Un anno di merda.
Le nuove poesie della merdazine.
In questa pagina viene raccolta la produzione di poesie della merdazine scritte nell'ultimo anno.
Un particolare ringraziamento a tutte quelle persone che hanno fatto sì che quest'ultimo anno sia stato particolarmente di merda, collaborando a loro modo, ispirando e maltrattando i nostri autori.
Speriamo che la raccolta possa destare il vostro interesse.
Buona lettura!
Grasso Mariachi
Mi sono svegliato
nel mio sogno
E la chitarra ho spolverato,
quindi ho raccordato
che era gettata a terra
dove l'ultima volta ho lasciato,
dopo che, triste,
il mio canto avevo intonato.
Ero un grasso Mariachi
coi baffi neri
ed il mantello cachi,
con le mani grasse
le dita corte
le unghie lunghe
ed un poco sporche,
affilate
sulla corda della chitarra.
Un grasso messicano
poeta dell'amore
che canta con voce
alta e dolce,
che piange il suo dolore
ay, ay, ay, ay, ay
e che ti canta il suo amore
con tutto il suo ardore
mentre gli scende il sudore
ma tu non lo ascolti
e non mi ascolti
e rifuggi i
miei lamenti sordi
Così Mariachi
grasso e triste
solo cammino
coi baffi che san di tequila
ed in mano la bottiglia di vino.
Piango nel mio sogno
così piango
nella vita reale
di poeta marginale
che al tuo amore
non può arrivare.
Vorrei avere una storia normale.
Je ne t'aime plus.
Ti ho amato
ti amai
ti amavo
ti amarono
ti hanno amato
ti amano
ti amerà
ora
non ti amo più.
Ti baciarono
ti hanno baciato
ti bacerà
non ti ho mai baciato
non ho mai avuto
la possibilità
di sentire
le tue labbra
sopra le mia.
Ne mai l'avrò.
Vado in bicicletta.
Io vado in bicicletta,
pedalo senza fretta.
Silente nel mio cammino,
attraverso il fresco mattino,
scoreggio sul sellino.
Metto a dura prova
il sellino di finta pelle.
Io scoreggio in bicicletta
da quando andavo
con la bicicletta a rotelle.
Perché ho scoperto
che posso scoreggiare
mentre sono là che sto a pedalare.
Chissà se i grandi campioni
scoreggiano dentro i loro pantaloni?
Al Giro d'Italia
si scoreggia dentro la maglia.
Al giro di Francia
svuota il gas che
ha nella pancia.
Al giro di Spagna,
si alza, tira una scoreggia
ed ammazza una cagna.
Se si diventasse campioni
a suon di scoreggioni,
sarei iscritto nell'album
dei grandi nomi.
Maglia Rosa,
del Mondo sono il campione!
Sulle due ruote
il più gran scoreggione.
Una notte in piazza
Arrivando già
sudando
nella Piazza Maggiore
avvolta nel notturno calore
e spaccata dal grande rumore
Amici che
tracciano connessioni
schivando ostacoli
e spintoni
nella folla che danza
fulminata
al ritmo acido
del carro sonoro
autoalimentato.
Ballo
a torso nudo
guardo le stelle
gli occhi della ragazza.
Penso
a Carlo V
alla cerimonia di incoronazione imperiale,
al giorno della Liberazione,
ai discorsi del Duce al balcone.
Vedo
giovani e sudore
che ballano
nel loro rumore.
Non si trova neanche una birra.
Sento la solitudine
che piomba
all'improvviso
destandomi dal mio
idillio.
Senza neanche una birra.
Solitudine e tristezza
tra la folla
piuttosto felice.
Monto in sella
verso il letto
cuore piccolo
stretto, stretto.
Il tipo da bar.
Sono un tipo da bar
vado giù peso,
come il mio alito,
come le mie ascelle.
Porto le canottiere
piene di macchie,
unte di padelle.
Gas fermentato
che riempie
le mie budelle.
Bevo la birra,
fumo sigarette,
quando passa una donna
le guardo le tette.
Parcheggio l'Alfa
qui attorno,
ma non la trovo mai
di notte, quando ritorno.
Ci provo con tutte
le donne
molte volte mi mandano a cagare
alcune volte me le riesco a trombare,
sono un toro
sono soddisfatto con
molte di loro.
Parlo di calcio
so tutto delle coppe,
mi distrae dal discorso
solo un paio di poppe.
Guardo la tv
guardo il tempo
che passa...
sempre uguale,
guardo la gente
normale
col suo vivere
normale,
da questo fumoso bar
che non ha niente
di speciale.
Il volo di Arianna.
Sabato sera, andiamo a ballare!
Ci possiamo almeno svagare,
dopo tutto quel lavorare!
Andiamo solo a ballare,
questa sera non abbiamo altro a cui pensare.
