ti Odio di più

merdazine. Preferisci un cazzotto in un occhio, o che ti… Anno 1995. N° due.

 

L'uomo nel contesto militare e la merda come elemento di transizione nell'avvio del governo rivoluzionario.

Sono le 6.30 suona la tromba della sveglia mentre il piazzale aspetta silenzioso che gli scarponi battano plumbei.

Dalle camerate fuoriescono sciami smerdolanti e tanfi stagnanti colmi di cloni batterici, cricca delle dita dei piedi, formaggio pampinitorvo, forfora, catarro, peti al vin brulè, e lasagne d'ascella.

Il soldato che mai si è lavato da quando è partito esce dalle coperte giallo-fetore per indossare, con sotto il pigiama, la mimetica dalla Cadore.

Poi c'è l'alpino così reattivo che alla sveglia rimane supino per tutto il mattino. Per non parlare del meteorismo mattutino mentre si sorseggia il cappuccino.

Questa è la naja, non sono un marines, ma sono fiero di lavare la divisa ogni tre mesi cosicché i crostoni possano sviluppare la scabbia e la cisticercosi. Sono felice di poter condividere il refettorio con i coleotteri in sciopero per il cibo freddo, sono entusiasta di inspirare i mixovirus ed i paramixovirus e ancor più soddisfatto quando dormo tra gli acari.

Adesso capisco cosa vuole dire convivere con altre specie. Il mio capitano è schizzofrenico, il mio tenente è gobbo, il sottotenente è una checca isterica alpina ed il sergente è un invertebrato, analfabeta, lobotomizzato.

Insomma facendo il bilancio dei primi tre mesi sotto l'esercito mi sento in dovere di affermare che la vita militare ti insegna che gli ultimi saranno i primi, che i casi sociali non vanno istituzionalizzati e che bisogna essere tolleranti.

Viva il letamaio armato, viva la corruzione, evviva i marescialli che fanno mangiare merda per cagare merda, mentre sotto l'ascella in quel di casa i prosciuttoni recano.

Viva gli ufficiali che si inventano gli straordinari ed a forza di occupare sedie gli si prolassi il sigma.

Viva la benzina che sparisce, le ferie pagate, i sergenti che si fagocitano tramezzini a sbafo. Evviva il tenente colonnello che va a sciare a Cortina con l'autista militare e lo stagionale pagato dallo stato plebeo.

Viva i rimborsi, i soldi che spariscono, la gente paraculata e quella sfigata, viva i marescialli mafiosi di faida, viva le conoscenze per salire di grado, evviva i viaggi a vuoto, i comportamenti afinalistici e afinalizzanti, evviva i grandi militari come fonte discriminante e detenente potere. E ancora evviva le mense separate per ufficiali e truppa, evviva gli ordini poco chiari e contraddittori, le urla e l'arroganza per imporre voleri oscuri e assurdi. Evviva gli alloggi gratis, le speculazioni, l'ignoranza, l'iperassistenzialismo discriminatorio sempre associato alle sinistre politiche. Evviva gli esaltati, i falsi, i vinti, i valori inesistenti, il mondo militare con la sua falsità, i suoi delitti, i suoi inganni, figli di una politica demagogica squadrista, conservatrice dispotica ed istituzionale.

Evviva il giorno in cui l'uomo capirà che ammassare la merda significa solo ritardare il sopravvento su di esso.

La soluzione c'è e sta nell'ingegno; la merda non va bruciate, perciò correremo il rischio di inquinare la porzione terrestre residua. Lo stesso serve per bonificare, far nascere, riscaldare, per cui lancio il motto: "usa la merda per creare il nuovo, ma non credere che il nuovo sia contento della merda"…

 

L'infermiere a vapore va al collegio.

Sono poche le volte che io, infermiere a vapore vado al nostro Collegio. Non mi pice l'ambiente, è solo burocrazia. E poi non aiutano veramente gli iscritti. La categoria.

Comunque sia, quel giorno dovevo proprio andarci.

Entro.

Buongiorno.

La signorina, la impiegata, risponde al saluto seduta dietro la propria scrivania. Ha lo sguardo un po' perso, sicuramente ne ha perso un po' rincorrendo tutto quel falso documentame che le scorre davanti ogni giorno.

"Ho bisogno del documento ics.", dico.

Mi chiede il nome, e dallo schedario risale a me. Dopo aver controllato i dati, inizia a scrivere.

Guardo l'altra impiegata. Avrà mille anni. Ormai è tutt'uno con la scrivania e il computer. Non guarda, non dice,… non pensa. È obesa.

Dalla stanza adiacente si sente la voce del Presidente che parla al telefono.

"Ha la marca da bollo da 15000…", mi richiama all'attenzione. "No, non sapevo che…", "Non importa, gliela posso mettere io… E il versamento? L'ha effettuato?".

…?…

"Che versamento dovevo portare?".

Mi dice: "Allora, per ottenere il documento ics, deve fare un versamento di nonsoquanto al Ministero di Nonsocosa, poi deve portarlo a me. Ne trattengo una ricevuta e le posso consegnare il documento ics, che deve portare al Tribunale Aspettaespera, per porre il sigillo e la firma, però…"

La pressione della mia caldaia posticcia installata nel mio ventre cominciò a salire. Lei continuava con le richieste. "…Poi riporta il documento ics qui da me che le faccio una richiesta di pagamento tramite…" La pressione supera la soglia di sicurezza.

"…Ma a cosa le serve questo documento ics?"

"Per andare a lavorare…", rispondo.

"A lavorare?"

Urlo.

Lei, la mia segretaria, smette di parlare e di scrivere, e mi guarda mentre sbavo e il vapore esce da ogni parte del mio corpo.

La mummificata rimane mummificata.

Il mio cazzo telescopico si gonfia a dismisura, straccia le brache, e con un guizzo sfonda la scrivania e penetra nella gnocca della segretaria.

Ella rimane senza parole a bocca aperta, così come la gnocca. Il mio cazzo si estende completamente, e come una palma si rizza e porta nel suo tragitto la segretaria, che si ferma inchiodata al muro ad un metro da terra. La cappella a trivella girando le sta devastando gli organi genitali, schizzando sangue imbartolinato.

Cominciò ad urlare e a dimenarsi. La mummia si alza e vede.

Le mie mani si trasformano in una elica di lame che roteando vorticosamente affettano la mummia che si spappola senza fiatare, rilasciando però nell'ambiente un fetore orrendo.

La mano destra diventa un martello spaventoso, e colpisce frantumando mobili, macchine per ufficio, schedari, pareti, un Presidente e il suo cervello.

Guardo la segretaria impalata nel rumore assordante prodotto dalla mia mano a maglio ed a elica.

Ecco, sto per… nel momento dell'orgasmo la carica di plutonio della cappella s'innesca e scoppia.

La segretaria scompare quasi istantaneamente in una nube di sangue e polvere, di lei rimangono solo qualche foto ricordo in qualche album di qualche parente. Il suo utero è proiettato nel cielo di Bologna. Il calore dell'esplosione mi fa liquefare. Ormai sono morto, così smetto di accanirmi contro l'ufficio.

…oggi è proprio una brutta giornata.

Penso che presto bisognerà rinnovare gli organi collegiali ed il suo Presidente.

Finisce così il racconto del nostro eroe. State con noi nei prossimi mesi. CIAO!

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