Poesie di merda

 

Benvenuto nell'angolo delle poesie di merda.

Sono poesie di merda perché raccontano e trattano di merda, scrivono di merda e sono scritte di merda. Hanno contenuti di merda, una grammatica di merda, una metrica di merda, stimolano la merda quotidiana.

E cosa fondamentale è che fanno anche cagare.

 

Buona lettura!

 

 

Sono un uomo di merda!

Sono un uomo di merda.

Mi riempio di merda,

mi riempiono di merda,

i piccioni mi cagano addosso.

Cerco la merda,

la merda mi trova.

Mangio sempre merda,

merda ogni giorno,

in quel lavoro (di merda).

Però non mi piacciono

le fighe di merda.

 

Peggio

merda sotto le unghie

merda sotto i capelli

merda nelle gengive.

 

Fornace

Figa nella fornace,

la mia minchia nella brace.

La sua forma non mi piace.

Prendo tosto il martello,

e lo picchio sull'uccello.

Una forma, un modello;

tozzo, storto o a punta tonda,

disposta è già la "bestia immonda"

a fronteggiar 'sta figa sfonda.

 

Vacca!

Perchè vacca?

Lei ha forse le corna?

Si pasce di fieno?

NO!

vacca

adesso... sono solo...

 

Il mio amore

Il mio amore ha

le radici

nella merda

e

le foglie

all'estremo.

 

Se dovessi scegliere...

Se dovessi scegliere

tra la merda

e il letame,

sceglierei la figa.

 

Pigliati sto dardo.

La prossima volta

che andiamo in palestra,

ti lancio sto dardo

per la tua balestra!

 

Tom.

Mangi il tuo vomito,

lecchi le pisciate delle cagne,

Ti scaraccio in bocca,

Lecchi il bordo del cesso,

i tuoi peli nella minestra,

scoreggi nella stanza,

mangi i fili interdentali usati,

C'hai le camicie di Elvis

Sudi come Elvis,

cinghiali dietro i gatti,

produttore di merda,

sbufali con la testa.

Allegro fiutagnocca,

ruttapappa,

strusciamerda,

leccaballe,

sfiataculo,

caloroso Elvis,

vomitoso,

scrostaunghie,

cane merdoso,

Grazie di tutto.

Tom ti voglio bene.

 

Sono una nullità.

Poche cose

ho veramente poco da offrire.

Ti Posso offrire solo la mia

Noia,

non ti posso che dare i miei lamenti,

i miei sospiri,

l'alito della mattina appena sveglio,

il tepore del mio pigiama.

Ti dono volentieri

i miei pensieri buoni

e anche quelli cattivi

i miei vuoti di memoria.

Ti dono la mia semplicità

avvolta nei miei vestiti consumati

e smessi

nelle scarpe opache

con le suole rifatte

e il plantare contro il freddo.

La mia vita è limitata

dalla mancanza della conoscenza

di alcune emozioni,

anche di quelle più grandi.

Ma anch'io ho pianto per amore.

Ho smorgagliato anche per te.

Soprattutto per te.

Non chiedermi cose astratte.

Sii esplicita

Chiedimi di abbracciarti

Io t'abbraccio

Ti stringo forte

fra le mie scarne braccia.

Non ti offro grandi emozioni

Non giuro l'impossibile.

Questi sono i miei fiori

Questi sono i miei regali

Questi sono i miei limiti

questa è la mia solita minestra.

Questa è la mia immobilità.

Se ti annoi con me

Tu lo sai

La felicità è solo dietro l'angolo

E tu lo hai già

girato quell'angolo...

I tuoi baci.

Quando mi baci,

il mio stomaco…

si ferma.

I tuoi baci sono emetici.

Tuoi timidi tentativi patetici

di avvicinare le labbra

per cominciare con

slinguazzamenti frenetici

sulle gengive

e sui tuoi denti sintetici.

Contenuto gastrico

iperacido

alimento masticato

al succo gastrico mescolato

all'esterno rigettato.

Quando mi telefoni

chiedendomi di uscire

io accetto,

con piacere,

mi piaci,

però mi devo

mettere in infusione continua

in vena,

una pompa con Zofran.

Se mi baci al cinema

mi devo

fare una fiala di Plasil,

per non vomitarti in bocca.

Questo mi tocca!

Il vomito mi blocca!

Mi si serra la bocca!

Ma ricomincio a baciarti,

in apnea,

per non tornare a vomitarti.

Sto bene con te,

siamo già fidanzati,

nonostante i miei conati.

(p.s. Plasil e Zofran sono farmaci contro il vomito)

Mi piace scoreggiare

Me mi scappa da scoreggiare

Non mi posso più fermare.

Gas fetente continuo a generare

in qualche maniera lo devo eliminare

L'intestino rigonfiato

pressione alta nel colon dilatato

Io devo scoreggiare

perfino dove vado a lavorare

ho cominciato a scoreggiare

non mi posso trattenere

e do aria al sedere

Felice sfiato

nel sedile consumato.

Non mi posso più fermare

e continuo a scoreggiare

con sollievo intestinale

La collega in ufficio

Tutto il giorno a lamentare

E si mette poi a gridare:

Devi smettere di scoreggiare!

Non si può più continuare

Sto fetore respirare!

Poi arriva il capufficio:

"Deve smettere di scoreggiare!

Qui non si può più respirare!

Deve smettere di scoreggiare!

O la devo licenziare!"

"Devo smettere di scoreggiare?

Ma come posso fare?

Non mi posso certo fermare.

L'intestino continua a fermentare

e di gas fetido a riempire

la pressione continua a salire

il gas cerca di uscire

Spinge sul culo costantemente

ed esce all'esterno rumorosamente.

E ti riempie l'ambiente!

Di questo odore fetente!"

Ora messo in isolazione

con la cappa d'aspirazione

nel didietro pericoloso

che aspira meticoloso

e continuare

tranquillamente a lavorare

e senza pausa a scoreggiare.

 


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