa di quello che gli era davanti.

E così la prova d'esame cominciò. Il tempo trascorreva lentamente veloce e la puzza di sudore aumentava alterando l'atmosfera del palazzo sportivo.

Ed in quel momento così monotono di una giornata invernale monotona successe lo straordinario. Da una platea formata da gente estremamente mestruata ed angosciata, la forza di coesione del panico e della forfora fece sì che alcune teste delle amiche più vicine si fondessero insieme formando una sorta di bestia, un polipo con un'unica testa con parecchie bocche, occhi cisposi ed orecchie mescolate con capelli diversi. Sotto a questa orrenda forma di testa si dimenavano i corpi dei disgraziati che cercavano di liberarsi da quella prigione, spingendosi, graffiandosi e pestandosi.

Questa nuova forma di vita cominciò a muoversi dal luogo della sua nascita e durante il suo tragitto attirava a sé con una specie di forza gravitazionale polipoforme, nuovi concorrenti andando ad aumentare così il numero dei suoi tentacoli. Ormai era formato da centinaia di corpi con un'unica testa mostruosa, ed il suo numero cresceva sempre più.

Nel palazzo dello sport orami regnava il panico, la gente cercava di fuggire o rimaneva travolta dal polipo bestiale. "Calma gente, state calmi" ripetevano gli altoparlanti continuamente. Ma ormai era il caos. Si vedevano corpi vorticare, e nella confusione si staccarono le catene del tabellone elettronico che cadde sui commissari centrando e schiacciando il pachiderma che emise un sono fesso ed emanò un fetore coprolitico.

Le sue budella smerdolanti arrivarono fino qui.

Il polipo scervellato multifacciale possedeva vita propria, ma era privo di volontà unica. Regnato e comandato da quasi un migliaio di teste di cazzo che dicevano e pensavano di trovare la soluzione migliore a qualsiasi problema, compreso quello della aspirazione in un'unica siringa di insulina rapida e lenta, nel multipolipo cominciarono a formarsi delle ferite di frattura della struttura stessa.

Con un grande boato rilasciò tutti i costituenti unitari della creatura, liberando fibre di strutture legamentose che puzzavano tremendamente. La pressione della somma di tutti i fetori fece esplodere il tetto del palazzo dello sport, che ancora adesso è in volo verso Giove.

I concorrenti si ritrovarono senza più concorso, né commissione (che è rimasta smerdolata), né domande, né di che copiare, né di che lamentarsi. Solo con alcuni morti, pianti da pochi.

Dopo un po' di tempo ci furono dei ricorsi al TAR.

Nel palazzo dello sport non si possono fare concorsi.


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