Piero Meogrossi

architetto in Roma

 

 

nato a Torrita di Siena il 19/V/1946 vive a Roma dove si è laureato con lode alla facoltà di architettura della Sapienza nel 1975. Dopo viaggi di studio in Italia ed all’estero sarà la città di Roma a segnare la sua formazione intellettuale tramite il restauro archeologico praticato nei siti e monumenti del Palatino, del Colosseo e dell’Appia Antica.

 

Negli anni 70 partecipa al dibattito sul restauro urbanistico; lavora nello studio romano dell’architetto Luigi Pellegrini in cui affina l’attenzione al dettaglio tecnico-esecutivo; lavora a fianco del maestro Luciano Damiani, scenografo del Piccolo di Milano, che lo educa al controllo della visione artistica attraverso il disegno.

 

 Dopo borse di studio in Polonia nel 1972 sul recupero urbano progetta nel 1976 per il comune di Roma mostre ambientali (il Tevere Scatenato) ed ottiene incarichi professionali privati e pubblici tra cui il restauro del palazzo dei Sette ad Orvieto nel 1978; partecipa come capogruppo a concorsi nazionali (Foggia, Bologna, Roma) e nel 1979 riceve menzione d’onore al concorso habitat ed energia bandito dal Misawa Homes di Tokio.

 

Entrato nell’amministrazione dei Beni Culturali nel 1980 si trasferisce a Venezia presso la Soprintendenza Beni Architettonici dove ha la tutela dei monumenti del sestiere veneziano di S.Croce (Cà Pesaro, complesso rio delle Burchielle, S.Giacomo dell’Orio, etc.) e lungo la gronda lagunare fino ad Altino; nel 1982 svolge didattica nella facoltà di architettura di Venezia, fa parte della Commisione Edilizia del comune di Venezia e durante il recupero della villa Cornaro a Codevigo tra Padova e Chioggia scopre il primo teatro rinascimentale del Ruzante.

 

Nel 1983 viene comandato a Roma presso la Soprintendenza Archeologica di Adriano La Regina dove dirige la redazione dei supporti cartografici per la nuova Forma Urbis Romae svolgendo da allora l’attività istituzionale di architetto direttore con ricerche e restauri per il Colosseo e sul Palatino (complesso delle arcate severiane e piattaforma della vigna barberini).

 

Dal 1986 coltiva una propria ricerca topografica sull’idea di Roma derivata dagli studi avviati sul teatro veneto rinascimentale a scena fissa; partecipa ad una collettiva dell’Accademia di S.Luca a Roma con un progetto per un museo a De Chirico da porre in Lendas, Creta; nel 1989 viene invitato in Egitto come consulente per il risanamento ambientale dell’area del tempio di Luxor.

 

Dal 1997, con l’avvento dei programmi finanziari per il Giubileo, si dedica esclusivamente ai lavori di progettazione e recupero del complesso archeologico della Villa dei Quintili e della tomba di Cecilia Metella e castello Caetani, monumenti cardine per il riordino del parco dell’Appia Antica.

 

I primi risultati della sua ricerca topografica vengono presentati in una mostra personale nel 1987 a Roma e, negli anni successivi, la sua teoria rende palese l’impianto topografico che struttura la Forma nascosta della città antica: in pratica viene identificato un allineamento topografico che, assoggettato al calcolo astronomico del sole e dei pianeti fissati al giorno della fondazione del XXI aprile 753 a.C. organizza la connessione “in rete topografica” dei maggiori monumenti.

 

Tale tesi filtrata dallo studio e dal confronto diretto sul campo dei cantieri archeologici trova riscontri nelle modellazioni georiferite sviluppate sulle aree centrali e periferiche per l’azione di tutela dell’archeologia romana (con il progetto P.A.R.C.O.  vince  il bando CEE/raphael 1996).

 

Il carattere “piranesiano” della propria attività di ricerca è documentato, a parte gli archivi di soprintendenza relativi ai lavori pubblici eseguiti e diretti, da una ampia miscellanea di disegni ricostruttivi per la Forma Urbis in massima parte inediti e di saggi apparsi su riviste specializzateed in occasione delle conferenze tenute presso istituti di cultura italiani (a Venezia, Milano, Orvieto, Roma), esteri (accademie di Spagna, Francia, Norvegia) ed in convegni nazionali (Assirco 1993) ed internazionali (Tarragona 1995).

 

Fra i progetti urbanistici e di architettura più significativi della sua produzione privata si rimanda al recupero della cittadina veneta di Badoer presentato alla Biennale Architettura di Venezia (1986), al progetto di riqualificazione del castello Caetani (1997) e quello di valorizzazione per il parco archeologico della Villa dei Quintili (1997) fino alla più recente proposta per una torre multimediale per l’azione di tutela su Roma progetto che ha ricevuto il premio Utopia nel concorso riscoperta delle vie di luce del piano sistino di Roma  bandito dall’Assistal con l’Acea (1998).

 

Al termine dei progetti di valorizzazione per il giubileo sull’Appia antica si dedica e termina a giugno 2000 la direzione lavori per la realizzazione della prima fase per il nuovo piano dell’arena del Colosseo .

 

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