Però, con tutto questo ballare,
muoversi e sudare,
a noi ci viene sete,
e ce ne andiamo a bere,
vogliamo svuotare il bicchiere,
un paio di birre ci possono aiutare
senz'altro ci riescono a dissetare!
Tra di noi ci guardiamo,
e in lampo ci capiamo!
Riusciamo a capire,
che è giunto il momento di agire,
senza doverlo comunicare,
Arianna ci accingiamo a lanciare!
Prima la cerchiamo di dissuadere,
ma lei non ne vuole sapere!
Anche se lei non vuole,
la prendo e le stacco le suole,
delle scarpe dal pavimento,
più la lancio in aria, più sono contento!
Lei si lascia cullare lassù, dal vento.
Arianna vola leggera,
avvolta nel suo elegante vestito da sera.
Arianna vola sopra le nostre teste,
come accade in tutte le migliori feste,
dove noi amici partecipiamo,
e tutte le volte la prendiamo,
e per aria la lanciamo.
Vola Arianna, sii felice!
Che un trattamento così,
non lo riservava nemmeno Dante
alla sua Beatrice!
Arianna, missile vettore,
che ha un'autonomia di alcune ore,
di volo e di volteggio,
di sospensione e di galleggio.
Arianna, vettore spaziale,
razzo fenomenale,
ragazza missile dalla vita normale.
Arianna, sii felice,
e continua a volare!
Che da lassù dello schifo ti puoi dimenticare!
Arianna, ragazza volante,
facci sognare,
anche a noi, poveri terrestri,
pieni di problemi, che combiniamo malestri,
coi piedi in terra ben piantati,
che non possiamo volare,
e ci riteniamo sfortunati!
E da lontano, col binocolo,
ti guardiamo orbitare.
Amico Passero.
Passero che scagazza
sul balcone e sulla terrazza,
e la vicina che s'incazza,
perché ha cagato,
sul suo bucato,
che è tutto pulito e profumato,
ma che adesso è macchiato
da una nera patacca,
di oscura e colante cacca.
Passero svolazza
da questa a quell'altra terrazza,
che se ne va a cercare
qualcosa di buono da mangiare,
però, senza starci a pensare,
si rimette a cacare,
così, solo per scaricare,
e tutto quanto imbrattare.
Felice se ne scagazza,
sulle pietrine lucenti della terrazza.
Poi via se n'è volato,
dopo aver tutto quanto inzaccherato.
Mi viene a chiamare,
perché non gli ho dato da magnare,
col suo cinguettare,
come per protestare,
insistente e prolungato,
mi avverte che è affamato,
e che nulla nel suo piatto
gli ho lasciato.
Io nutro i piccoli passeri,
con granaglie e pane secco,
loro divorano tutto col vorace becco.
La mia vicina non li vuole nutrire,
l'unica cosa li fa fuggire,
gli urla, li fa scappare,
perché non vuole che si mettano a cagare.
Passero!,
esempio di democrazia!
Caca sulla terrazza della vicina,
come nella mia!
Lui non fa differenze,
svuota l'intestino senza resistenze,
senza starsene a pensare
dove deve cagare,
se nella terrazza di chi lo ha cibato,
o in quella di chi lo ha scacciato.
Umore dell'Amore.
"Amore!,
oggi non sono dell'umore!
Sono stato sotto pressione,
per ore,
ed ore.
Alla fine ho cambiato colore,
mi si è ribaltato l'umore!
C'ho le tempie gonfie,
mi sta scoppiando il cuore!
Oggi in mensa,
tutto quanto aveva lo stesso sapore!
C'ho il cervello che mi sta per scoppiare,
ho bisogno di riposare!
Mi devo proprio rilassare!"
"Amore caro!,
non ti preoccupare,
ci penso io
a farti rilassare!
Prima però ti devo rifocillare,
poi ti posso massaggiare,
ed ho anche in mente,
qualcosa con cui possiamo giocare!
Non ti puoi rifiutare!"
"Rifiutare?
Non ti preoccupare,
che so io cosa è meglio fare!
In primo luogo ci dobbiamo
denudare,
e poi abbracciare,
e baciare,
baciare,
baciare.
I nostri corpi possiamo intrecciare.
Un garbuglio di organi
e membra dobbiamo formare.
Questo groviglio di gioia,
e di piacere,
è così che mi piace godere!"
Passa il tempo,
passano le ore,
il tempo lento continua a passare,
io arrivo,
e comincio a spruzzare.
Tutto quanto abbiamo imbrattato,
lenzuola e biancheria,
tutto impataccato.
Avvolti nella passione,
stretti, stretti, come in un bidone,
andando dritti per la nostra direzione,
come un treno che entra in stazione,
grazie a questa prolungata erezione.
Liquidi biologici
continuiamo a rimescolare,
affinché il vero umore
dell'amore
possa trionfare.
L'umore dell'amore,
l'unico umore
che mi fa cambiare umore!
"Amore!".
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