ti Odio di più

merdazine.

Magnazine: Le istruzioni per sopravvivere alle Feste. Anno 1994, Numero di Natale.

MERRY CHRISTMAS!

Quella sera non si sentiva bene. Aveva un peso nella pancia, forse a causa del fatto che era da tre giorni che non andava di corpo, ed inoltre, aveva appena finito di mangiare la fagiolata con cipolle e salsiccia. Così ormai stanco dalla giornata trascorsa, decise di farsi un clistere di soluzione per il lavaggio intestinale.

Poi andò a sedere davanti alla televisione che trasmetteva Playboy Show. E fu in un momento molto hard della trasmissione, che la somma di tutte le pressioni endointestinali, addominale, vescicale, prostatica, della cappella che turgida pulsava, e dei coglioni, provocò una tremenda esplosione a livello ipogastrico.

La regione pubica e la inguinale vennero proiettate per la stanza con un rumore sordo e una nube di gas della combustione riempì la sta stanza di un merdoso odore acre.

Cadde proprio ai piedi dell'albero di Natale. In quel momento suonarono le ventiquattro. Buon Natale!

In quel momento la sagoma di Santa Klaus uscì dal buio e si avvicinò all'albero natalizio di quella povera stanza impuzzolentata di carne bruciata, e posò il suo grosso sacco di doni. E allora vide l'uomo col basso ventre squarciato e sdraiato per terra, ormai già freddo di morte.

In quel preciso istante, dal cervello di Babbo Natale uscì un verme famelico che gli perforò il cranio coi denti e si proiettò con un grosso getto di sangue e di parenchima cerebrale, a nutrirsi del ventre sfracellato e strinato.

Babbo cadde con un tonfo.

Dal sacco dei doni, ormai senza controllo, scappò un Agnello Pasquale vittima destinata ad un sacrificio carnale fuori stagione.

Se io fossi meno fascista di te non ti cagherei in testa mentre parli a reti unificate,

e soprattutto non vomiterei nel tuo tris di minestre.

Nel presente vedo solo escrementi colliquati

galleggiare mesti sui bordi delle vuote e dimenticate strade...

Se io fossi meno fascista di te, non ti condirei il cervello con un pesto di tenie viscide e cisticerchi

Però io sono più fascista di te.

 

Natale è demagogia...

E' quasi Natale per cui siamo

tutti un po' di più, tutti sporchi di strutto e tagliatelle al ragù, con le mutande incrostate di quel purè e cotechino che la sera prima provocarono il rilasciamento del LES o cardias che sia.

Vogliamoci bene, riempiamo le navate delle chiese di collane d'oro e di papillon e nell'aria una miscela di incenso e scoregge al sugo di cinghiale e caviale del Baltico.

Ma sì!, stringiamoci in una catena umana che esalti il nostro spirito sociale, così come pronti interveniamo a tendere tutti i giorni la mano agli uomini di sterco, agli uomini letame...

E' Natale, arriva Gesù. Il Papa parla, il Presidente della Repubblica lancia escrementi eloquenti in differita, GESU' si degna di partecipare ai veglioni di Montecittorio.

Ma che cazzo succede in sto giorno di merda? Arriva la neve artificiale pompata da cannoni plumbei, giunge quel pezzo di merda di panzone romano fascista di Babbo Natale, quello stesso stronzo di merda che porta i torroni ai bambini, provocando profonde gallerie nei loro denti e soprattutto quello stesso imbroglione, millantatore e falso mito che gira in Porsce a 280 Km/h sulla Futa, col cellulare su per il culo, la sigaretta in bilico sul cambio e la gomme da masticare negli alveoli polmonari.

Lo stesso che, mentre migliaia di proletari si rotolano nella merda ghiacciata sorridendo e dicendo sì, Buon Natale!, si conta avido le pile di denaro, si sniffa i soldi fusi così da poterli depositare nei glomeruli renali fino a che non gli viene una colica renale e lo Stato punito e sottomesso paga le spese sanitarie e fornisce le ceste natalizie come segno di riconoscimento, giunge all'amministratore centralizzato un caldo Buon Natale (per la pioggia di merda), recapitato a domicilio di ognuno di noi e un assegno natalizio perché si possano comprare le statuette mancanti nel presepe.

Perciò spegnete la tv la notte di Natale, disinfestate le chiese, disertate i negozi, accendete gli autovelox, scioperate davanti al cancello, uccidete i capponi, bruciate i fascisti governanti e fatene una grande cesta natalizia che gli uomini sterco si mangeranno per produrre altro sterco...

Ritorna Gesù, non ti odio più?

La famiglia felice è riunita nuovamente per festeggiare i Natale.

Seduti attorno alla tavola ecco Papà porco, Mamma porco, Figlio porco, Figlia porco, Nonno porco, Nonna porco.

Sono molto devoti e prima di iniziare la cena, che già è pronta, rivolgono la preghiera al Dio...

che è della loro stessa razza.

Ed eccoli, pronti per assaggiare il cenone tipico: uomo nudo e crudo, e forse anche un po' porco.

E' vivo. L'unica preparazione e stata quella di legargli la bocca, che non urli.

Servito sopra al tavolo, la Famiglia porco si avventa sul cibo come un porco, e lo sbrana malamente.

Porco porco, che casino!

Sangue, membra, sbava di porco che turbinano nella stanza porco.

Ruttano, cagano , scoreggiano , alcuni sborrono pure. E' facile capire la loro gioia, d'altronde è un Natale diverso.

Un Natale porco.

Per Natale:

    • Hai magnato?
    • Hai regalato?
    • Hai augurato?
    • Hai brindato?
    • Hai ruttato?
    • Hai telefonato?
    • Hai sperato?
    • Hai alberato?
    • Hai messato?
    • Hai incontrato?
    • Hai stabilito?

... salutato?

Porre una croce nella casella corrispondente.

È permessa più di una scelta.

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